MÈNECLE, MÌRTALA _e_ BLÈPO.
BL. Padrone. C'è qui Mìrtala, la moglie di Cròbilo Colonèo.
MÈN. Uh, quella seccatura! Anche oggi! Di me o di Aglae cerca?...
BLÈPO. Non so.
MÈN. Bravo asino!...
BL. (_dalla soglia, impassibile_) Padrone!...
MÈN. Eh?...
BL. Poco fa m'hai detto savio.
MÈN. Ho sbagliato. Falla entrare.
BL. (_nell'uscire per introdur Mìrtala, borbotta sentenziosamente fra
sè_) Essere l'uno... o essere l'altro!...
MÈN. Cosa vuole questa vecchia chiacchierona!
MÌRT. (_entra affannata, frettolosa_) Buon dì, Mènecle!...
MÈN. (_andandole incontro_) Giove ti salvi! (_Mìrt. è imbarazzata:
getta attorno occhiate inquiete, sembra aver qualcosa sull'animo_)
Della mia Aglae cercavi? Neh, (_a Blèpo ch'è rimasto sulla soglia_)
Blèpo, conducila. (_a Mìrtala_) Ti vedrà tanto volentieri. È là nelle
sue stanze...
MÌRT. Sola?
MÈN. Soletta.
MÌRT. E non l'hai ancora visto... stamattina...?
MÈN. Chi?...
MÌRT. Lui... mio marito...
MÈN. Da ieri non l'ho visto...
MÌRT. Credevo fosse qui...
MÈN. T'aveva detto che veniva?
MÌRT. No... ma...
(Rimane colla parola sospesa: è visibilmente imbarazzata,
agitatissima).
MÈN. Che c'è?
MÌRT. Oh Mènecle!
(Rompe in uno scoppio di pianto e gli casca abbandonata nelle
braccia).
MÈN. (_trasecolato_) (Anche questa! Preferivo l'altra!... Però adesso
il quadro è... più intonato).
BL. (_avanzandosi, serio, impassibile, a fianco di Mènecle che non
l'ha veduto, e che sostiene nelle braccia la vecchia piagnucolante_)
Padrone... consolala!
MÈN. (_collerico, voltandosi, in vederlo_) Tu qui ancora?...
BL. Vado, vado... (_avanti andarsene, gli ripete con accento comico di
preghiera_) Consolala! (_declamando_) «Soave è amor, ma troppo acerba
cosa!» lo dice Euripide nell'_Ippolito_[188].
MÈN. (_minaccioso, con la vecchia piangente sempre su le braccia_) Te
lo do io ora l'Euripide.
BL. (_tranquillo, grave_) Vado, vado.
MÌRT. (_singhiozzando_) Ah, Mènecle, quanto sono infelice!...