LA CONSULTA DI STATO

_Preseduta dal vicepresidente, ed i deputati per i collegi e per i

corpi costituiti della repubblica italiana_,

Considerando la posizione dell'Europa e quella della patria, sono

d'unanime opinione,

1. Che sia giunto il momento di dare l'ultima mano alle istituzioni

delle quali furono a Lione gittate le basi, e dichiarare a questo

effetto il governo della repubblica italiana monarchico ereditario,

seguendo gli stessi principj che costituiscono il governo dell'impero

francese;

2. Che l'imperatore =Napoleone I=, fondatore della repubblica, sia

dichiarato RE D'ITALIA;

3. Che il trono d'Italia sia ereditario di maschio in maschio nella

sua discendenza per retta linea legittima, naturale o adottiva,

escluse in perpetuo le femmine e loro discendenza; ben inteso che il

diritto d'adozione conferitogli non possa estendersi ad altri che ad

un individuo dell'impero francese o del regno d'Italia;

4. Che la corona d'Italia non possa essere riunita alla corona di

Francia, se non che nella sua persona: che tal facoltà sia interdetta

a tutti e ciascuno de' suoi successori, e che nessuno di essi possa

regnare in Italia, se non risiede nel territorio della repubblica

italiana;

5. Che l'imperatore =Napoleone=, vita sua naturale durante, possa

nominarsi il successore fra i suoi figli maschi legittimi, sieno

naturali od adottivi; diritto di cui egli non potrà però fare uso

senza compromettere la sicurezza, l'integrità, l'indipendenza di uno

stato, l'esistenza del quale è uno de' più bei pregi della sua gloria,

sino a tanto che le armate francesi occuperanno il regno di Napoli, le

armate russe Corfù, le forze britanniche Malta, e che la penisola

d'Italia sarà ad ogni momento minacciata d'avere a servire di campo di

battaglia alle maggiori potenze d'Europa;

6. Che la sicurezza dello stato non permette la separazione delle

corone di Francia e d'Italia, se non quando queste circostanze si

saranno cangiate.

7. Che, regolato che sia il punto più importante per le nazioni, cioè la

natura e la fissazione del potere supremo, sia l'imperatore =Napoleone=

pregato di recarsi a Milano per assumervi la corona, e dopo avere sentita

la consulta di stato e le deputazioni straordinarie de' collegi, dare al

regno una costituzione definitiva che garantisca al popolo la sua

religione, l'integrità del suo territorio, la uguaglianza dei diritti, la

libertà politica e civile, l'irrevocabilità delle vendite dei beni

nazionali; alla legge sola la facoltà di stabilire le imposizioni, ed ai

nazionali il diritto esclusivo d'essere chiamati a coprire le cariche

dello stato; principi tutti che l'imperatore =Napoleone= ha consacrato

colle leggi che ha già date all'Italia, e la proclamazione de' quali fu

la prima voce che si fece intendere dalla sommità delle Alpi, tutte due

le volte ch'egli ne discese per conquistare e liberare la patria.

8. Che in fine l'Europa dovrà essere convinta che tutte le parti del

regno d'Italia sono omai consolidate per sempre, e che nessuna ne può

essere separata, senza distruggere il principio sopra cui è fondato il

tutto.

Parigi, il 15 marzo 1805, anno IV.

_=MELZI, Marescalchi, Caprara, Paradisi,

Fenaroli, Costabili, Luosi, Guicciardi,

Guastavillani, Lambertenghi, Carlotti,

Dabrowski, Rangone, Caleppio, Litta,

Fe, Alessandri, Salimbeni, Appiani,

Busti, Giulini, Negri, Sopransi, Valdrighi.=_

Popoli d'Italia, aprite i cuori vostri alla speranza e alla gioja.

Oggi comincia il corso dei vostri luminosi destini. A quale gloria, a

quali beni non avete voi ora diritto di aspirare? Fra poco il vostro

RE sarà fra voi. Egli verrà non tanto per aggiungere all'augusta sua

fronte il nostro diadema, ma ben più per potere esaminare più

dappresso i bisogni vostri, porre egli stesso la mano nelle ferite

ancora aperte dalle antiche calamità, e occuparsi definitivamente

d'una organizzazione che anche meglio assicuri la vostra felicità.

Voi accorrerete in folla dinanzi a lui. Le vostre acclamazioni, le

vostre voci saranno interpreti dei vostri sentimenti, ed egli leggerà

in tutti i volti il rispetto e l'ammirazione, l'amore e la

riconoscenza, delle quali tutte le anime vostre debbono essere

penetrate.

Parigi, 19 marzo 1805.

=_MELZI, Marescalchi, Caprara, Paradisi,

Fenaroli, Costabili, Luosi, Guicciardi.=_

Per copia conforme;

Costituzione della Repubblica Italiana e Statuti Costituzionali del Regno d'Italia · 第 20 / 136 题