Nella Lezione nona ho detto: «I momenti storici del puro conoscere sono
in Alemagna la Coscienza, l'Autocoscienza, la Ragione e lo Spirito;
cioè Kant, Fichte, Schelling ed Hegel».
In una Introduzione come la mia, il cui tema principale era la
esposizione del pensiero filosofico italiano, io non poteva trattare
più ampiamente questa materia della filosofia tedesca. Dissi un po' di
Kant; ma quasi niente di Fichte, Schelling ed Hegel. E pure chi non sa
il significato di questi filosofi nella storia della filosofia moderna,
non può farsi un concetto giusto e adeguato della filosofia italiana di
questi tempi.
Nel mio _Corso di Logica_, che fece séguito immediatamente
all'Introduzione, io dovei ritornare su questa materia, perchè, volendo
giustificare il concetto che io m'era formato di questa scienza, stimai
di non poter ciò fare altrimenti che coll'esporre in poche lezioni
il suo sviluppo storico; e giacchè un tal concetto si fonda nel nuovo
indirizzo della filosofia dopo Kant, questa parte storica dovea versare
principalmente nella filosofia tedesca.
Io do qui questa esposizione come appendice all'Introduzione. Avrei
potuto abbreviarla anche di più, togliendo quelle parti, che non
hanno una relazione diretta col fine, per cui la inserisco in questo
volume. Pure l'ho lasciata tal quale, perchè da un lato si veda chiaro
tutto il mio pensiero, e dall'altro il lettore abbia come un saggio di
questo corso di logica, che forse — quando che sia — mi risolverò di
pubblicare[138].
Questa esposizione è una brevissima storia della filosofia
(occidentale), considerata da un certo punto di vista: dal
punto di vista logico. Anche sotto questo aspetto esso può
servire di chiarimento al soggetto principale della Prolusione e
dell'Introduzione.