CLARA, _e il_ SERVO.
_Clara_
_(e sola, distesa sulla_ dormeuse, _dormendo. Ha ancora in una mano
abbandonata un libro aperto. L'orologio suona le nove e mezzo. Ella si
sveglia di soprassalto. Lascia andar giù il libro. Si stropiccia gli
occhi. Si alza sbuffando:)_ Auff!... _(Si ferma un momento innanzi a uno
specchio. Il guardare sè stessa la irrita. Raccoglie il volume, si
sdraia di nuovo sulla dormeuse, comincia a rileggerlo e, a un tratto, lo
getta in aria, come se avesse letta una sconcezza.)_ Via! _(Piega le
braccia, e si morde le labbra.)_
_Il Servo_
_(entra dal fondo, recando una lettera in un vassoio.)_ Eccellenza....
_Clara_
Che c'è?
_Il Servo_
Questa lettera.
_Clara_
_(lentamente la prende. Guarda l'indirizzo. Si stringe nelle spalle in
atto di noia, ripone la lettera chiusa nel vassoio.)_ Mettetela lassù.
_Il Servo_
Eccellenza, il cameriere che ha portata questa lettera desidererebbe
sapere quando avrei potuto consegnarla.
_Clara_
_(seccata)_ Me l'avete consegnata adesso? Dunque, adesso!
_(Il Servo esce.)_
_Clara_
_(si alza. Ripiglia la lettera. La guarda con indifferenza. Lacera la
busta e superficialmente legge:)_ «Contessa, faccio un tentativo
estremo. Parto. Fuggo. Voi, sorridendo, penserete che io ricorra al
_vieux jeu_ della partenza per commuovervi. Invece, io non intendo di
ricorrere che al vecchio rimedio. La terapia dell'amore non ha fatto
molti progressi, e oggi _partire_ significa ancora _guarire_ -- forse.
Vi chiedo, dunque, di potervi vedere per l'ultima volta. Oserò di venire
da voi, stasera, alle dieci in punto. Mi riceverete?...» _(Aggiunge a
fior di labbra:)_ Stupido!... _(Apre un cassetto dello scrittoio, e, con
la mano in alto vi lascia cader dentro la lettera e lo richiude. È
inquieta, è infastidita. Ha un gesto di risoluzione e tocca il bottone
del campanello elettrico.)_
_(Entra di nuovo il Servo.)_
_Clara_
_(esitante)_... Il conte è ancora in casa?
_Il Servo_
Sì, eccellenza.
_(Un silenzio.)_
_Clara_
Ditegli... ditegli che io l'aspetto qui per prendere il té.
_(Il Servo sta per andare.)_
_Clara_
Badate: per chiunque venga, ho l'emicrania: non ricevo.
_Il Servo_
Va benissimo.
_Clara_
Solamente... pel signor Ricciardi, che verrà verso le dieci, non ho
niente, e ricevo.
_Il Servo_
Va benissimo.
_Clara_
Fate la mia imbasciata al conte. Sùbito!
_(Il Servo esce per la porta a sinistra.)_
_Clara_
_(si aggiusta un po' i capelli. Indi va ad accendere il fornello del
té.)_