Con lei ti lascerò nel mio partire.[21]

[21] _Inf._ I 123.

Ora, se la esposizione filosofica delle colpe punite in Inferno non c’è

chiara, noi possiamo fondatamente credere, che chiara non è appunto

perchè fatta da chi chiara non la poteva fare. Al che possiamo

aggiungere che, anche potendo, Virgilio non l’avrebbe al tutto chiarita,

perchè egli è il Maestro, e il Maestro deve lasciar lavorare

l’intelletto del discepolo. Dei quali due punti accenno la prova,

rimandando a ciò che Virgilio stesso dice nel Purgatorio,

nell’esposizione che fa del Purgatorio, al verso 139 del XVII per il

secondo punto, e ai versi 46-49 del XVIII per il primo. Dai quali ultimi

versi possiamo ricavare la conclusione che Virgilio può dire solo

‛quanto ragion qui vede’. E che vedeva la ragione dunque

nell’ordinamento e divisione dei peccati nell’Inferno? Vedeva, quanto

aveva insegnato il maestro di color che sanno, di cui è appunto citata

l’Etica e la Fisica. Noi possiamo aggiungere il libro _de Officiis_ di

Cicerone, sia che Dante avesse letto l’opera intera, sia che ne

conoscesse solo alcuni estratti.

Minerva oscura Prolegomeni: la costruzione morale del poema di Dante · 第 19 / 84 题