Unità non più come Sostanza-causa, ma come spirito (Unità dello
Spirito): _Sviluppo_.
Vico esige una _nuova metafisica_, e non si appaga più di quella
dell'Ente.
Esigenza fatta prima del tempo, cioè della dissoluzione della vecchia
Metafisica.
Con questa esigenza finisce la filosofia da Cartesio a Kant, e comincia
la nuova.
Questa esigenza _storica_ è Kant. — Si dice: Vico non ha metafisica.
Vero e non vero ciò. L'ha, ma _incorporata_ colla _Scienza Nuova_.
Voler comprendere Vico colla sua vecchia metafisica (_Italorum
sapientia_) è non capirne niente. Quindi l'oscurità.
IV. La _chiarezza_ di Vico è la filosofia dopo Kant. Problema del
_conoscere_.
_a_) Kant studia _tutto_ il fatto del conoscere e spiega il
fatto non più col fatto, ma col _fare_ (Potenza del conoscere). —
_Trascendentalismo_: _Puro conoscere_. Pregio di Kant: _Unità sintetica
originaria_. Difetto: Il suo _puro conoscere_ non è assolutamente
_fare_, ma _fare parziale_. Categoria: fare e fatto. Intuizione pura:
fare e fatto.
_b_) Fichte: Puro conoscere — assoluto fare — mentalità o soggettività
pura — autocoscienza come produttività delle categorie: _assoluta_.
_c_) Schelling: Se assoluta, richiede identità di natura e spirito
assoluta: _Ragione_.
_d_) Hegel: Ragione conscia di sè o assoluto spirito come Principio
assoluto.
Puro conoscere = Potenza _infinita_ del conoscere. Niente si conosce,
se tutto non si conosce.
_a'_) Galluppi: Puro conoscere = _Unità sintetica originaria_ dello
spirito (_fondo proprio_ dello spirito, da cui provengono le idee
d'_identità_, _diversità_, etc., cioè le vere idee, le _categorie_,
non le rappresentazioni); giudizii sintetici _a priori_ pratici; idea
dell'_universo_ e di Dio; la sensibilità come _pura_ cognizione (la
_forma_ della coscienza).
_b'_) Rosmini: Puro conoscere — _unità sintetica originaria _(ragione,
sentimento fondamentale). Poi: semplice _Ente possibile, idea innata_.
_c'_) Gioberti: Puro conoscere o possibilità del conoscere = assoluto
spirito (creare e ricreare = _Creare_ assoluto). Potenzialità del
conoscere = _Potenzialità infinita_.
Il Principio assoluto è l'assoluto Spirito o la Mente assoluta; i
cui momenti sono l'oggettività (natura) e la soggettività (spirito)
infinita: il creare e il ricreare: i due cicli. La loro unità è l'Idea
vera giobertiana.
La vera Idea giobertiana non è l'_essere_, ma il _creare_, non
l'_Ente_, ma lo _Spirito_.
Atto creativo è dialettica, assoluta dialettica; e dialettica è
l'organismo o vita ideale. La filosofia, come _riproduzione fedele_
di tale organismo, è dunque essa stessa dialettica; è, a suo modo,
_creare_.
Questo ripensare, che è creare, è il vero _pensare_: la scienza.
La scienza è la pienezza dell'atto creativo: la realtà assoluta dello
spirito.
V. Tale è il grado, a cui è salito in Gioberti il pensiero italiano.
È lo stesso grado del pensiero tedesco in Hegel. Ma tra i due gradi vi
ha una profonda differenza, quando si considera non il nudo risultato,
ma tutto il processo del pensiero. In Italia, checchè si voglia dire in
contrario, manca il vero processo storico; da Bruno e Campanella a Vico
vi ha, storicamente, quasi un salto; e similmente da Vico a Gioberti.
I due indirizzi della speculazione dopo Cartesio si sviluppano
originalmente fuori d'Italia, e il nuovo problema del conoscere è
il campo chiuso della filosofia tedesca. Se da una parte lo stesso
anacronismo di Vico dà maggior risalto alla sua originalità, non è meno
vero d'altra parte, che Galluppi, Rosmini e Gioberti seguono una via
già tenuta, per non dire aperta e spianata, da altri, e sono costretti
dalla forza stessa delle cose ad essere imitatori e ripetitori, anche
quando dicono di fare il contrario. So bene che questo discorso non
piace, e si ha come un'offesa all'originalità dell'ingegno italiano.
So questo e altro; ma io devo dire quel che penso. Questo ingegno
italiano, tanto adulato e imbalsamato, e spesso così mal servito
dai suoi medesimi adulatori, non ha niente a temere in tutta questa
faccenda; e non è screditare l'originalità di nessuno il dire che chi
vien dopo è preceduto da chi è venuto prima. Siamo arrivati tardi, dopo
essere stati i primi: ecco tutto. Ma di chi la colpa? Di coloro, che
ci hanno legato i piedi e le braccia, e non ci hanno lasciato fare. La
colpa, in parte, è degli stessi imbalsamatori. Non ci è peggio, che il
falso concetto dell'originalità. Si crede, che essere originale vuol
dire troncare ogni relazione colla realtà e col processo storico, e
fare da sè solo senza tempo e spazio, e creare un nuovo mondo a piacere
e a ogni momento. Di tali _originali_ io ne conosco molti.
Il processo del pensiero tedesco, è naturale, libero, consapevole di
sè: in una parola, _critico_. Quello del pensiero italiano è spezzato,
impedito e _dommatico_. Questa è la gran differenza. Ora l'Alemagna
è entrata in un nuovo periodo critico, più ampio e vigoroso del
precedente, e al quale succederà una nuova costruzione del reale. E
noi altri italiani, prima di rimetterci davvero in via, e dar corso
a tutta l'originalità precoce, che non ci cape in seno, abbiamo
l'obbligo di rientrare ancora in noi medesimi, di orizzontarci, di
guardarci anco attorno, di vedere e conoscere ciò che gli altri hanno
fatto da sessant'anni in qua, e specialmente ciò che stanno facendo.
Solo così noi faremo nel mondo del pensiero, come abbiam quasi fatta
nel mondo politico, un'Italia che duri, non un'Italia immaginaria,
pelasgica[137], pitagorica, scolastica, e che so io, ma un'Italia
storica: un'Italia che abbia il suo degno posto nella vita comune delle
moderne nazioni.