La vostra importuna loquacità molti n'ha condotti à liti, & a dure
controversie, & hora piu che mai perturba tutta la vicinanza; deh
ricordative che Giove tolse la lingua a Lara nimpha, per esser troppo
loquace: & che fu relegato nell'inferno Tantalo per non saper tener
la lingua fra denti cosi potrebbe un giorno accadere à voi, poi
che non sapete, ne volete tacere; ma perche non vi viene un giorno
desiderio d'imitare il silentio di Paulo Semplice, di Agatone, & di
Secondo philosopho, acciò non caschiate piu in tanti errori: & gli
amici non pogniate in infinito travaglio: ma forse mi potreste dire
quel che già disse Zenone alli legati del Re Antigono, difficil cosa
essere il poter tacere. io vel confesso, & dicovi all'incontro esser
difficil cosa il poter uscire delli affanni, ne quali ci pone sovente
volte la sfrenataggine della nostra lingua. vi doverebbe pur esser
per un bastevole precetto l'haver scritto Sophocle in una Tragedia
che il silentio era l'ornamento delle donne. non altro, attendete
a conservarvi sana & senza veruna infamia. Da Brescia alli XXV. di
Febraio.