Io vi ho sempre sconfortata dal far l'amore & vi ho piu volte narrato
li gravi incommodi che dall'amor nascono: ne mai m'havete voluto
prestar grata udienza, di che ne sono lungamente vissuta in grandissima
malinconia & m'era nell'animo mio rissoluta di non farvene piu motto:
ma intendendo hieri da persona di somma fede in quanto pericolo &
di vita & di honore eravate per cadere. ho voluto dar luogo alla
pertinacia mia & di novo vi rescrivo che lasciate la pratica che si
strettamente vi havete con quel tristo & scelerato presa: non sapete
almeno che l'è si carico di mal francioso ch'egli a gran fatica si puo
porre le mani in capo egli s'ha giuocato hormai infin'alle brache, &
non ha di che regger & sostentarsi. Ò infelice voi se mai voglia vi
viene di prendere per marito questo bricone, questo furfantaccio inutil
peso della terra: Deh se sapeste quel che ad ogni lato sento per le
case buccinare di questa vostra novella pratica vi nascondereste per
vergogna; ma a quel che mi aveggo l'havete perduta et havete fatto
una fronte di pietra & un viso di vetro tante volte v'ho sgridato, ne
mai vi siete rimossa da questa infame pratica. posso ben dir di voi
quel che disse il propheta FRONS MERETRICIS FACTA EST TIBI, NESCIVISTI
ERVBESCERE. Scriverei piu oltre ma lo sdegno & la collera m'indebolisce
la mano. Di Roma alli XX. d'Agosto.