Non dir così, fanciulla;
D'ogni miseria è peggior cosa il nulla;
Te l'invito dei sensi
E del tenero cuore,
Te l'ignoranza dei maschili inganni
Indussero in amore,
Onde il mio spirto esulta,
Ma per lo qual seguendo sua ragione,
Di cui poco a me cale,
La gente ahimè t'insulta.
Quindi il genio fatale
Dalla tua razza accusa,
Che danni da se stessa a sè procura;
Non la gioconda vita
E la gentil natura,
Perocchè bello e dolce sopratutto
È il respirar le lucid'aure e il blando
Raggio del sole e calcar l'alma terra,
Destare affetti e averne, e il molle frutto
D'amor cogliere amando.