BERTRANDO _a_ SILVIO.
Napoli, 22 febbraio '62.
Mio caro Silvio,
Ti ho scritto ieri, e ti scrivo anche oggi per raccontarti un
fatto, un altro pettegolezzo. È bene che non l'ignori. — Esiste qui
un'Associazione così detta degli studenti. Ha un presidente; non so
se sia studente. Dicono, che abbia anche de' patroni. Sere fa, ci fu
riunione; l'invito diceva: visto che nell'Università sono successi
disordini, ecc., gli studenti e i facienti parte della Società sono
pregati d'intervenire per provvedere. Ci furono discorsi, molti, e al
solito. La conchiusione fu questa: la nomina di una Commissione, la
quale ha avuto l'incarico: 1.º di invigilare sull'_amministrazione_
dell'Università; 2.º di invigilare su' professori, e notare coloro che
non fanno il proprio dovere, che non fanno lezione o la fanno e non la
fanno; 3.º di esaminare, se tutti i professori dell'Università _siano
all'altezza de' tempi_.
Chi giudicherà dell'altezza de' tempi? Mi dicono che gl'ispiratori
siano stati De Boni, Verratti, Zuppetta[197]. Io non lo so di certo.
Dicono anche, che in mezzo a tali faccende ci siano delle persone
venute da Roma. — Cito questi nomi a te. Non dirlo, per evitare i
duelli!
Intanto ieri (me l'han detto certi professori; io non l'ho visto) fu
affisso alle cantonate un _placard_: «La Commissione degli studenti
nominata il giorno _b_ è in _permanenza_ sino al giorno _c_; chi ha
notizie a dare relativamente all'oggetto, ecc., si rechi nel luogo _d_,
ecc.».
È inutile ripetere che gli agitatori di diversi partiti si danno la
mano qui. T'invio un Manifesto contro di noi altri..., non so come
dire. Leggilo e vedi. È un appello alla insurrezione contro di noi.
L'autore (Mengozzi) mi dicono che sia un pessimo soggetto: venuto qui
quattro anni fa con raccomandazioni d'Antonelli, spia, ladro, ecc.
T'informo di tutto ciò per informarti. Lascia che faccia chi deve fare.
Tu sii semplicemente informato. Hai capito? Addio. Scrivimi. Di fretta.