_14 agosto._ — Solms mi dà notizia di un colloquio che il signor
Raindre, Incaricato d'affari di Francia a Berlino, ha avuto col
conte di Bismarck.
Il signor Raindre si è lagnato della diffidenza mostrata dal signor
Crispi verso la Francia pei suoi reclami contro le tasse municipali
in Massaua. La Francia non vuole suscitare ostacoli, ma desidera
soltanto di veder sciogliere una questione di principii.
Il Bismarck difese la condotta del governo italiano e diede ragione
della sua diffidenza. Invocò la calma e pregò il governo francese di
non ingrossare una questione che per sè stessa era piccola e di poca
importanza. Soggiunse che aveva raccomandato la calma anche a Roma.
Il signor Raindre soggiunse che il governo francese era pronto a
riconoscere le pretese dell'Italia su Massaua; chiedeva, però, che
in corrispettivo l'Italia cedesse i suoi diritti su Tunisi.
Il Conte rispose che non potevano confondersi le due questioni, non
essendo identiche le posizioni dei due governi a Tunisi ed a
Massaua. Non identiche perchè a Tunisi v'è ancora un Sovrano
musulmano, e perchè la Tunisia è un gran territorio, mentre Massaua
è una piccola terra. Concluse, rinnovando consigli di prudenza e
avvertendo che se sorgesse un vero dissidio la Germania sarebbe
costretta a mettersi dal lato dell'Italia.
Il Raindre ricordò che le piccole questioni surte sulla frontiera
tedesca furono facilmente risolute dalle due Potenze. Se l'Italia
usasse la stessa condiscendenza della Germania, potrebbero
amichevolmente risolversi le questioni tra essa e la Francia. Al che
il Bismarck obbiettò che la questione di Firenze e altre di minore
importanza erano state composte.
Il conte Solms mi conferma che Kálnoky accetta il principio che le
Capitolazioni non possono essere applicate a Massaua e che
gl'italiani hanno diritto ad esercitarvi la loro giurisdizione.
Salisbury avrebbe scritto all'Incaricato d'Affari della Gran
Brettagna in Atene che consigli il gabinetto greco a non insistere
nella sua attitudine e ad accettare per le Capitolazioni a Massaua
il parere del gabinetto britannico.
Il direttore del Ministero degli affari esteri di Francia, signor
Charmes, avrebbe detto a Münster che la Francia vedrebbe di buon
occhio che l'Italia occupi Tripoli. L'ambasciatore di Germania
avrebbe risposto che la Francia dà quello che non è suo e permette
agli italiani ciò che non può proibire.
_16 agosto._ — Il signor de Meyendorf mi legge una Nota del signor
Giers in data del 9 agosto (28 luglio, stile russo).
Il sig. Giers ha ricevuto le due Note italiane del 25 luglio. Sulla
questione delle Capitolazioni non ha da pronunziarsi. Egli non
contrasta che l'amministrazione italiana sia migliore della
musulmana. Non crede però che le Capitolazioni siano venute meno pel
fatto solo della occupazione italiana in Massaua. Il signor Giers
ricorda che al 1885 Mancini dichiarò alle Potenze che l'Italia era
andata in quel territorio a scopo d'ordine e di sicurezza e per
salvarlo dai mahdisti.
_17 agosto 1888._ — Alle 9,45 partenza da Roma.
_18 agosto._ — Arrivo alle 7,40 pom. a Sant'Anna di Valdieri per
conferire col Re che mi attende sulla terrazza della Casina Reale.
Si va a pranzo, quindi dalle 9,40 alle 11 e un quarto il Re mi dà
udienza.
_19 agosto._ — Mi alzo alle 4,30; non è ancora l'alba. Fo toletta,
esco e non trovo anima viva. Il cielo è di un puro azzurro. Alle 7
il Re scende sulla terrazza; alle 7,15 ant. riparto. Giungo alle
8,40 a Cuneo. La città è migliorata di molto dal 1849, l'ultima
volta che la visitai.
Giungo a mezzogiorno a Torino; alle 5,30 a Milano; alle 8,15
partenza pel Gottardo.
_20 agosto._ — Alle 8,30 del mattino a Basilea; alle 4 pom. a
Francoforte sul Meno.
_21 agosto._ — Alle 9,5 ant. da Francoforte, per Hannover a
Friedrichsruh. A Büchen si trova l'espresso, al quale viene
attaccato il mio vagone.
Alle 9,30 si giunge a Friedrichsruh. Gli urrah annunziano che il
Principe è alla stazione ad attendermi. Scendo, gli dò il braccio e
saliamo nella vettura che ci trasporta in pochi momenti
all'abitazione del Principe. La molta gente raccolta ci accompagna
con applausi e grida «Viva l'Italia».
La principessa è ai bagni di Homburg. Fa gli onori di casa la
contessa di Rantzau, figlia del Principe, insieme al marito. I tre
bambini Rantzau ci danno il benvenuto in italiano.
Si prende il thè, quindi si vanno a vedere i fuochi d'artifizio
preparati in mio onore[24]. Si ritorna in salotto a conversare. Si
parla della guerra del 1870, del trattato di pace, di Nizza, di
Garibaldi, dell'imperatrice Eugenia. Il pericolo della restaurazione
dell'Impero affrettò la firma del trattato. Thiers fu minacciato e
il piccolo Lulù sarebbe rientrato a Parigi alla testa dei
duecentomila uomini prigionieri della Germania.
[24] I fuochi erano preparati al di là del cancello che chiudeva la
proprietà Bismarck. Il Principe, recandosi in mezzo alla folla
plaudente venuta in gran parte da Amburgo, la invitò a gridare «Viva
Crispi». La folla ripetè tre volte l'acclamazione, stando il
Principe a capo scoperto. _(N. d. C.)_
Alle 11 e un quarto andiamo a coricarci.
_22 agosto._ — Sono in piedi alle 6 e mezza. Alle 11 e un quarto il
Principe viene nella mia camera. Ha con sè parecchi documenti.
Impegna subito il discorso su Massaua, e spiegando una carta chiede
di conoscere il luogo dove avvenne l'ultimo fatto d'armi. Egli
desidererebbe che l'Italia non s'impegnasse molto in quelle
località, ma si limitasse ai punti fortificati. Dò notizie del fatto
di Saganeiti, ed egli conviene che non sia stato menomato il
prestigio delle nostre armi. Dice che anche l'Austria teme che ci
compromettiamo in Africa.
Inghilterra: necessità di tenercela amica. Anch'essa però ha bisogno
di migliorare i suoi armamenti per terra e per mare.
Per lo Zanzibar si conchiude che scriverà a Londra perchè Salisbury
sciolga lui la questione, o ci lasci le mani libere.
Turchia. Convenienza di non distrarre da noi il Sultano e di
trattarlo benevolmente.
Ritorna al suo antico concetto che la Russia in Costantinopoli
sarebbe più debole. Nei Balcani sarebbe attaccabile e potrebbe
esservi schiacciata. Non sarebbe lo stesso entro le attuali
frontiere.
Francia. Boulanger. Non teme la guerra, ma preferisce la pace.
Papa. Chiesa cattolica e Chiesa ortodossa. La guerra all'Italia
gioverebbe a quest'ultima. Partenza del Papa da Roma: andrebbe
temporaneamente in un convento della Svizzera. Cardinale Schiaffini.
Agenzie telegrafiche.
Gli ultimi giorni dell'imperatore Federico — uomo debole — si
lasciava dominare dalla moglie, la quale subiva alla sua volta il
dominio della madre: voleva britannizzare tutto. Un giorno ragionava
coll'Imperatore; eran d'accordo. Giunge la moglie; si manifesta di
contrario avviso; S. M. volta la testa.
Alle 9 di sera, dopo pranzo, circolo. Vari aneddoti: la guerra del
'66 — l'Italia debole — il Re vuole andare a Vienna, poscia in
Ungheria: Bismarck si oppone. Questioni e rimproveri. Egli non volle
prendere provincie all'Austria, perchè non volle umiliarla. Nè
umiliata in Italia, grazie a Napoleone III, nè umiliata in Germania,
grazie a Bismarck.
_23 agosto._ — Alle 8,30 il Principe viene a visitarmi. Mi annunzia
di aver telegrafato a Londra; teme che lord Salisbury non vi sia.
Parliamo nuovamente dello Zanzibar. Gli manifesto che farebbe buona
impressione in Italia se egli accompagnasse a Roma l'Imperatore.
Risponde esponendomi le ragioni che si opponevano al suo viaggio.
«Se l'Imperatore mi volesse, andrei con lui; ma bisogna che lui mi
domandi. Sarei andato in Russia; egli non lo chiese. In verità, il
giovane Imperatore se la fa meglio con Herbert».
Alle 9,15 il colloquio ha termine.
Ci disponiamo alla partenza. Commiato cordialissimo. Il Principe, la
figlia, il genero, i bimbi, sono tutti dinanzi alla casa, dove mi
attende la vettura. «Arrivederci l'anno venturo». Si parte alle
9,30.
Alle 5,40 pom. siamo a Lipsia.
_24 agosto._ — Da Lipsia alle 8,40 per Dresda a Karlsbad.
«Vienna, 21 agosto 1888.
Kálnoky ha espresso più di una volta il desiderio di incontrarsi con
V. E. Declinare questo desiderio non mi sembra conveniente. Ad ogni
modo se Ella non crede utile il convegno, voglia incaricarmi di
dirne qualche motivo a Kálnoky.