IL PEDANTE

Due edizioni ne registra il Mazzuchelli, entrambe fatte in Roma dai

fratelli Dorico nel 1529 e nel 1538[3]; e la diligenza del Mazzuchelli

era, di solito, cosí grande che difficilmente si può negar fede alla sua

testimonianza[4]. Ma quella del 1529 né trovò il Salza, che alla

commedia del Belo dedicò uno studio speciale[5], né sono riuscito a

trovare io medesimo. Riproduco, dunque, la stampa del 1538 che ha questo

titolo: _El Pedan-| te Comedia de Fran- | cesco Belo romano_ [in fine:

_Stampata in Roma per Valerio Dorico & Loygi | fratelli Bresciani in

Campo di Fiore | nel'Anno del nostro Signore. | M.D.XXXVIII_]. Delle

ovvie correzioni di errori tipografici non rendo conto, come non ne

rendo conto per le altre commedie. Ma sí noto alcuni pochi emendamenti

congetturali che potrebbero anche non esser giusti e che, per ciò,

devono essere sottoposti al giudizio dei lettori insieme con la lezione

originale. A. II, sc. 3: «voglio andar... a trovar l'oste... e fare che

me dia un quinto de vino e un pezzo de trippa» (ediz.: «... un quello de

vino...»).--A. IV, sc. 1: «no ghe ho invidia a persona del mondo per

saver fare una romanesca, una pavana» (ediz.: «... una romansecha una

pauana»; e «romansecha» potrebbe anche stare per «romanza»).--A. V, sc.

6: «Ho deliberato... andare sin qui a questo caupone e concernere con

ocello de linceo se ivi stanziassino» (ediz.: «... se uui

stantissino»).--Non ho saputo, invece, emendare queste parole di

Malfatto nell'a. II, sc. 5: «Che [veramente, l'ediz. ha, come altrove,

«Ch'»] nascio si no pelle di te quello mastro». Il «Che nascio» parrebbe

richiamarci a un interrogativo «Che ne so?»; e il «di te» potrebbe

essere un «dite» («dite, quello mastro»): ma le parole mediane «si no

pelle» non vedo proprio come possan correggersi. Per ciò riporto tutta

intera la frase cosí come si trova nell'edizione.--E anche riproduco

tali quali, persino nella punteggiatura, i tre distici latini cantati da

Luzio nell'a. V, sc. 7. Non dánno noia, in essi, gli strafalcioni perché

tali strafalcioni potrebbero essere stati voluti a bella posta

dall'autore per canzonare la ridicola buaggine del pedante. Nessuna

difficoltá ad ammettere che il «_parcere_» abbia qui funzione

d'imperativo; e che il «_rede_» sia usato invece di «_redi_»; e,

persino, che le due parole «_mi sequerere_» possano fondersi in un'unica

parola «_misequerere_», grottesca deformazione di «_miserere_». Ma il

male è che, anche ammettendo ciò, non si riesce a cavar dal primo e dal

terzo distico nessun chiaro significato. Vedano, dunque, i lettori di

esercitare il loro acume critico e di risolvere per se medesimi quelle

difficoltá che a me sono rimaste insolubili.

Il pedante Commedie del Cinquecento · 第 71 / 72 题