Se fossi cieco, potrei essere più svelto. Ecco... È fatto. _(Sospira.)_

_Clara_

Sedete. Parlate. Vi confesso che avrei preferito il _Lohengrin_ a voi.

Ma vi confesso pure che esclusivamente voi potete in certo modo

sostituirlo. Siete mezzo poeta, e nelle vostre parole c'è sempre un po'

di musica. Parlate.

_Ricciardi_

_(siede)_ Ma poichè _Lohengrin_ è costretto ad andarsene quando rivela

il suo segreto, io, che non ho l'intenzione di andarmene, mi guarderò

bene dal rivelare il mio.

_Clara_

Voglio sapere il segreto.

_Ricciardi_

Vi ripeto che non ho punto l'intenzione d'andarmene.

_Clara_

Garantisco che resterete.

_Ricciardi_

Promettetemi che, in ogni caso, sarete voi che mi obbligherete a

restare.

_Clara_

Ve lo prometto! Fuori il segreto!

_Ricciardi_

Il segreto è che... il segreto è che io ho detto una bugia.... Stasera,

al San Carlo, niente _Lohengrin_... e niente _Gioconda_.

_Clara_

E che spettacolo c'è?

_Ricciardi_

Nessuno. Raffreddore generale a porte chiuse.

_Clara_

_(in collera)_ E perchè avete mentito?

_Ricciardi_

Perchè?... Perchè, vedendo che vostro marito era molto disposto ad

andare a teatro, io, che volete?, non ho avuto il coraggio di

rinunziare... alla sua assenza.

_Clara_

Ma io non vi permetto di trattare mio marito come un fanciullo; no, non

ve lo permetto!...

_Ricciardi_

Ecco, vedete, ora state lì lì per mandarmene via.... Se ve l'ho detto

che dovevo tacere....

_Clara_

Non vi mando via; ma voi sarete punito lo stesso. E sapete come?...

Silvio sospetterà la ragione della vostra bugia, e tornerà subito.

_Ricciardi_

Non è geloso, e non sospetterà.

_Clara_

Tutt'i mariti sono gelosi quando _non_ sono stati traditi.

_Ricciardi_

E vi dà delle noie la sua gelosia?

_Clara_

Non me ne dà, ma io me ne piglio.

_Ricciardi_

Ecco un inconveniente che voi potete eliminare con molta facilità. Se è

vero che i mariti sono gelosi proprio quando _non_ sono traditi, per

ottenere che il vostro _non_ sia geloso basterà... che prendiate un

piccolo provvedimento.

_Clara_

Tradirlo!

_Ricciardi_

Appunto!

_Clara_

Con voi!

_Ricciardi_

Con me, o con un altro. Io preferirei, s'intende, e lo faceste con me.

_Clara_

Avete ragione, mio caro Gino; ma non c'è nulla di più incomodo che un

tradimento.

_Ricciardi_

Non vi ci siete, finora, provata.

_Clara_

Chi ve l'ha detto?

_Ricciardi_

Ne sono convinto.

_Clara_

E mi fate la corte!

_Ricciardi_

Naturale!

_Clara_

Perchè me la fate?

_Ricciardi_

Perchè vi amo!

_Clara_

Senza speranze....

_Ricciardi_

È sempre probabile che accada precisamente quel che non è mai accaduto!

_Clara_

Ma, qualche volta, non è accaduto precisamente, _(sottolineando)_ quel

che non può mai accadere.

_(Un silenzio.)_

_Ricciardi_

_(accostandosele di più)_ Vi sentite così forte, Clara?

_Clara_

Fortissima!

_Ricciardi_

Proprio?

_Clara_

Inespugnabile!

_Ricciardi_

Addirittura!? _(Pausa.)_ Mi permettete... -- per una vostra indulgente

concessione di gran signora dello spirito -- mi permettete di dirvi

tutto quello che penso?

_Clara_

Ve lo permetto.

_Ricciardi_

_(con un piccolo gesto descrittivo)_ Anche se io debba rasentare...

l'impertinenza?

_Clara_

Rasentate _(imitandone il gesto)_... quel che volete.

_Ricciardi_

Voi vi sentite forte; ma -- scusate -- in che consiste la vostra forza?

_Clara_

Ho da rispondere?

_Ricciardi_

No. Rispondo io.

_Clara_

Ottimo metodo per discutere!

_Ricciardi_

La vostra forza, Clara, non consiste che nel sapervi debole.

_Clara_

Se desiderate ch'io capisca, siate più limpido.

_Ricciardi_

Mi spiego. Guardatemi negli occhi....

_Clara_

«Che sono tanto belli!»

_Ricciardi_

Non scherziamo!

_Clara_

Dunque?

_Ricciardi_

Voi siete inespugnabile, perchè il vostro nemico non è mai in condizione

di circuirvi, di assediarvi, di assaltarvi: non è mai in condizione

di... aprire la breccia.

_Clara_

Al contrario! Io vivo in un permanente stato d'assedio. Non faccio che

circondarmi di seduttori. Mi fareste l'offesa di non accorgervi della

mia civetteria?

_Ricciardi_

Ci tenete?

_Clara_

Ci tengo.

_Ricciardi_

Me ne dispiace tanto, perchè ho da dirvi che, vostro malgrado, voi non

appartenete alla categoria delle... delle civette autentiche. Voi siete

migliore di esse, cioè più donna, cioè più affine all'uomo, cioè più

attratta da lui, cioè... più pericolante. Esse, vedete, osano tutto;

eppure non c'è caso che caschino. Hanno il potere e lo serbano. Diamine!

Una civetta che finisce con l'avere un amante è come un sovrano che

abdica. Voi, invece, non lo avete per la semplice ragione... --

perdonatemi se abuso del permesso di rasentare l'impertinenza -- voi non

lo avete per la semplice ragione che... lo evitate. Infatti, quali sono

gli esperimenti della vostra resistenza? Quali sono? Il vostro _boudoir_

è sempre pieno di troppa gente; e quando non c'è la gente, ci sono le

porte aperte, il che è lo stesso; le vostre passeggiate non le fate che

al cospetto del mondo; le vostre conversazioni non possono avere mai

niente d'intimo e non possono esporvi agli attacchi dell'altrui sapienza

e dell'altrui valore....

_Clara_

Non c'è che dire: parlate assai graziosamente!

_Ricciardi_

_(continua, ascoltandosi)_ Vantate la vostra impassibilità? Non ne avete

il diritto. Di quale seduzione avete voi trionfato? Quattro chiacchiere,

una stretta di mano, uno sguardo, un mazzo di fiori, un _tête-à-tête_ in

carrozza aperta nelle ore in cui le vie rigurgitano.... Oh! queste cose

non sono una seduzione. Ed io, per esempio, che vi faccio la corte e che

non ho nessuna voglia di rinunziare a voi, quale ragione ho d'esser

convinto della vostra inespugnabilità? Voi sfuggite tutte le occasioni

in cui io sarei -- lo dico con una frase da tenore -- «nella pienezza

dei miei mezzi»; voi sfuggite tutte le occasioni in cui _io_ potrei

essere _io_; -- voi insomma, presentite dove e come e quando

comincerebbe la vostra debolezza: ed ecco, vi ripeto, ecco qual'è la

vostra forza.

_Clara_

Sicchè, concludiamo: io ho paura di voi.

_Ricciardi_

Non lo so, ma nulla m'impedisce di crederlo.

_Clara_

Se vi fa piacere di crederlo, accomodatevi pure.

_Ricciardi_

Lo vedete! Vi schermite. Se foste sicura di voi stessa, mi sfidereste.

_Clara_

Dio buono! Sarebbe crudele e superfluo defraudarvi d'un trionfo

immaginario!

_Ricciardi_

Attenta! Ciò che dite è arguto, ma vi denunzia sempre più debole.

Scommetto che se v'invitassi a disilludere la mia immaginazione, voi

rifiutereste l'invito.

_Clara_

Come siete complicato stasera! Via, semplifichiamo.

_Ricciardi_

Semplifichiamo. Volete dimostrarmi, realmente, di sapermi respingere?

_Clara_

O che! Parlate sul serio?

_Ricciardi_

E se parlassi sul serio?

_Clara_

Mi divertirei un mondo.

_Ricciardi_

E acconsentireste a darmi una prova?

_Clara_

Senza dubbio.

_Ricciardi_

Posso farvi la mia proposta?

_Clara_

Fatela.

_Ricciardi_

Non ve ne pentirete?

_Clara_

Non me ne pentirò. Fatela!

_Ricciardi_

Ebbene, vi propongo... di venire in casa mia!

_Clara_

In casa vostra?

_Ricciardi_

In casa mia.

_Clara_

_(scoppiando a ridere)_ Ah ah ah!... la gran prova non è che questa?

_Ricciardi_

Abito solo.

_Clara_

Benissimo.

_Ricciardi_

Vi troverete per la prima volta vicino a me, in un ambiente segreto, fra

quattro mura, senza testimoni....

_Clara_

Benissimo.

_Ricciardi_

Senza porte aperte....

_Clara_

Benissimo.

_Ricciardi_

Senza difesa!

_Clara_

Benissimo.... E poi?

_Ricciardi_

E poi... e poi vedremo. Accettate?

_Clara_

_(ridendo sempre più forte)_ Sicuro che accetto. Ah! ah! ah!

_Ricciardi_

Ma che! Voi non verrete!

_Clara_

Ed io vi dico che ci verrò.

_Ricciardi_

Su, dunque: quando verrete?

_Clara_

Domani.

_Ricciardi_

L'ora?

_Clara_

Alle due?

_Ricciardi_

Alle due.

_Clara_

Le armi?

_Ricciardi_

Le sceglieremo sul terreno!...

_Clara_

Sta bene!

_Ricciardi_

_(ammonendola, diffidente)_ Contessa Clara!...[2]

[2] _Nota per gl'interpreti._ -- Dalle parole: «_Via, semplifichiamo_»

fino alle parole: «_Contessa Clara_» il dialogo dev'essere un

crescendo di animazione, di vivacità. Le battute debbono essere

legatissime e scoppiettanti.

_Clara_

Signor Gino!... Sino a domani, è vero, voi potete dubitare di tante

cose, ma della mia parola... no!

_Ricciardi_

È giusto....

_Clara_

Grazie!

_Ricciardi_

_(galantemente, alzandosi)_ E adesso, è necessario separarci.

_Clara_

Separarci?!

_Ricciardi_

Quando è corsa una sfida, i due avversari non hanno più nulla da dirsi,

e non _debbono_ dirsi più nulla.

_Clara_

Perfettamente. _(Si leva e lo congeda con una profonda e lunga riverenza

settecentesca.)_ Signore...

_Ricciardi_

_(inchinandosi caricatamente)_ Contessa....

_Clara_

A domani?

_Ricciardi_

Infedele: Commedia in tre atti · 第 16 / 34 题