[1] Napoli, Stab. tip. di Federico Vitale, Largo Regina Coeli 2 e 4,
1862, pp. XII-214 in-8.º
[2] Questa prolusione ha lo stesso titolo della parte II di questo
libro: _Caratt. e svil. della filos. ital. dal sec. XVI fino al nostro
tempo._ È rist. negli _Scritti filosofici_, ed. Gentile, Napoli,
Morano, 1900, pp. 115-52.
[3] Cfr. le osservazioni della mia Avvertenza a pag. 281 e sgg.
[4] V. la prefazione ai _Principii di filosofia_, Napoli, Ghio, 1867.
[5] Per questa e le altre lettere qui appresso citate v. B. CROCE, _S.
Spaventa: Dal 1848 al 1861: lett., scritti, docc._, Napoli, Morano,
1898, pp. 202 sgg.
[6] Vedi in questo volume pp. 110, 136, 202.
[7] Pag. 288.
[8] Orazione inaugurale del prof. PALMIERI, recitata il 16 novembre.
[_Nuovo indirizzo da dare alle università italiche_: discorso
accademico recitato dal prof. LUIGI PALMIERI nel dì 16 novembre 1861 in
occasione della solenne inaugurazione degli studi nella R. Università
di Napoli. Napoli, tip. Gargiulo, 1861. Per il luogo a cui si
riferisce qui lo Spaventa v. il mio _Discorso_, premesso agli _Scritti
filosofici_ di B. SPAVENTA, pp. XCII e sg].
[9] Vedi la mia Prolusione alle lezioni di storia della filosofia nella
Università di Bologna. (_Carattere e sviluppo della filosofia italiana
dal sec. XVI al nostro tempo_, Modena, 1860; rist. nel vol. degli
_Scritti filosofici_, ed. Gentile, pp. 115 sgg.)
[10] L'_actus purus_ degli scolastici è Dio: e propriamente, in
Averroè, l'atto conoscitivo di Dio. V. EUCKEN, _Gesch. d. philos.
Terminologie_, Leipzig, 1879, p. 68.
[11] [Intorno agli errori provenienti da questi paragoni tra filosofi
diversi, perchè appartenenti a diversi periodi storici, per quanto
possano rappresentarvi situazioni analoghe, è da vedere quello che
lo Spaventa ne scrisse a proposito di Socrate, nel vol. _Da Socrate a
Hegel_, pp. 3 sgg].
[12] Vedi il mio scritto: _La filosofia di Kant e la sua relazione
colla filosofia italiana_. Torino, 1860 [rist. negli _Scritti
filosofici_, pp. 1-80].
[13] Vedi la mia Prolusione nella Università di Bologna: _Carattere e
sviluppo della filosofia italiana dal secolo XVI sino al nostro tempo_
[citata sopra, p. 20].
[14] ZELLER, _Filosofia de' Greci_ [ted., 2. ediz. Part. I].
[15] V. _Dhammapada,_ edit. Fausböll.
[16] [Il _Karma_ o _Kamma_ è nel buddismo la retribuzione morale
(propriamente l'_azione_), per cui l'essere di ciascuno è il frutto del
suo operare, attraverso le cinque regioni delle trasmigrazioni delle
anime. L'OLDENBERG (_Le Bouddha, sa vie, sa doctrine, sa communauté_,
trad. franc., Paris, Alcan, 1903, pp. 45 sgg. e 226 sg.) addita le
prime tracce di questa dottrina nella speculazione vedica].
[17] [L'A. cita l'ediz. Wagner. In questa ristampa si è però
leggermente corretto il testo secondo l'ed. Gentile delle _Opere
italiane_ del BRUNO, Bari, Laterza, 1907, I, 27, 30].
[18] [I giobertiani, allora numerosi a Napoli, i quali combattevano,
sulle orme del Gioberti, il _psicologismo_ e il _panteismo_, come
filosofie esotiche, in nome dell'ontologismo teistico, che il Gioberti
dava per pura e schietta tradizione nazionale del pensiero italiano].
[19] Nel corso speciale di quest'anno — cioè oltre il corso di logica
e metafisica, che aveva l'obbligo di fare — ho esposto una buona parte
della filosofia di Gioberti.
[20] [Si avverta una volta per tutte, per quel che concerne queste
forme abbreviative, che questo testo serviva all'autore come traccia da
svolgere nelle sue lezioni].
[21] [_De antiquissima Italorum sapientia ex linguae latinae originibus
eruenda_, libri tres IOH. BAPTISTAE A VICO, r. Eloquentiae professoris,
Neapoli, MDCCX, ex tip. F. Mosca; proemium].
[22] [L'A. cita l'ediz. della _Scienza Nuova_ per cura di FRANCESCO
PREDARI, Torino, tipogr. Economica, 1852, nella «Biblioteca dei Comuni
Italiani». Il luogo qui riferito è a pp. 410-11].
[23] _Scienza Nuova_, pp. 406-7.
[24] Cfr. PRANTL, _Stor. della logica_, tomo I, sez. VIII.
[25] [VICO, _Seconda risposta al Giornale dei lett. d'Italia_, § I].
[26] [Seconda risposta, § III].
[27] [Parole, come s'è visto, del Vico nel proemio al _De antiq._].
[28] Pagg. 190, 192, ediz. Predari [_Seconda risposta_, § I].
[29] Cfr. pag. 194, ecc.: «d'argomento che l'antica favella etrusca
fosse sparsa fra tutti i popoli d'Italia ed anche nella Magna Grecia»
[_Sec. risp._, ivi].
[30] 201 [_Sec. risp._, § III].
[31] V. MOMMSEN, _Storia romana_, I, 118.
[32] MOMMSEN, ibid., 111.
[33] Ibid., 115.
[34] _Risposta seconda_.
[35] Cfr. MOMMSEN, 115, 116; 164-5. Vico, dopo aver osservato nella
Seconda risposta, che i Romani presero le leggi dagli Spartani e dagli
Ateniesi, nella _Scienza Nuova_ (Cfr. special. _Scritti inediti di
Vico_, per DEL GIUDICE, Napoli, 1862) difende l'opposta sentenza.
[36] V. Prolusione [sopra pp. 16-8].
[37] V. la mia Prolusione alle lezioni di Storia della Filosofia nella
Università di Bologna [cfr. sopra pag. 20].
[38] Sul carattere della Scolastica e della filosofia del Risorgimento
vedi i miei articoli pubblicati nel _Cimento_ di Torino: _Principio
della Riforma religiosa, politica e filosofica nel secolo XVI_ [1855;
rist. nei _Saggi di critica_, Napoli, Ghio, 1867, pp. 269-328].
[39] [Nicolò Chrypffs o Krebs, n. nel 1401 a Kues (Cusa) sulla Mosella,
creato cardinale da Niccolò V nel 1448; m. a Todi nel 1464].
[40] [_De docta ignorantia_, peroratio].
[41] [Giorgio Gemisto Pletone n. a Costantinopoli circa il 1355, m. nel
Peloponneso nel 1450. Su di lui v. F. SCHULTZE, _Gesch. d. Philos. d.
Renaiss._, vol. I: _Georgios Gemistos Pleton und seine reformatorischen
Bestrebungen_].
[42] [Il Bessarione n. nel 1403, m. a Ravenna nel 1472].
[43] [N. a Roma nel 1405, m. nel 1457].
[44] [Rolef Huysmann n. a Baflo presso Groeningen nel 1443, m. nel
1485. Sua opera principale: _De inventione dialectica_, 1480].
[45] [I passi citati dallo Spaventa sono tolti dal _De hominis
dignitate_ e dall'_Heptaplus_, c. 6; in _Opera Omnia_, Basilea, 1572,
t. 1, p. 314, e 38-9].
[46] [Latin. Fr. Georgius, Veneto, autore di uno scritto: _De harmonia
mundi totius cantica_, Venetia, 1525].
[47] [N. nel 1455, m. nel 1522. Sue opere filosofiche: _De verbo
mirifico_ (1494) e _De arte cabbalistica_ (1517). Su lui: L. GEIGER,
_J. R.: sein Leben n. seine Werken_, Leipzig, 1871].
[48] [Enrico Cornelio Agrippa di Nettesheim, n. a Colonia nel 1486, m.
a Grenoble nel 1535].
[49] [Nic. Leonico Tomeo, 1456-1553].
[50] [Dove morì il 2 agosto 1512. Cfr. FIORENTINO, _P. Pomponazzi_,
Firenze, Le Monnier, 1868, pag. 252].
[51] [N. nel 1462, m. nel 1525. Su lui v. il lavoro cit. del
Fiorentino].
[52] [_De immortalitate animae_, Bologna, 1516, cap. 9].
[53] [_De immortalitate_, cap. 9].
[54] [Giov. Lud. Vives, spagnuolo, di Valenza, 1492-1540].
[55] [Mario Nizolio, 1488-1566. Cfr. la mia nota in _Opere italiane_ di
G. BRUNO, I, 161].
[56] [N. nel 1515, m. nel 1572].
[57] [N. il 16 febbraio 1497, m. il 19 aprile 1560].
[58] [Teofrasto Bombaste von Hohenheim, 1493-1541].
[59] [Bernardino Telesio, di Cosenza, 1509-1588. Della sua opera
maggiore _De natura rerum iuxta propria principia_, in IX libri, i
primi due vennero in luce a Roma nel 1565 (rist. nel 1570): tutti poi a
Napoli nel 1587].
[60] [_De rer. natura_, lib. I, c. 1].
[61] [_De rer. nat._, lib. VIII, c. 5].
[62] [Francesco Patrizzi, 1529-1597. L'op. cit. dall'A. _Nova de
universis philosophia_ fu pubbl. nel 1591].
[63] [Andrea Cesalpino, 1519-1603: v. F. FIORENTINO, _Vita ed op. di A.
C._, in _N. Antol._, 15 ag. 1879].
[64] [Giacomo Zabarella, prof. a Padova, 1532-1589].
[65] [Cesare Cremonini, n. 1550, m. 1631. Scarso valore ha l'_Étude
historique sur la philos. de la renaiss. en Italie (C. Cremonini)_ par
L. MABILLEAU, Paris, Hachette, 1881].
[66] [Giulio Cesare Vanini, n. 1585, a Taurisano, in Puglia, bruciato
vivo nel 1619 a Tolosa].
[67] Su tutto questo periodo, oltre molte pregevoli monografie, di cui
dobbiamo essere grati a' dotti tedeschi, cfr. il 1.º vol. della _Storia
della fil. moderna_ (ted.) del RITTER, Amburgo, 1850. [Dal Ritter sono
tolte le citazioni di testi che occorrono in questa lezione].
[68] [Vedi i _Saggi di critica_, pp. 3-36. Sono notissimi gli studi
posteriori di L. AMABILE (_Fra T. Campanella, la sua cong., i suoi
processi e la sua pazzia_, 3 voll., Napoli, Morano, 1882; _Fra T.
Pignatelli, la sua cong. e la sua morte_, ivi, 1887; _Fra T. Campanella
ne' castelli di Napoli, in Roma e in Parigi_, ivi, 1887); che illustrò
con gran copia di nuovi documenti e con molto acume tutta la biografia
del Campanella, mettendo bene in chiaro la storia della sua congiura].
[69] Vedi il loro giornale la _Civiltà Cattolica, passim_. [Negli
anni 1854-6 tra questo giornale e lo Spaventa si dibattè nna lunga
polemica intorno alle dottrine politiche dei gesuiti del sec. XVI
e quelle dei gesuiti del secolo XIX. Cfr. il Discorso premesso agli
_Scritti filosofici_, § III. Quegli articoli dello Spaventa dovranno
veder la luce, per mia cura, in un volume della Biblioteca storica del
Risorgimento italiano, diretta da V. Fiorini e T. Casini].
[70] _Tommaso Campanella_, nel _Cimento_ di Torino [nei _Saggi_
cit., p. 19, dove nota che l'osservazione era stata fatta dal RITTER,
_Storia_ cit., t. II, 5].
[71] [RITTER, _Storia_, II, 15].
[72] Nos esse, et posse, scire et velle certissimum principium primum
— Cognoscere est esse — Notitia sui est esse suum [_Metaph._, VI,
8, articoli 1 e 4]. — Mens ab objectis non movetur, sed excitatur ad
notionem; ipsa vere _per se_ noscit. — Anima est infinita in potendo,
intelligendo, appetendo [_Philos. realis_, parte I, q. LIV, art.
2]. Se novit nativo sensu, — arte propra innata [_De sensu rer._,
II, 30]. — Animata et res cognoscentes notitia innata cognoscere se
ipsas _praesentialiter_ [_Metaph._, VI, 8, art. 1]. Così Campanella
è precursore di Cartesio. — Sentire est sapere [_Metaph._, I, art.
1]. Notitia aliorum est esse aliorum [_ibid._, VI, 8, art. 4]. Così
Campanella, seguendo Telesio, è precursore di Locke. — Vedi i miei
scritti su Campanella pubblicati nel _Cimento_ [e poi in _Saggi di
critica_, pp. 33, 11].
[73] «Così noi siamo promossi a scoprire l'infinito effetto
dell'infinita causa, il vero e vivo vestigio dell'infinito vigore,
e abbiamo dottrina di non cercare la divinità rimossa da noi, se
l'abbiamo a presso, anzi di dentro, più che noi medesimi non siamo
dentro a noi». — Vedi la mia _Filos. prat. di G. Bruno_, in _Saggi di
filos. civ._, Genova, 1852 [pp. 440-70] e _Dell'amore dell'Eterno e
del Divino di G. B., Riv. Ital._, 1854, Torino [Entrambi questi scritti
sono ristampati nei _Saggi di critica_, Napoli, Ghio, 1867; dove sono
pure rist. una memoria sulla _Dottrina della conoscenza in G. B._ del
1865 e una nota sul _Conc. dell'infinità in B._, del 1866. Del B. lo
Spaventa anche discorre nella prolusione _Car. e sviluppo_ citata, e
nell'art. sulla _Vita_ del BERTI, rist. nel vol. _Da Socrate ad Hegel,
N. Saggi di critica_, Bari, Laterza, 1905, pp. 65-102].
[74] [Allude probabilmente a C. BOTTA, il quale nella _St. d'Italia
contin. da quella del Guicciardini_, lib. XV, t. III, p. 429 dell'ediz.
Parigi, Baudry, 1832, dice: «Due frati domenicani furono mandati da
Dio, o piuttosto dal suo avversario ad avvelenare queste sacre fonti,
e spaventare il mondo di ciò, che più il doveva consolare. L'uno di
questi fu Giordano Bruno da Nola, l'altro Tommaso Campanella da Stilo
in Calabria. Costoro, usando, o per meglio dire, abusando della libertà
nuova di speculare, trascorsero in opinioni empie e pericolose. Non
fermerommi a parlare del primo, perciocchè avendo insegnato, che i soli
Ebrei erano i discendenti di Adamo, che Mosè era un impostore ed un
mago, che le sacre scritture sentivano del favoloso, ed altre bestemmie
ancora peggiori di queste, fu arso a Roma al modo di Roma nel 1600,
rimedio abbominevole contro opinioni pazze. Ma le opinioni pazze ed
irreligiose di Giordano non ebbero sèguito...»].
[75] Jacobi, Buhle, Schelling, Steffens, Hegel. — Wagner fa l'edizione
delle opere italiane; Gfrörer di gran parte delle latine. [L'JACOBI si
occupò del Bruno nella 2.ª ediz. della sua opera _Ueber die Lehre des
Spinoza in Briefen_ (1789), dove inserì un estratto dei diall. _De la
causa, principio ed uno_: cfr. la mia prefaz. all'ediz. delle _Opere
ital. del B._, vol. I, pp. X-XI. Il BUHLE nella _Commentatio de ortu
et progresso Pantheismi inde a Xenophane Colophonio primo ejus auctore
usque ad Spinozam_, Göttingen, 1790; e nella sua _Gesch, d. neuern
Philosophie_, Göttingen, 1796-1804, II, 703 e sgg. — Lo SCHELLING nel
dial. _Bruno oder liber das natürliche n. götlliche Princip der Dinge_,
Berlin, 1802 (trad. in ital. dalla FLORENZI-WADDINGTON, Milano, 1844,
e Firenze, 1859: per una più recente trad. it. v. _La Critica_, IV
(1906), 461-66). — Lo STEFFENS ne' _Nachgelassene Schriften_ (Berlin,
1846), §§ 43-70: _Ueber das Leben des Jordanus Bruno_. — HEGEL nella
_Gesch. d. Philosophie^2_, III, 201-18. L'edizione del Wagner, delle
opere italiane, uscì a Lipsia nel 1830 (e una volta lo Spaventa aveva
fatto il disegno di riprodurla; cfr. la mia pref. cit. alle _Opere
ital._, v. I, p. XIII); quella del Gfrörer, delle opere latine, uscì a
Stuttgart nel 1834].
[76] [Spinto = spento].
[77] Bruno, _Opp. it._, II, 108-9 [ed. Gentile, II, 5].
[78] [_Opp. ital._, ed. Gentile, I, 262].
[79] [A questo punto, nell'originale che servì alla 1.ª ediz. (e che
ora è presso di me), lo Spaventa soggiungeva: «Tale era l'uomo, che a
Roma era condannato come ateo»].
[80] _Opp. ital._, vol. II, p. 16; 336-7 [ed. Gent., I, 277-8, e II,
342-3. Il son. _Poi che spiegate_ è riferito dal B. negli _Eroici
furori_, ma è del Tansillo. V. l'ediz. citata, p. 843 n].
[81] [HEGEL, _Gesch. d. Philos.^2_, III, 203].
[82] [_Car. e sviluppo_, ecc. in _Scritti filosofici_, pp. 133-4. Da
questo scritto anche qui addietro l'A. riproduce testualmente alcuni
brani].
[83] [Di Spinoza lo Spaventa s'era occupato in un art. del 1856,
_Critica dell'infinità dell'attributo_, rist. in _Saggi di critica_,
pp. 867 ss. Ne discorse poi a lungo nel vol. su _La filosofia di
Gioberti_, Napoli, 1868, nel libro III (tutto consacrato «allo
spinozismo del Gioberti»); e nel 1867 nella memoria _Il conc.
dell'opposiz. e lo spinozismo_, in _Scritti filosofici_, pp. 277 ss.].
[84] «Per _Naturam naturantem_ nobis intelligendum est id quod in
se est et per se concipitur, sive talia substantiae attributa, quae
aeternam et infinitam essentiam exprimunt, hoc est _Deus_, quatenus ut
_causa libera consideratur_.
«Per _Natura naturatam_ intelligo id omne, quod ex necessitate Dei
naturae sive uniuscujusque Dei attributorum sequitur, hoc est, omnes
Dei attributorum modos, quatenus considerantur _ut res, quae in Deo
sunt et quae sine Deo nec esse, nec concipi possunt_». _Eth._, I, 29,
Schol. [La terminologia _natura naturans, natura naturata, naturari_
(= φύεσθαι) rimonta alla più alta Scolastica. In Eckheart si trova
_ungenaturte natur_ e _genaturte natur_. Vedi EUCKEN, _op. cit._, pp.
68, 122, 172. Intorno al rapporto della dottrina spinoziana con la
scolastica, vedi lo scritto di J. FREUDENTHAL, in _Aufsätze E. Zeller
zu s. 50 jähr. Doctorjub. gewidm_, Lpz. 1887, pp. 83 ss.].
[85] V. il paragrafo seg.
[86] [Sopra questo punto tornò tre anni appresso lo Spaventa nella cit.
memoria su la _Dottrina della conoscenza in G. B._, rist. nei _Saggi di
critica_, pp. 196 ss.].
[87] BRUNO, _De la causa, principio ed uno_; e _De l'infinito, universo
e mondi_.
[88] So bene, che la formola giobertiana è fatta oggi un po' ridicola;
e devo anche confessare, che quando l'odo profferire con tanta
solennità da certuni, non posso fare a meno di ridere anch'io; e rido,
non come avversario, ma perchè.... mi viene da ridere. In verità, tale
è il destino di tutte le formole, quando sono ridotte a non aver altro
valore, che quello di tre o quattro parole enfatiche messe insieme e
sostenute dalla vaga rappresentazione, e capitano in mano de' soliti
guastamestieri. Non ci è angolo, dirò così, dell'esistenza e della
vita, in cui non l'abbiano portata e ficcata per forza, come un chiodo
in un asse; e credono che basti avere in tasca questo chiodo, per
poter superare ogni difficoltà. Se devono dire che piove, o che fa
caldo, non sanno dirlo che cominciando dalla formola. — L'Ente crea
l'esistente; dunque piove. L'Ente crea l'esistente; dunque fa caldo,
etc. etc. — Tutto questo, dunque, io lo so, e per esperienza oramai un
po' lunga. Ma il ridicolo finisce qui, e la cosa diventa seria, quando
si considera il nesso delle ricerche di Gioberti, la sua relazione con
Rosmini, l'origine, dirò così, storica della formola, e specialmente
il significato di essa, come è espresso in tutti que' luoghi delle sue
opere, specialmente delle postume, che non sono nè una parafrasi del
catechismo, nè uno sfoggio rettorico. La cosa diventa seria, sebbene
sia vero che la scienza non è una formola, e che il vizio di Gioberti
— divenuto poi malattia cronica ne' giobertiani — era appunto quello di
creder troppo all'efficacia delle formole.
[89] [_Carattere e sviluppo_ cit., in _Scritti filosofici_, pp. 139-41.
Del Vico tornò lo Spaventa a parlare nella lettera _Paolottismo,
positivismo, razionalismo_ del 1868; rist. negli stessi _Scritti_, pp.
291 ss.].
[90] _Protologia_ [ed. Torino, Botta II, 725-6: «La vita universale
dell'esistenza è la evoluzione della _mentalità_, cioè la storia della
coscienza da' suoi primi principii fino agli ultimi progressi. Ogni
realtà è coscienza o iniziale o attuale. La realtà non è tale, se
non possiede se stessa, se in sè non si riflette, se non è identica a
se medesima. E questa riflessione, medesimezza è la coscienza. Fuor
della coscienza non vi ha nulla, nè nulla può essere. Esistenza,
pensiero, coscienza è tutt'uno. I varii gradi, stati, processi della
realtà non sono altro che quelli della coscienza. Questo _psicologismo
trascendente_ è il vero ontologismo. L'intuito di questo vero è
la parte pellegrina e profonda del sistema di Fichte. Il resto è
antropomorfismo. Cartesio ci preluse senza addarsene, dicendo: Io
penso, dunque sono. Ma non ebbe il menomo sentore de' tesori, che si
acchiudono in questa sentenza, ecc.»].
[91] [BRUNO, _De la causa, principio e uno_, ed. Gentile, I, 256-7.
Questa critica di Aristotele era stata fatta dal CUSANO nel _De
Berillo_, 1454. Cfr. la mia nota ivi].
[92] _Sc. nuova_, p. 458.
[93] Op. cit., pp. 466-7.
[94] Op. cit., pp. 284, 286.
[95] Op. cit., p. 286.
[96] Op. cit., p. 284.
[97] Op. cit., p. 406 e segg.
[98] V. _Prolus._, [qui sopra, pag. 27].
[99] [Vedi dell'autore la _Filosofia di Kant e la sua relazione colla
filosofa italiana_ (1866) in _Scritti filosofici_, ed. Gentile, p.
16; _Kant e l'empirismo_ (1880), ivi, pp. 81-114, e l'opera postuma
_Esperienza e metafisica_, Torino, Loescher, 1888].
[100] V. la Lezione seguente.
[101] [_Saggio filosofico sulla critica della conoscenza_, 1819-1832,
in 6 voll.].
[102] [Cfr. i citati scritti _La Filos. di Kant, Kant e l'empirismo_,
in _Scritti filosofici_, pp. 19-20, 96-100. Per le difficoltà che sono
state opposte a questa interpretazione cho lo Spaventa diede della
gnoseologia del Galluppi, v. FIORENTINO, _La filosofia contemporanea
in Italia_, Napoli, Morano, 1876. Vedi anche GENTILE, _Dal Genovesi al
Galluppi_, cap. VII].
[103] _Introd. allo studio della filos._, vol. II, 192 (ediz. Losanna,
Bonamici, 1846). [Cfr. SPAVENTA, _La filos. di Gioberti_, pp. 430-7].
[104] [Questa critica sul Galluppi risale al 1857: cfr. la lettera
di Bertrando a Silvio Spaventa del 18 luglio di quell'anno, in S.
SPAVENTA, _Dal 1848 al 1861; lett., scritti, docc._ pubbl. da B. CROCE,
Napoli, Morano, 1898, pp. 203-5].
[105] [Intorno al significato di _esperienza_ v. _Scritti filosofici_,
p. 88].
[106] V. Lezione antecedente.
[107] V. Lez. antecedente.
[108] [Riassume dalla _Wissenschaftslehre_].
[109] _Kant e sua relazione_, etc., già cit. [_Scritti filosofici_, pp.
48-9].
[110] _La filosofia di Gioberti_ [pp. 288-300].
[111] [Vedi in proposito GENTILE, _Rosmini e Gioberti_, Pisa, Nistri,
1898, pp. 190-1].
[112] _Nuovo saggio sull'origine delle idee_, sez. V, part. VI, cap. I.
[113] [Cfr. le parole del Gioberti ricordate più su, pag. 118].
[114] V. lo _Schizzo d'una storia logica_ [nella parte II di questo
volume].
[115] V. il mio articolo: _Filosofia di Gioberti_, nell'_Enciclopedia
popolare_ di Pomba, Torino. [Tutto questo capoverso «l'_Intuito_ è
l'apprensione...» è un brano del detto articolo].
[116] _Protologia; Filosofia d. Rivelazione, passim_.
[117] La esposizione completa di questi momenti e della loro
contradizione, — la prova di quel che qui è detto solo in modo sommario
e senza documenti, — si vedrà nell'opera: _La Filosofia di Gioberti_
[di cui il vol. I e unico venne in luce l'anno appresso: Napoli,
Vitale, 1863].
[118] [Così lo chiamava V. Cousin].
[119] Il testo dice _creato_. È evidente, che è uno sbaglio, credo, di
stampa.
[120] § CXXIV, 188-192. [Cfr. l'op. cit. _La filos. di Gioberti_, pag.
72, n. 2, dove l'A. cita lo stesso passo e soggiunge: «Ecco il vero
Gioberti. Se vi ha qui un difetto, è solo l'apparenza che l'autonomia
sia lo stesso arbitrio dell'individuo»].
[121] [_Prolegomeni del Primato morale civile degli Italiani_ scritti
dall'autore, Brusselle, 1845 (1.ª ediz.), pp. 425-26 e 891-2].
[122] [Ed. cit., II, 12-3].
[123] V. questo _circolo_ nella _Teorica del Sovrannaturale_, pag. 57
seg. Questo tema del sovrintelligibile sarà trattato ampiamente nella
_Filosofia di Gioberti_ [pp. 72-99].
[124] V. Lez. VI.
[125] GIOBERTI, _Introd._, II, pag. 448.
[126] Vedi la _Prolusione_ [parte I di q. vol.].
[127] I, 156.
[128] Cito un solo luogo: «Libertà della filosofia. Essa è
Indipendente, e a ciò non osta l'autorità cattolica; perchè _il
cattolicismo e il cristianesimo essendo fondati sulla filosofia_
(RAGIONE), questa perciò viene ad essere indipendente e superiore. Vero
è che in ordine ai misteri la filosofia dee _famulari_; MA, ubbidendo
ad una potenza da sè _costituita_, ubbidisce in effetto a se stessa. A
stabilire la maggioranza assoluta della religione vorrebbe abbracciarsi
il sistema _assurdo_ del Lamennais sull'autorità; il qual sistema
si riduce a quello dell'_ubbidienza cieca de' Gesuiti_». _Riforma
Cattolica_, § CLXXIV.
[129] V. questa stessa Lezione, Parte prima.
[130] [Il celebre teologo abruzzese Giovanni Pietro P. (1794-1878), le
cui _Praelectiones theologicae_ raggiunsero la 31.ª ed., 1866].
[131] _Riforma Cattolica_, § CL.
[132] [V. dello Spaventa la nota _Spazio e tempo nella prima forma del
sistema di G._ (1864) In _Scritti filos._, pp. 153 ss.].
[133] GIOBERTI, _Introd._, vol. III, pag. 5-17.
[134] _Prot._, I, 34, 36, 38, 39, 40, 41; 192-3.
[135] _Prot._, I, 148.
[136] _Rif. cattol._, p. 188 già cit.
[137] [Pelasgi diceva il Gioberti le popolazioni primitive, da cui
sarebbero provenuti gli etruschi (e quindi tutti i popoli italici) da
una parte e gli elleni dall'altra; e la cui sede originaria («prisca
Pelasgia») sarebbero state probabilmente «le falde e le pendici
apennine» (v. _Primato_, I.ª ed., II, 53-4). E la civiltà pelasgica
(o italo-greca) sarebbe stata la matrice di tutta la moderna civiltà
europea: passata una prima volta nell'antichità classica, dall'Italia
in Grecia per ritornare quindi in Italia; e poi una seconda volta
mossa col cristianesimo da Roma, a cui sarebbe dovuta tornare col nuovo
risorgimento del primato italiano].
[138] [Una parte di questo corso di logica lo Spaventa pubblicò infatti
nei _Principii di filosofia_ (Napoli, 1867) rimasti incompiuti].
[139] Cfr. ZELLER, _Fil. d. Greci_, 2.ª parte, 2.ª metà, pag. 130 seg.;
e PRANTL, _Stor. d. Logica_, sez. IV.
[140] Più comune, in questo senso: _sinagoge_.
[141] V. _Introduz._, Lez. VI [qui sopra pag. 111 e ss.].
[142] Vedi l'_Introduz._, Lez. VIII [qui sopra pag. 150 e ss.].
[143] [Per questo confronto v. pure SPAVENTA, _Da Socrate a Hegel_, pp.
89 e sgg.].
[144] V. _Introduz._, lez. VIII.
[145] V. il mio scritto: _Kant e la sua relazione colla filosofia
italiana_ [negli _Scritti filos._ cit.].
[146] V. la _Nota_ in fine [p. 267].
[147] _Einleitung zu seinem Entwurf eines Systems der Naturphil._, pag.
1 [1799; rist. in _Sämmtl. Werke_, I Abth. 3 Bd].
[148] Produttivo = creativo. Produrre qui è mentalizzare, creare; chi
produce e l'Intelligenza, l'Io di Fichte come identità.
[149] [HEGEL, _Phänomenologie des Geistes_, ed. Lasson, pag. 19].
[150] Gioberti dice: «riproduzione fedele dell'organismo ideale».
[151] Gioberti dice: «l'unità del logo è rifatta dalla logica».
[152] V. l'_Einleitung_ già cit., pag. 7 e segg. [V. tutta la pagina
dello Schelling trad. dallo Spaventa nei _Principii di Etica_,
Napoli, Pierro, 1904, pp. 41-3. Pel Krug e la sua pretesa cfr. HEGEL,
_Encicl._, § 250; trad. Croce, pp. 202-3].
[153] v. nota prec.
[154] [Allusione ad AUGUSTO VERA (1813-1885), l'altro maggiore
hegeliano dell'Università di Napoli, il quale era appunto di
quest'avviso. Vedi R. MARIANO, _A. Vera_, Saggio biograf., Napoli,
Morano, 1887, pp. 60-61. E riflette appunto il pensiero del Vera il
saggio dello stesso Mariano, _La philos. contemp. en Italie_, Paris,
1868 (scritto in opposizione a questo lavoro dello Spaventa). Vedi
anche sul proposito, FIORENTINO, _La filos. contemp. in Italia_,
Napoli, 1876, pp. 34-5].
[155] [Loc. cit.].
[156] [Vedi la lettera dello Spaventa al fratello Silvio, in data 8
dic. 1861, nell'Appendice di questo volume].
[157] V. _Introduz._, Lez. VI.
[158] _Protologia_, I, 37.
[159] _Prot._, II, 8 segg.
[160] _Protologia_, II, 7.
[161] V. lo _Schizzo_ precedente [pag. 230].
[162] V. _Introduz._, Lez. VI, B), nota.
[163] [SPINOZA, _Eth._, I, Def. 1].
[164] V. _Introduz._, Lez. V.
[165] _Sull'ultima differenza de' sistemi filosofici_, Berlino, 1847.
[166] V. _Introduz._, Lez. V.
[167] K. Fischer [nel I vol. della sua _Gesch. d. neuern Philos._, la
cui prima ed. è del 1854-77].
[168] _Dell'infinità dell'attributo_, contro il Mamiani nella Rivista
_Il Cimento_, Torino, 1855 [v. i _Saggi critici_, Napoli, 1867, pag.
368 e ss.; e leggi ivi la nota a pag. 373. Vedi anche la lett. dello
Spaventa al fratello Silvio del 12 maggio, 1858, nel cit. vol. CROCE,
_S. Spaventa, Dal 1848 al 1861_ ecc., pp. 225 ss. e la soluzione
originale della famosa controversia tra l'Erdmann e il Fischer intorno
al valore dell'attributo spinoziano nella _Filosofia di Giob._, I, 348
ss.: nonchè negli _Scritti filosofici_, pp. 284 ss.].
[169] Prefaz. al _Bruno_ di SCHELLING [nella trad. della Florenzi
Waddington, Milano, 1844, pag. 81].
[170] V. _Introduz._, Lez. V.
[171] Vedi le parti che ne abbiamo pubblicate B. CROCE ed io
nella _Critica_ del 1906 (IV, 223, 397, 483): _Documenti inediti
sull'hegelismo napoletano._
[172] Un tal Francesco Calicchio, sedicente democratico, che era stato
fatto arrestare ai primi del 1861 da Silvio Spaventa, consigliere di
luogotenenza e ministro di polizia, come pubblico perturbatore. Nel
1865 costui aggredì per via Toledo lo Spaventa; e fu processato e
condannato. V. in difesa di lui l'opuscolo di MARZIALE CAPO, _Causa
Calicchio-Spaventa_, Napoli, Stamperia del Popolo d'Italia, 1865.
[173] Vedi sopra pp. 5 e seg.
[174] Cfr. nota a p. 7.
[175] Su GIACOMO LIGNANA (1829-1891) vedi la _Commemorazione_ di B.
CROCE (Napoli, 1892) negli _Atti_ dell'Accad. Pontaniana, vol. XXII, e
la mia nota negli _Scritti filosofici_ di B. SPAVENTA, pp. 279-80.
[176] Vedi sopra pp. 45 e seg.
[177] Si allude al prof. Enrico Pessina. Vedi il _Discorso_ premesso
agli _Scritti filos._, pp. XCVI e seg.
[178] Antonio Ciccone, n. in Saviano (Terra di Lavoro) il 7 febbr.
1808, m. il 2 maggio 1894, fu uno dei più cari amici dello Spaventa, e
suo compagno d'esilio. L'opera sua più notevole i _Principj di Economia
politica_, in 3 voll. Napoli. Vedi su di lui G. MIRABELLI, _Della vita
e delle opere di A. C._, in _Atti dell'Accad. delle scienze morali e
politiche di Napoli_, del 1897, vol. XXVIII, pp. 133-48.
[179] Luigi Carlo Farini, che fu amico e grande estimatore dello
Spaventa.
[180] _Isabella_ Scano († 18 dicembre 1901) e _Millo_ (Camillo)
Spaventa, tuttora vivente, furono moglie e figlio di Bertrando;
Berenice una delle due sorelle, sposata al Sig. Raffaele Paolucci.
[181] È scritto nell'originale «novembre»; ma, evidentemente, per
errore, avendo Bertrando incominciato le sue lezioni, di cui si parla
in questa lettera, solo il 28 novembre.
[182] Cfr. sopra pag. 51.
[183] Vedi sopra pp. 52-66.
[184] Giorno in cui B. Spaventa partì in esilio.
[185] Cioè: prima di tornare in patria, a Napoli.
[186] Pasquale Stanislao Mancini, solito a siffatte iperboli. Per
l'aneddoto qui accennato v. sopra p. 257.
[187] Alla lezione corrispondente alle prime pagine (67-70) della
lezione 3.ª
[188] Cfr. sopra p. 70 «.... Tutte queste determinazioni sono sparse,
un po' confusamente, nelle opere de' filosofi nostri e stranieri di
quel tempo. Sono semplici indizii, semi e germi, i quali si raccolgono
più o meno e hanno maggior vita nella coscienza di Bruno e di
Campanella...».
[189] Vedi pure sopra p. 71.
[190] FEDERICO QUERCIA (di Marcianise, prov. di Caserta), n. 23 febbr.
1826, scolaro del Puoti, e in filosofia del Palmieri, come in diritto
del Savarese. Fu per molti anni provveditore agli studi. Morì nel
1899. Vedi su di lui l'art, di R. DE CESARE, _Fed. Quercia e la Napoli
letteraria di 40 anni fa,_ nella rivista _Flegrea_ di Napoli, II, 6. —
GATTI (STANISLAO) è il noto scrittore, critico e giornalista, di cui si
hanno due volumi di _Scritti varj di filosofia e letteratura_, Napoli,
1861, Stamp. Nazionale, e parecchi articoli sparsi per le riviste. V.
intorno a lui in F. DE SANCTIS, _La letteratura italiana nel secolo
XIX_, Napoli, 1898, p. 206, una nota di B. Croce.
[191] Procurati allo Spaventa dal discorso da lui pronunciato al
Parlamento l'8 dicembre 1861; v. R. DE CESARE, _S. Spaventa e i suoi
tempi_, nella _Nuova Antol._ del 1.º luglio 1893, p. 50.
[192] R. MARIANO scrive invece che quella prolusione fu per molti
giovani che erano ad ascoltarla «come una rivelazione», e per lui
«proprio la voce dall'alto sulla via di Damasco». _A. Vera, Saggio
biografico_, Napoli, Morano, 1887, pp. 37. Essa venne inserita nel
_Politecnico_ di Milano, fasc. di maggio 1862 (XIII, 199-222), ed è
intitolata: _Della storia della filosofia_. Il VERA la ristampò quindi
ne' _Mélanges philosophiques_, Paris, 1862
[193] Scrivendo forse la _Nota alla Prolusione_, pp. 34-41.
[194] Era rettore dell'Università Giuseppe de Luca, insegnante
di geografia, e dal 1884 incaricato anche dell'insegnamento della
statistica; autore di varii libri di geografia.
[195] M. MONNIER in un suo art. _Le mouvement italien à Naples de
1830 à 1865_, della _Revue dea Deux Mondes_ (15 avril 1865, p. 1038),
accenna a «deux petites émentes» che sarebbero state suscitate nel
1861 dai professori privati e qui, n'ayant pu fournir leurs titres,
avaient perdu leur gagne-pain» — «La première fut un soulévement
d'étudians qui sifflérent leurs maîtres en criant à la fois: _À bas De
Sanctis! à bas Hegel! à bas le Pape-roi!_ Le ministre et le philosophe
étaient injuriés, comme on volt, en pieus compagnie». — E questa
prima (nonostante la discrepanza delle date) deve corrispondere alla
dimostrazione di cui parla lo Spaventa in questa e nella VI lettera.
Dell'altra, dovuta a un cotal fanatico predicatore della chiesa del
Salvatore (vicina all'Università), ricordata anch'essa, più avanti,
in queste lettere dello Spaventa, così scrive il MONNIER: «La seconde
émeute fut plus grave, elle vint du dehors. Excitée par an prêtre, la
populace, armée de pierres et de couteaux, même de pistolets, se rua
sur l'université, dont elle envahit les salles. Il y ent des vitres
cassés, du sang versé. La garde nationale dut intervenir. On était
encore en révolution, et l'on so permettait quelques vivacités de
polémique. Le prêtre fut mis en prison; on lui conseilla de ne plus
faire de philosophie en chaire, et on l'acquitta». — Questo tumulto
avvenne il 15 marzo '62 e vi s'accenna nella lettera di Silvio a
Bertrando Spaventa, più sotto riportata, del 20 marzo 1862 (lett. XI),
responsiva ad una lettera di Bertrando andata smarrita. Cfr. anche la
lett. XII.
[196] Al solito!
[197] Un tal Silvio Verratti, anche lui democratico di professione e
autore di libelli contro Silvio Spaventa. È morto or è qualche anno.
«Zuppetta» è Luigi Zuppetta, repubblicano e professore pareggiato
di diritto penale. «De Boni» sarà il noto Filippo de Boni, di Feltre
(1820-1870).
[198] Il Nicotera era tra i capi del partito democratico nell'Italia
meridionale; e tra lui e lo Spaventa era odio fierissimo.
[199] Sul motivo di queste dimissioni vedi ciò che lasciò scritto
Giovanni Lanza, in TAVALLINI, _La vita e i tempi di G. L._, Torino,
Roux e C., 1887, vol. I, pp. 275-6, e la lettera di C. Cadorna al
Lanza, ivi, II, 278 e sgg.
[200] Il prof. Andrea Angiulli di Castellana (prov. di Bari), n.
il 12 febbraio 1837, m. a Roma il 2 gennaio 1890; il quale potè,
mercè l'appoggio dello Spaventa, andare quell'anno a Berlino pel
perfezionamento negli studi filosofici. Giacchè l'Angiulli allora era
anche lui hegeliano; e da Berlino il 15 dicembre '62 scriveva allo
Spaventa: «Qui in generale si avverte una certa reazione contro gli
studi filosofici. La cattedra di Trendelemburg è la più numerosa,
appunto perchè si crede di restare con lui nel concreto; ma io vedo
però che dalla sua scuola escono giovani, i quali di filosofia non
sanno che dilettarsi su quistioni di qualche categoria, e, campati
in aria così come è campato il movimento del maestro, credono di
dare fondo all'universo e di rovesciare il colossale monumento
dell'idealismo assoluto. Ogni volta che m'incontra di osservare la
leggerezza di qualcuno qui, mi nasce forte nell'animo la speranza,
che noi forse potremo riprenderci un dì il primato della filosofia in
Europa, presentandola in una forma più compiuta e più armonica. Il che
avverrà per mezzo della libera speculazione, di cui siete così degno
maestro costì. Chè oramai i vecchi cenci della filosofia pretesca
possono spacciarsi coi ferravecchi». Questa lettera ora è stata
pubblicata integralmente dal CROCE nella _Critica_, IV (1906), 232.
Sull'Angiulli vedi l'art. di G. A. COLOZZA nel _Dizionario illustr. di
pedagogia_ di Credaro e Martinazzoli: e l'opuscoletto di F. ORESTANO,
_Angiulli_, Roma, 1907 (_nella Bibl. Pedag. de «I diritti della
scuola»_).
[201] Francesco Brioschi, allora segretario generale della Pubblica
Istruzione.
[202] Per il ministero Rattazzi-Sella-Depretis, costituitosi il 3 marzo
1862.
[203] Gustavo Benso marchese di Cavour, fratello maggiore di Camillo,
filosofo rosminiano, in politica moderatissimo. Di lui ci restano
un volume di _Fragmens de Philosophie_ (Torino, Fontana, 1841) e un
_Saggio sui principj della morale_, nel _Cimento_ del 1852, oltre
alcuni altri articoli minori nella stessa Rivista e altrove. Per
notizie su di lui vedi D. BERTI, _Cavour avanti il 1848_, Roma, 1886, e
il mio _Rosmini e Gioberti_, Pisa, Nistri, 1898, pp. 156-7.
[204] La _Storia Universale_, di cui la prima edizione uscì a Torino,
pei tipi del Pomba, negli anni 1838-46, in 35 volumi.
[205] Liborio Romano (1794-1867), ultimo ministro degl'Interni dei
Borboni di Napoli, che, dopo aver fatto partire Francesco II, invitò
Garibaldi, e aiutò per qualche tempo il dittatore nel difficile governo
di Napoli.
[206] Sul Tari v. uno scritto di B. Croce nella rivista _la Critica_, V
(1907), 365-6.