_La Maddalena — Le Caviate. — Gessima. — L'Abbadia. — Mandello.
— Parè. — Onno. — Vassena. — Limonta. — Civenna. — Bellagio.
— Olcio. — Fiume Latte. — L'Uga. — La Capriana. — Varenna. —
Perledo. — Bologna. — Bellano._
Appiani chiamava il ramo di Lecco più pittoresco di quello di Como e
quell'esimio pittore non usciva in sentenza nè falsa, nè esagerata. Una
successione di tanti paeselli; il lago principalmente nella primavera e
nell'autunno e anche nel verno quando
Limpido, azzurro in sull'aurora è il cielo
Da un vapor roseo, ove il sol nasce, tinto;
Bianchi di neve e di notturno gelo
Son valli e monti e il lido che n'è cinto:
Il lago sol che non ne soffre il velo
Bruno fra quel candor spicca distinto
E capovolti sotto l'onde quete
Rupi e capanne ed alberi ripete.
Sotto al candido incarco oppresse e dome
Vedi incurvarsi pei vicini clivi
E nondimanco verdeggiar le chiome
Degli allòr, de' cipressi e degli ulivi;
Grami augelletti che calâr, siccome
Fallì il cibo dai lor gioghi nativi,
Volan fra i rami e cader fanno al lieve
Tocco in minuta polvere la neve.
Quanti effetti di luce svariati, quanti greppi nudi, alternati
con pascoli verdeggianti, e fornaci ardenti che rompono l'oscurità
della notte, e l'andar e il redire d'innumere navicelle, e canti di
pescatori, e zampogne di pastori, che valgono a lusingare talvolta
anche le orecchie sazie de' frastuoni delle musiche cittadinesche!
E le due belle ottave qui riferite, che dipingono più che descrivano,
le avrete già lette nell'_Ulrico e Lida_, il più recente lavoro di
Tommaso Grossi, nome caro a tutti quelli che leggono i suoi soavissimi
versi e ammirano le tante doti che abbelliscono il suo cuore.
Ma volendo, se ci basta il tempo, godere tanto pittoresco abbisognerà
che ci rechiamo alla _Maddalena_, alle _Caviate_, rialzate sopra un
ricco vigneto, alla _Gessima_, luogo ghiajoso che ebbe forse il nome
dalle molte cave di gesso. Chi ha letto Paolo Giovio passando di qui si
ricorderà di Lodovico Savelli, che sdrucciolato da questo scoglio, dopo
essere stato cinque ore pendente e colle mani avinghiate ad un ramo,
sotto il tormento del sole, a malgrado dei letti che si distesero nel
sottoposto terreno, cadendo s'estinse prima d'arrivar al suolo.
Di là procedi alla _Abbadia_, così chiamata da un'antica badia di
Benedettini, che fu poi cenobio dei Serviti, poi vieni a _Mandello_
grossa abitazione collocata sur un istmo del lago adorno di piante e
dominato ad oriente da moltissime montagne abbondanti di pascoli e di
legna, spiccante contrapposto colla nuda spianata di _San Giorgio_. Di
qui era originario il poeta Aurelio Bertola. Il palazzo Airoldi, oggi
Pini, era il secondo per magnificenza sul Lario (primo era il Gallio
di Gravedona) avanti che sorgessero le principesche ville Sommariva,
Melzi, Serbelloni ed Odescalchi. Dalla rupe che sorge a mezzodì di
Mandello si cavano ferri e marmi, dei quali sono le otto colonne che
ornano il tempio del Crocifisso di Como. Una miniera di piombo che
dava il settanta per cento di metallo fu lasciata in abbandono per non
essersi trovato il filone continuato, sorte comune colla pirite aurea
che si estraeva sopra il casale di _Masso_, e che avea fatta sospettare
l'esistenza d'un metallo più prezioso.
Sull'opposta riva del lago alle falde orientali dei _Corni di Canzo_
vedi succedersi _Parè_ in un seno del lago di faccia alla Maddalena,
_Onno_ di fronte a Mandello, ravvivato dalle sue fornaci di calce,
belle a vedersi da chi voga pel lago nell'oscurità della notte. Fu
patria del fuochista Gio. Battista Torre che rimase vittima della
sua arditezza, e dell'idraulico Binda che nel 1727 eseguì le fontane
nel giardino Litta di Lainate. Da qui una strada faticosa conduce nel
centro della Vallassina.
Proseguendo viensi a _Vassena_ povero casale che mira in faccia
_Olcio_; poi succede _Limonta_ «terricciuola presso che ascosa fra
i castani, al guardo di chi spiccatosi dalla punta di _Bellagio_
per navigare verso Lecco, la cerca a mezza costa in faccia a Lierna.
Cominciando dall'ottavo secolo, fino agli ultimi tempi, che fur tolti
i feudi in Lombardia, essa fu soggetta al monastero di Sant'Ambrogio di
Milano; e l'abate fra gli altri titoli avea quello di conte di Limonta
e di Civenna, terra più in alto al lembo della Vallassina». Le cave del
gesso al pelo dell'acqua e quelle di marmo nero sulla costa del monte
alimentano l'attività dei Limontesi.
Più in su, tirando verso tramontana, dove la lingua di terra che separa
i due rami del lago si termina a capo di montone, siede _Bellagio_,
terra comasca di prodigioso prospetto, e prima di giungere a questa
terra t'abbatti alla _Villa Giulia_ dispendiosamente abbellita di
fresco dal signor Venini con comoda ascesa che conduce alle due
parrocchie di Bellagio, cavata nello scoglio a forza di scalpello e
mine.
Sulla sponda orientale, superato Mandello, ti trovi ad _Olcio_,
ricco di miniere di marmo nero di cui è una parte del duomo di
Como; la strada qui si seppellisce per centoventi metri sotto tre
lunghe gallerie; poi a _Lierna_, a' piedi d'una scogliera quasi
innaccessibile, ma di tratto in tratto verdeggiante e cortese di vini
vantati come utili a chi soffre di calcoli e di podagra, e che si
prolunga sino a _Fiume Latte_, ove trabalzano per mille metri, quasi a
perpendicolo, le acque raccolte dagli scoli del Moncódeno.
Succede quindi la grossa abitazione di _Varenna_, risorta a nuova vita
per la strada militare. L'aria assai dolce vi lascia crescere spontanee
anche esotiche piante. L'_Uga_ poco discosta è una fonte sgorgante da
un antro e protetta da un pergolato d'allori, a cui si affratellano le
cascate artificiali della sottoposta deliziosa _Capuana_.
L'occhiadino, il bindellino, il marmo nero e la lumachella sono i
minerali che più comunemente si cavano nelle sue vicinanze; _Perledo_
posto in alto con antichissima torre una delle tante riferite dalla
tradizione alla regina Teodolinda, e _Bologna_ rialzata sulle falde
del _Grignone_ sono le terre principali che la circondano. Dell'una e
dell'altra nulla a dire, quando eccettui i due più grandi quadri del
pittore Bellati, deposti nella parrocchiale di Perledo.
Procedendo sulla via militare talvolta sepolta sotto pittoresche
gallerie vieni a _Bellano_, antica corte degli Arcivescovi di
Milano, le cui mura furono diroccate da quel Gian Giacomo De-Medici
che padroneggiava sul lago; ha una chiesa antica, opera d'Azzone e
dell'arcivescovo Giovanni Visconti zio e nipote sui cui muri vedonsi
ancora gli stemmi di questi e de' Torriani. È patria di Sigismondo
Boldoni, poeta, medico e letterato de' pochi buoni del secolo XVII.;
ma ben vanto maggiore ha d'aver dato i natali ad uno de' più splendidi
ingegni, che onorino l'Italia, Tommaso Grossi. Non vuol tacersi
la bella filanda dei Gavazzi, nè passarsi innosservato l'_Orrido_
precipizio d'acqua maestoso.
Odi tu quel rimbombo? Inoltra e agli antri
D'onde rugge il fragor della novella
Meraviglia ti accosta. Oh! mira come
Dall'alpestre ciglion cerca il torrente
L'onda del lago, e giù per la scoscesa
China a gran salti furiando, l'aere
Fiocca di spruzzi e di muggiti assorda,
Pari all'ira de' tuoni. Orrendo è il loco
E dritto è ben se il vulgo _Orrido_ il noma.
La strada prosegue per Dervio, Corenno e Colico d'onde corre pel lungo
della Valtellina, soverchia lo Stelvio, taglia il Tirolo e perviene
alla capitale dell'impero.
Sei stanco del cammino? siedi a respirare la mite aura del lago, corri
collo sguardo su tanti prospetti svariati, vedi le onde incresparsi al