22 ottobre.

Da Parigi (Menabrea). — Münster informò Menabrea delle conversazioni

di Crispi con Erberto Bismarck, relativamente ai decreti beylicali

sulle scuole ed associazioni. Menabrea si recò da Goblet a

presentargli la proposta conciliante di Crispi. Goblet rispose aver

dato istruzioni a Massicault di trattare la questione con Berio e

quindi non volerne discutere con Menabrea. Questi chiese quali

istruzioni erano state date al Residente francese. Goblet rispose

che «nulla sarebbe mutato alle cose esistenti e che il decreto non

verrebbe applicato alle nostre scuole ed associazioni esistenti se

non col consenso del nostro Console», al che Menabrea replicò che

non si trattava soltanto del presente e che il governo del Re non

acconsentirebbe a che il decreto minacciasse le istituzioni future.

«Pregai Goblet — scrive Menabrea — di ben considerare le conseguenze

di un conflitto qualora il R. Governo rifiutasse, in tal caso, di

permettere l'ispezione. Goblet si mantenne ostinato nella sua prima

risposta senza accettare alcuna osservazione, interpretando a suo

modo e il nostro trattato e il protocollo del 25 gennaio 1884, il

cui secondo articolo è abbastanza esplicito. Non potei trattenermi

dal dirgli che trattandosi di un decreto che muta sostanzialmente le

condizioni di istituzioni della colonia europea più antica e più

numerosa di Tunisi, mentre i francesi non sono che 3000, sarebbe

stato opportuno di presentire l'opinione dell'Italia. Al che Goblet

rispose: «Noi abbiamo le nostre truppe che proteggono i vostri

interessi italiani.» — Allora andai sulle furie dicendogli che

sapevo come le truppe francesi erano entrate in Tunisia e che

l'Italia non aveva bisogno della protezione francese: era buona a

proteggersi da sè, come si era protetta prima dell'entrata de'

francesi in Tunisia, della quale non avemmo mai a lagnarci.

L'Italia, d'altronde, ha diritto di essere rispettata, il che non si

sente abbastanza in Francia. Nel mettere fine a questa spiacevole

conversazione con un uomo impetuoso e cavilloso, io gli posi

l'_ultimatum_ conciliativo indicato da V. E. Egli non l'accettò e mi

ritirai lasciandogli la responsabilità di tutte le conseguenze del

suo rifiuto. Si vede ch'egli vuole lasciare la porta aperta a nuove

gherminelle, quando verrà il momento di creare nuove istituzioni

italiane in Tunisia. Mi pare che a Berio si potrebbe dare il mandato

di mantenere fermo presso Massicault la proposta di V. E. Prima di

recarmi da Goblet presi conoscenza de' suoi precedenti colloquii con

Ressman, di cui ammiro la fermezza e la prudenza per aver potuto per

tanto tempo sopportare i ragionamenti del suo interlocutore.»

Politica estera: memorie e documenti · 第 130 / 215 题