Hò inteso che senza niuna giusta cagione vi siete molto ristretta nello
spendere & havete posto da canto quella vostra splendida liberalità; la
qual sola ne separa et ne distingue dalli plebei & populari huomini:
ne altro ci è veramente che meglio faccia conoscere l'animo gentile
& nobile della vera liberalità: dico della vera per rispetto di
alcune persone le quali non donerebbono un paio de cintolini se non
ci fusse mescolato ò ambitione ò speranza di riccogliere piu che non
seminò. Deh ritornate per mio consiglio alla liberalità: & rendetevi
certa che si come la fava et il lupino non smagrisse mai il terreno
dove l'è seminata ma piu tosto l'ingrassa, cosi l'huomo grato & del
beneficio riconoscente, render sempre migliore la fortuna di colui da
cui riceve: ma voi per aventura mi potreste dir esser gran difficultà
l'abattersi alle persone de ricevuti beneficij ricordevoli. confesso
che l'è difficulta alle persone sciocche et stordite, ma non a quelli
che sono di perfetto giudicio si come intendo che voi siete. ma che
dico io intendo? non l'hò forse piu di una fiata isperimentato? & chi
vi conosce meglio di me? niuno certamente ne anche chi vi partori:
schivate schivate questa infamia, fuggite cotal macchia perche troppo
la si disdice a donna di si alto legnaggio nata come voi siete. Io vi
hò scritto forse troppo prosuntuosamente. se cosi giudicate per mia
sorte date la colpa al sviscerato amore che io v'hò sempre portato et
porterò sin che vivo. Da Bergomo alli XX. di Agosto.