CLARA _e_ SILVIO.
_Silvio_
_(sforzandosi di sembrar calmo e gaio)_ Cos'è tutta questa faccenda?
_Clara_
Mistero!
_Silvio_
Io non sono punto curioso e non voglio punto sapere di che si tratti.
_Clara_
Persuasissima.
_(Pausa.)_
_Silvio_
_(prende un giornale, siede sopra una delle poltroncine del_ dos-à-dos
_e finge di leggere.)_
_Clara_
_(gli si avvicina con affetto)_ Di': hai veramente l'emicrania?
_Silvio_
Un poco.
_Clara_
Che fai?... Leggi il giornale capovolto?
_Silvio_
Io?... Ah, sì!... _(Addrizzandolo)_ Tanto, è lo stesso.
_Clara_
Non sei di cattivo umore?
_Silvio_
Che! che! Sono così allegro! _(Ride falsamente, meccanicamente.)_ Ah ah
ah! Non lo vedi?
_Clara_
Vogliamo andare insieme da lady Wolff?... Vogliamo starcene qui come due
colombini?...
_Silvio_
_(con eccessiva gentilezza)_ Ma perchè non ci vai sola da lady Wolff?
C'è giù la carrozza: profittane. Va, piccina mia, va....
_Clara_
E se non volessi andarci sola?
_Silvio_
Mio Dio! Che novità, stasera!
_Clara_
Che novità! Che novità! Avevo stabilito di passare con te il resto della
serata. Ti secca?
_Silvio_
Anzi!
_Clara_
Ebbene..., _(tocca il bottone del campanello)_ resteremo in casa.
_Silvio_
Tanto meglio, cara.
_Il servo_
_(entra.)_
_Clara_
Avvertite giù che non ricevo. E dite al cocchiere che stasera non si
esce. _(A Silvio)_ Va bene? _(Al servo)_ Per domani poi....
_(Riflette.)_
_Silvio_
Ricòrdati che domani verrà De Negris per cominciare il famoso ritratto.
_Clara_
Stordita!... A che ora verrà?
_Silvio_
Non so.... Dall'una alle due, disse.
_Clara_
All'una facciamo colezione.
_Silvio_
Dopo.
_Clara_
Impossibile dopo!
_Silvio_
Impossibile, perchè?
_Clara_
Ho da fare.
_Silvio_
Non sarà nulla di così urgente.
_Clara_
_(con durezza)_ Ho da fare! Ho da fare!
_Silvio_
_(notando la caparbietà di Clara)_ Eppure ci tenevi moltissimo a questo
ritratto.... Era diventato la tua idea fissa.... Io poi dico: che ti
costa di posare un'oretta dopo colazione?
_Clara_
_(recisamente)_ È inutile, Silvio, non insistere!... _(Pausa.)_ Sta
tranquillo...: scriverò io due righe al pittore. _(E subito licenzia il
servo:)_ Andrea, potete andare.
_Il servo_
E per domani, eccellenza?
_Clara_
Il mio coupè all'una e mezzo.... O meglio, no...: Darò gli ordini
domattina.
_(Il servo via.)_
_Silvio_
_(tra sè)_ All'una e mezzo!... Che storia è questa?
_Clara_
_(corre a lui con vivissima espansione)_ Ed ora, tutta per te!
_Silvio_
_(tormentandosi nella finzione)_ Come sei buona!
_Clara_
_(sedendogli sulle ginocchia)_ Non è vero: forse non sono nè buona nè
cattiva.... Forse sono una buona moglie e una cattiva donna, o
viceversa. Chi sa!... Ti sembra strano?
_Silvio_
_(assorto sempre più nelle sue preoccupazioni)_ Piuttosto!
_(Pausa.)_
_Clara_
E non mi dici nulla di grazioso.... Sei così freddo!... Non mi abbracci,
non mi carezzi,... non mi baci.... _(S'alza.)_ Auff!
_Silvio_
Stavo per farlo....
_Clara_
_(scattando)_ Troppa preparazione, mio caro! Diventi un pessimo
marito.... Sì, sì, un pessimo marito! Il vero amore coniugale è sempre
estemporaneo!
_Silvio_
Non mi hai tu detto che in frac e in gran _toilette_ non si è mai
veramente soli?
_Clara_
Teorie passeggere!
_Silvio_
E l'emicrania non la conti per nulla?...
_Clara_
Ah! La chiama emicrania, lui!
_Silvio_
Aspetta che passi e vedrai.
_Clara_
_(sedendo sull'altra poltroncina del dos-à-dos, alle spalle di Silvio)_
Aspetterò. _(Prolungatissimo silenzio. -- Poi, chiama piano:)_ Silvio...
_Silvio_
_(più che mai assorto)_ Che vuoi?
_Clara_
... Pronto?
_Silvio_
No.
_Clara_
Sempre l'emicrania?
_Silvio_
Già.
_Clara_