MARTA VIDASCA A M. AGATA FERRERA.

Volesse Iddio che le ingiurie che dette vi furono l'altro giorno

da vostro cognato, facessero in voi di quelle operationi che fece

la ferita di colui che uccider volle il Tessalo Prometheo; so che

l'istoria vi è nota, ne accade ripeterla; & chi sa che quelle villanie

non vi sieno una salutevole ammonitione perche vi guardiate se in voi è

vitio alcuno da correggere et da emendare? Telepho, perche non haveva

amici, fu costretto ricevere la salute dell'inimico: cosi intraviene

a noi quando non habbiamo liberi amici, che ci dichino la verità sul

viso; siamo sforzati udirci rinfacciare li difetti dalli nemici: ma

noi doveremo veramente fare come egli fece, ilquale non abadò a colui

di cui era l'hasta, ma sol la salute che sporta l'era per il mezo

dell'hasta: se l'è vero ciò ch'egli vi disse di male, fate di maniera

che piu non lo possa dir con verità: se l'è bugia, fate vostro conto

ch'egli non habbi detto a voi, poi che in voi non è cio che egli vi

rinfaccia: consolative adunque & ricorrete sempre a Dio nelle vostre

tribulationi: sia l'oratione il vostro rifugio, sia la prora, sia la

poppa, sia l'anchora della vostra fluttuante navicella. oh se sapeste

quanta forza ella habbi; vi fermareste, tutta, tutta, ne suoi giusti

presidij & per virtu de lo spirito, conoscereste che ella ha tanta

forza ch'ella pò mutare i fermi proponimenti d'Iddio, pur che sia fatta

con humiltà, il che ne dettero ad intender li dottori Ebrei, dicendo

che chi ha da far oratione, deve star in luogo basso & non punto

alto, il che conferma parimente la divina scrittura dicendo ORATIO

HUMILIANTIS SE PENETRAT NUBES ne piu oltre mi stendo a favellarvi di

cotal materia, Iddio vi doni fortezza. Da Trento alli XV. d'Aprile.

Lettere di molte valorose donne nelle quali chiaramente appare non esser ne di eloquentia ne di dottrina alli huomini inferiori · 第 45 / 268 题