Da Parigi (Menabrea). — Münster informò Menabrea delle conversazioni
di Crispi con Erberto Bismarck, relativamente ai decreti beylicali
sulle scuole ed associazioni. Menabrea si recò da Goblet a
presentargli la proposta conciliante di Crispi. Goblet rispose aver
dato istruzioni a Massicault di trattare la questione con Berio e
quindi non volerne discutere con Menabrea. Questi chiese quali
istruzioni erano state date al Residente francese. Goblet rispose
che «nulla sarebbe mutato alle cose esistenti e che il decreto non
verrebbe applicato alle nostre scuole ed associazioni esistenti se
non col consenso del nostro Console», al che Menabrea replicò che
non si trattava soltanto del presente e che il governo del Re non
acconsentirebbe a che il decreto minacciasse le istituzioni future.
«Pregai Goblet — scrive Menabrea — di ben considerare le conseguenze
di un conflitto qualora il R. Governo rifiutasse, in tal caso, di
permettere l'ispezione. Goblet si mantenne ostinato nella sua prima
risposta senza accettare alcuna osservazione, interpretando a suo
modo e il nostro trattato e il protocollo del 25 gennaio 1884, il
cui secondo articolo è abbastanza esplicito. Non potei trattenermi
dal dirgli che trattandosi di un decreto che muta sostanzialmente le
condizioni di istituzioni della colonia europea più antica e più
numerosa di Tunisi, mentre i francesi non sono che 3000, sarebbe
stato opportuno di presentire l'opinione dell'Italia. Al che Goblet
rispose: «Noi abbiamo le nostre truppe che proteggono i vostri
interessi italiani.» — Allora andai sulle furie dicendogli che
sapevo come le truppe francesi erano entrate in Tunisia e che
l'Italia non aveva bisogno della protezione francese: era buona a
proteggersi da sè, come si era protetta prima dell'entrata de'
francesi in Tunisia, della quale non avemmo mai a lagnarci.
L'Italia, d'altronde, ha diritto di essere rispettata, il che non si
sente abbastanza in Francia. Nel mettere fine a questa spiacevole
conversazione con un uomo impetuoso e cavilloso, io gli posi
l'_ultimatum_ conciliativo indicato da V. E. Egli non l'accettò e mi
ritirai lasciandogli la responsabilità di tutte le conseguenze del
suo rifiuto. Si vede ch'egli vuole lasciare la porta aperta a nuove
gherminelle, quando verrà il momento di creare nuove istituzioni
italiane in Tunisia. Mi pare che a Berio si potrebbe dare il mandato
di mantenere fermo presso Massicault la proposta di V. E. Prima di
recarmi da Goblet presi conoscenza de' suoi precedenti colloquii con
Ressman, di cui ammiro la fermezza e la prudenza per aver potuto per
tanto tempo sopportare i ragionamenti del suo interlocutore.»