NOTE:

[1] Il decreto originale col nome di tutte queste famiglie leggesi

nelle _Vicende della Brianza_. Tom. I. pag 169.

[2]

Distanza dalla meridiana di Milano in Klafter.

Grigna 7999.5 28675.3

Legnone 9090.4 36972.3

Monte Albenza 13450.3 18766.6

Montevecchia 7616.5 4151.4

Carate campanile 1867.9 12450.6

Cantù idem di San Paolo (-2543.6) 16142.3

Cavenago campanile 7239.6 7102.6

Capriano idem 2698.0 15111.1

Desio idem 685.0 8956.6

Lecco idem 8079.3 23006.6

Monza idem 3437.9 7011.9

Seregno idem 590.7 10919.2

Villalbese idem (-120.7) 19847.9

Merate torre Prinetti 9229.2 13721.2

[3] La posta è calcolata di circa 8 miglia, il miglio comune è la 60.ª

parte d'un meridiano, e corrisponde a metri 1851,85 centesimi.

[4] _Memorie storiche della chiesa monzese_ dello Zucchi. — _Memorie

storiche di Monza e sua corte_ del Frisi.

[5] _Fra i doni di Dio offre Teodolinda regina gloriosissima dei

Longobardi a San Giovanni Battista nella basilica da lei fondata in

Monza presso il suo palazzo._

[6] _Qui riposa quel grande architetto, divoto maestro Matteo da

Campione, il quale dianzi di questa sacrosanta chiesa la facciata

edificò, il pulpito e il battisterio, e morì l'anno del Signore 1396 ai

24 di maggio._

[7] _1293 mese di giugno..... sotto il governo del nobile e potente

militare signor Pietro Visconti podestà del borgo di Monza fu fatto

questo edificio._

[8] Il primo orologio fu posto a Milano nel 1339, il secondo a Padova

nel 1344, onde quello di Monza verrebbe ad essere il terzo.

[9] Grossi, _Marco Visconti_. Capitolo VII.

[10] Il celebre annalista milanese Giulini che qui villeggiava, trovata

in questa chiesa una lapide, la illustrò con una memoria inscritta

nella _Raccolta Milanese_, che dice:

JULIÆ DRUSILLÆ

GERMANICI CESARIS F.

C. CESARIS AUG.

GERMANICI SOROR.

D. D.

[11] A Montevecchia si fanno i caccini che sotto nome di _Formaggin de

Montaveggia_, fanno parte del commercio brianzuolo.

[12] _Ad Andrea Vanalli oblato, eruditissimo di lettere e di scienze

sacre, scrittore altresì in versi ed in prosa purgato, quindi trascelto

a reggere questa parrocchia, chiuse santamente una vita spesa in opere

molteplici l'anno 1833 d'anni 79, di cura 37, padre dei poveri e della

patria, proclamato da tutto il suo gregge che lo circondava piangendo,

con ispontanee offerte i Meratesi posero._

[13] _I greci chiamarono Orobj gli originarj in queste sedi, quindi un

tal nome rimane al colle ed al sottoposto casale._

[14] È opinione che Brivio si estendesse anche al di là dell'Adda

e che la cappella di Sant'Ambrogio collocata ad un quarto di miglio

sulla sinistra del fiume ne fosse l'antica plebana. Ma il canonico

Lupo sostenendo la prima, nega la seconda opinione. «Sappiamo, egli

dice, che San Sempliciano depositò nella chiesa di Brivio i cadaveri

de' martiri Sisinio, Martirio ed Alessandro, e ciò o vivente ancora

Sant'Ambrogio o poco dopo la sua morte. Sarebbe quindi probabile che

la chiesa in cui furono depositati fosse appunto quella che porta il

titolo di questi Santi, e che è appunto l'odierna parrocchiale». Quanta

forza sia in tale raziocinio, giudichino i lettori. Diremo invece che

nel secolo XIII.º, a quanto pare, la città di Bergamo avea qualche

giurisdizione su questa terra, poichè negli statuti di quella città,

compilati sulla metà di quel secolo, il podestà di Bergamo giura «se

alcun luogo o comune appartenenti per diritto alla sua podesteria

fosse in pericolo, e _principalmente Brivio_ colle sue attinenze, egli

fedelmente cercherebbe ricuperarlo e ritenerlo; il che rinfranca la

credenza di chi stima che una parte d'esso fosse collocata sulla riva

sinistra dell'Adda. Degli antichi bastioni di Brivio sarebbe forse

una reliquia il nome di _Mura_ dato ad un gruppo di case sulla riva

bergamasca? Ora del borgo non rimane che la porzione sulla sponda

destra del fiume, e sulla tomba del resto corre l'aratro e crescono le

biade; pochi ruderi e qualche ossa sono la sua lapide sepolcrale, ed

una confusa tradizione è la sua storia». _Vicende della Brianza._

[15] _La libertà, che mal si vende per tutto l'oro, con fatica, contesa

e danaro acquistata, al borgo di Galbiate ed alle terre convicine per

decreto regio finalmente arrise. Felice il 17 di giugno dell'anno

1654 in cui scosso il giogo dell'infeudazione e d'ogni inferiore

giurisdizione, questo popolo sotto la vicaria podestà del potentissimo

re delle Spagne e del milanese senato direttamente si pose. La memoria

di tanta redenzione privatamente conservata nelle autentiche scritte

di Francesco Giorgio Ottolino notajo della regia camera ducale, viene

commessa pubblicamente alla custodia di questa lapide il giorno 18

settembre 1761._

[16] Quest'acqua scaturisce in val di Brugora a piè del monte di Casate

Nuovo, scorrendo entro a condotti per cinque miglia giunge fino al

Gernetto.

[17] Luca della Robbia scultore fiorentino del secolo XIV.

[18] Si trova qui un gruppo del cavalier Fabris, rappresentante l'Addio

d'Ettore ad Andromaca.

[19] Tradotti dal signor G. A. Maggi colla seguente fedele versione:

_Tre figli mi rapì sorte funesta,_

_Poi la moglie, or la figlia; ahi! che mi resta?_

_Deh! salir possa al vostro albergo anch'io,_

_Anime care, a rivederci in Dio!_

[20] V'ha chi crede Barzanò fabbricato dagli abitatori della distrutta

Barra e perciò detto Bara nova, poi Barzanova, poi Barzanò. Ma la prova

sta tutta nel _Bar_ in luogo di _Bara_, e nel _No_ in vece di _nova_.

Lettori dite voi che cosa diverrebbe la storia appigliandosi a queste

miserie?

[21] _R. D. Giovanni Domenico Cruceolano, volgarmente De-Cuzzolano,

figlio del signor Giovanni Battista, prefetto generale della disciplina

ecclesiastica; dei conventi di Santa Redegonda, Sant'Agostino, di Porta

Lodovica, di San Filippo Neri, e di altri protettore; di questo tempio

e del popolo esimio e perpetuo benefattore, morto in età di 78 anni il

29 maggio 1684._

[22] Questa chiesa ha la lunghezza dal centro del coro al soliare della

porta maggiore di braccia 90; l'altezza dal pavimento alla vôlta di

braccia 50.

[23] _Storia de' progetti e delle opere per la navigazione del

milanese_, pag. 253.

[24] _Rocco Marliani, figlio di Pietro milanese, ampliato l'edificio

dell'antico convento, eresse, ornò la villa da chiamarsi _Amalia_ dal

nome della carissima consorte 1801._

[25] _D. O. M. — Ugone Franc.º Functo — Esecrandi hostis — Ærumnis

ecclesiæ — ineundo bello — hierosolyma Red — ucitur jam Nicea —

Nicomedia Antiochia — Bisantio Vanei Fin — Boemon Tanc Bald — Redeun

Trand com — Goffredus regens — Palestina gloria — Onusto mortuo in —

Sanguine patriæ — Ossibus restitutis — Ubaldo Prinæ — duci fido socio —

Rinaldo Estensi — Ferrariensi principi — M._

[26] Ripetiamo che di questa corsa ci fu cortese il signor Giuseppe

Arrigoni, come già avvertimmo nella prefazione.

[27] Ecco la principale altezza dei monti presa sopra il livello del

mare Adriatico.

Grigna meridionale metri 2196

Grigna settentrionale » 2422

Legnone » 2834

Pizzo dei Tre Signori » 2398

Resegone di Lecco » 1892

I monti della Valsassina sono i più alti della provincia di Como ed il

Legnone è più alto anche dello Stelvio. Nota il Pini, che, prescindendo

dall'elevatezza del suolo su cui sono posti, i monti Pitchincha,

Coraçon e Buet sono meno alti del Legnone. Il Legnone poi è quello che

mostra maggior perpendicolo fra tutti i monti d'Europa.

Guida pei monti della Brianza e per le terre circonvicine · 第 78 / 80 题