1 ottobre.

Crispi, a Parigi. — «Un governo serio quando tratta con altro

governo si astiene dal dare pubblicità ai colloquii che avvengono

tra esso e i ministri stranieri. Di simile pubblicità si fa uso

soltanto quando non si vuole comporre amichevolmente un dissidio.

Noi non possiamo nè direttamente nè indirettamente ammettere il

diritto nel Bey di decretare discipline per l'esercizio

dell'insegnamento privato de' nostri concittadini in istituti

italiani in Tunisia. Ripeto quanto già dissi. Se siffatto diritto

fosse ammesso e l'Europa lo acconsentisse, noi ci sentiremmo in

dovere di applicare analoghi decreti qui in Roma a tutti gli

istituti e corporazioni straniere, la maggior parte de' quali è

francese. Se avessimo voluto sollevare una questione internazionale

col nostro reclamo, non vi avremmo telegrafato come già fecimo.

Senonchè il signor Goblet pare animato da ben altri sentimenti. In

conclusione noi non possiamo accontentarci delle assicurazioni

dateci circa il modo di applicazione dei decreti ai nostri istituti.

Sono i decreti stessi che respingiamo in principio come illegali,

violatori de' nostri diritti, contrari alle Capitolazioni e ai

trattati vigenti....»

Politica estera: memorie e documenti · 第 117 / 215 题