Volesse Iddio che le ingiurie che dette vi furono l'altro giorno
da vostro cognato, facessero in voi di quelle operationi che fece
la ferita di colui che uccider volle il Tessalo Prometheo; so che
l'istoria vi è nota, ne accade ripeterla; & chi sa che quelle villanie
non vi sieno una salutevole ammonitione perche vi guardiate se in voi è
vitio alcuno da correggere et da emendare? Telepho, perche non haveva
amici, fu costretto ricevere la salute dell'inimico: cosi intraviene
a noi quando non habbiamo liberi amici, che ci dichino la verità sul
viso; siamo sforzati udirci rinfacciare li difetti dalli nemici: ma
noi doveremo veramente fare come egli fece, ilquale non abadò a colui
di cui era l'hasta, ma sol la salute che sporta l'era per il mezo
dell'hasta: se l'è vero ciò ch'egli vi disse di male, fate di maniera
che piu non lo possa dir con verità: se l'è bugia, fate vostro conto
ch'egli non habbi detto a voi, poi che in voi non è cio che egli vi
rinfaccia: consolative adunque & ricorrete sempre a Dio nelle vostre
tribulationi: sia l'oratione il vostro rifugio, sia la prora, sia la
poppa, sia l'anchora della vostra fluttuante navicella. oh se sapeste
quanta forza ella habbi; vi fermareste, tutta, tutta, ne suoi giusti
presidij & per virtu de lo spirito, conoscereste che ella ha tanta
forza ch'ella pò mutare i fermi proponimenti d'Iddio, pur che sia fatta
con humiltà, il che ne dettero ad intender li dottori Ebrei, dicendo
che chi ha da far oratione, deve star in luogo basso & non punto
alto, il che conferma parimente la divina scrittura dicendo ORATIO
HUMILIANTIS SE PENETRAT NUBES ne piu oltre mi stendo a favellarvi di
cotal materia, Iddio vi doni fortezza. Da Trento alli XV. d'Aprile.