AI LETTORI.

_Quando io stava raccogliendo i materiali delle_ Vicende della Brianza,

_che ora comparvero interamente in luce, nulla risparmiai perchè

potessi avere quella maggiore esattezza, che fosse possibile in un

lavoro per anco intentato, dove mi trovava senza guida veruna, come

uom nuovo d'un paese, che si abbatta ad andarvi in un giorno in cui una

levata di neve abbia sepolto campagne, praterie, giardini e la strada

ch'egli è obbligato a segnare per la prima volta. Lui fortunato se può

giungere felicemente alla sua meta! Tal era di me, fra un pelago di

notizie, le quali ingombravano tutto il campo che io avea stabilito

di percorrere, e fra cui io doveva, il primo, aprire una callaja, un

viottolo, quando non potessi schiudermi a dirittura una strada. Mi

providi dunque di tutti quei soccorsi che giovassero a reggermi nella

via pericolosa, ricorsi al consiglio di chi poteva essermi maestro,

ebbi il favore di valevoli persone, e mi posi a tentare l'impresa. Ora

poichè l'opera, comunque sia stata, è condotta al suo termine, fui da

alcuni discreti ed amanti del meglio avvertito di alquante inesattezze,

avvertimenti di cui feci tesoro, e credendoli utilissimi alla

perfezione del mio lavoro, ed alla più esatta cognizione delle glorie

avite della nostra patria._

_Alcune mende io posi dunque nei brevissimi cenni che ti presento

o Lettore nella_ Guida, _di cui ardisco far un presente ai miei

compatriotti, ed a quei cortesi, che tratti dalla vaghezza del nostro

suolo, volessero conoscere dove sia il più degno da vedere, dove le

glorie antiche, dove le bellezze moderne, dove possa di più la veduta,

dove il terreno sia meglio atto alla coltura, dove non risponda ancora

alla vigilanza del cultore, senza omettere le qualità delle terre e le

altre notizie che ponno appartenere al geologo ed all'antiquario._

_Lo stesso farò coi paesi che circondano la nostra Brianza,

riserbandomi per quanto risguarda la Valsassina, ad un'esatta relazione

somministratami dal mio pregiato amico signor Ingegnere Giuseppe

Arrigoni d'Introbbio, che assai meglio di me può conoscere a parte a

parte la sua valle paterna, alla quale ha consacrato già alcuni studj,

nojosi se non fossero sempre abbellite di tenere idee le fatiche

sostenute per la terra natia._

_Accogli dunque Lettore questo povero dono, e se scorgi qualche

pregio in esso, riportane il merito alla bellezza del paese che

lo ha inspirato; se lo trovi poi assai minore dell'aspettazione e

dell'argomento danne pur colpa alla mia poca attitudine, non già a

mancanza di buon volere, di fatiche, di studj, di spese se vuoi, di

viaggi._

_Intanto io auguro a chi s'appresta a visitare questa deliziosa terra,

salute e ventura e mi stimerò fortunato quando appena appena potessi

ottenere che egli leggendo questo volume, si ricordasse qualche

volta di chi glielo donava nella speranza che non sarebbe affatto

disaggradito._

Guida pei monti della Brianza e per le terre circonvicine · 第 2 / 80 题