4. L'incubazione o _covatura_ artificiale _è necessaria_; bachi sempre
deboli son quelli nati spontaneamente. Il calendario (S. Zeno, S.
Marco, S. Giorgio) segna date assai incerte per l'incubazione, perchè
l'andamento della stagione nel mese d'aprile è spesso molto incostante.
Piuttosto che a una _data_, convien badare _allo sviluppo della foglia
di gelso_.
Non bisogna affrettarsi troppo; ma nemmeno troppo indugiare.
_Quando i gelsi delle migliori esposizioni hanno le loro gemme bene
sbocciate, e ognuna di esse mostra evidenti 2 foglioline_, allora si
metterà il seme bachi al covo.
Fra i vari metodi di covatura sono assolutamente da condannare:
la _covatura in seno_;
la _covatura nei letti_;
la _covatura nelle stalle_.
E sono solamente razionali:
_a) la covatura colla incubatrice;_
_b) la covatura in una stanza riscaldata._
Il primo metodo è buono per piccole quantità; l'altro per grandi.
Buone incubatrici sono quelle: _Orlandi_ (L. 140) capace anche di
100 oncie e più, _Calligaris_ di Udine (L. 35, per 24 oncie) ed altre
(_Pucci, Lämmle, Vannuccini, Sini_, ecc.)
Nella stanza incubatrice[2], o nella incubatrice, quando vi si porta
il seme dovrebbe esservi la stessa temperatura che la semente risentì
negli ultimi giorni nella stanza in cui venne portata (circa 9° R. =
11°½ C) o di poco maggiore.
Poi la temperatura dovrebbe crescere gradualmente, _a circa mezzo grado
al giorno_, da 9° R. (circa 11½ centigradi) fino a 16° R. = 20° C.
Quando il seme comincia a _sbianchire_ si porterà subito la temperatura
a 17° R., pari a 21° Cent., temperatura _da mantenere costante durante
tutta la nascita_.
Il seme-bachi, nell'incubatrice o nella stanza riscaldata, deve essere
tenuto in scatolette in strato _sottilissimo_; l'ideale sarebbe che
le uova fossero in un unico strato, una accanto all'altra, come nelle
deposizioni naturali o sui cartoni giapponesi.
_Non si devono rimestare le uova; ma lasciarle in quiete assoluta
durante l'incubazione._