RITA. Idio sia quello che ci aiuti. La mia patrona è sí frettolosa che
non può aspettare che costoro gli mandino a dire ciò ch'han fatto ma vol
che ci vada io a solecitarla. In veritá, che li ho compassione, e
grande; che, cosí giovane, la poverina si veggia, senza alcuna cagione,
abandonata dal marito. Non so come Idio gli possa sostenere al mondo
simili uomini e come non gli mandi un flagello adosso di sorte che sieno
essempio a tutti gli altri sciagurati che pigliono le mogli e poi le
lasciono nella malora. E quanti ve ne sonno ancora di quei ribaldi, che
non stanno troppo lontani di qui, che tengono le mogli e la concubina! E
quanti di quegli che fanno dormire e' fanciulli in mezzo a lui e alla
moglie per saziare la loro corrotta e disonesta vita! E altri ch'in
quante cittá sono andati in tante hanno sposata una donna e si pregiano
di avere piú mogli a l'usanza turchesca. E de ciò quella ragione si
tiene che si vuole di quelle cose che non sono nel mondo. Poi questi
uomini si hanno prescritta una certa temeritá, una prosonzione, una
ingiustissima legge, che li par loro che 'l tradire le mogli non sia
peccato e che, per questo, non sieno degni di punizione e che sia
vergogna l'innamorarsi della moglie e che, se elle fanno un minimo
errore, subito debino essere punite e uccise. E, il piú delle fiate,
loro stessi dei vitupèri ed errori delle mogli ne sono cagione: per ciò
che, o per la ingordigia del danaio o degli uffici o per empirse el
ventre e andar ben vestiti, gli menono in casa gli amici e fan poi vista
di non lo sapere; e, come poi hanno piene le borse e che sono richi e
che pensono salir a qualche grado, per parer valenti e che stimino
l'onore, le uccidono, che sieno uccisi loro! Oimè! ch'io ne so tante de
queste cose e ne cognosco tanti di questi tali, per quel poco ch'io ci
sono stata in questa terra, ch'io potrei, mentre che vo per la strada,
aditargli e mostrar cosí:--Ello n'è l'uno; ed ella l'altro, colá.--E chi
piú di questo sciagurato del mio patrone meritaria che la moglie gli
facessi vergogna? Cosí, tra me stessa parlando in còlera, com'è costume
di noi altre vecchie, son giunta a casa de madonna Iulia. Tic, toc.
Costoro non ci deveno essere. Tic. Ogni volta ch'io vengo qui me fo
prima sentir a tutto el vicinato che me respondino.
MALFATTO. Chi bussa? che vòi da la porta nostra?
RITA. Chi è quello? ove sei tu?
MALFATTO. Son qua. Non ci vedi lume? No, no. Da quest'altra banda.
RITA. Adesso sí che ti vego. Che dici tu?
MALFATTO. Dico: perché bussi all'uscio mio?
RITA. Io credo che tu ti sogni, pecorone!
MALFATTO. Alla fé, che me credevo che fosse lui. Orsú! Basta.
RITA. Dimmi un poco, olá! Me sai dire se e' cci sono costoro?
MALFATTO. Non ce sta nessuno che se chiami Costoro in quella casa.
RITA. Dico se c'è la patrona.
MALFATTO. Se non si è partita, io credo de sí, io. Ma bussate, bussate
forte, ché ben ve responderanno.
RITA. Vedine nessuno tu?
MALFATTO. Sí: veggo la gatta. Volete che la chiami? Mis! mis! Non ce
vole venire.
RITA. Oh bestia balorda! Io pichiarò tanto che qualcuno si affacciará.
MALFATTO. Bona notte. M'aricomando.
RITA. Addio, addio. Tic, toc.
MALFATTO. Oh! me ssi era scordato. Volete beverare de qua con noi, che
iersera remissemo una cantina d'aqua fresca? Non respondete? Vostro
danno!
RITA. Costui, certo, deve essere qualche pazzo. Diavolo che costoro mi
respondino! Tic.
MALFATTO. M'aricomando, sapete? E' son vostro. E recomandateme alla
Ceca.
RITA. Va', non dubitare.
MALFATTO. Me nne sto a voi, vedete.
RITA. Sí, in nome de Dio.
MALFATTO. E quando me nne renderete la sopposta? Missere, che volete?
Ecco, vengo. Addio, addio. Olá! M'ha chiamato lo patrone.
RITA. Va', che te rompi el collo! Guarda scemonito, che risponde
sentendo pichiar la porta del vicino! Io vo' pur ripichiar tanto che
qualcuno mi risponda. Tic, tic.
CECA. Chi è la?
RITA. Amici. Rengraziato sia Dio che voi me avite sentita!
CECA. Perdonateci. Ci era fugita una gallina su pel tetto e a fatica
l'avemo possuta repigliare. Che volete?
RITA. Vorrei parlare con madonna.
CECA. Aspettate, ch'io vi verrò a aprire.
RITA. Sí, di grazia. Non mi posso consolar da quel scempio che...
MALFATTO. Olá! Non ve hanno voluto aprire, eh?
RITA. Odi che l'è tornato!
MALFATTO. Che dite? O quella madonna!
RITA. Sí, sí: apriranno adesso.
MALFATTO. Diteme un poco: avete moglie voi? Perché non me respondete? Ve
voglio bene io, sí, alla fede: demandatene un poco allo mastro. E vorrei
dormire con teco, sempre, sempre. Te sono innamorato, sí, per Dio.
RITA. Diavolo che venga mai piú!
MALFATTO. Vòi che venga abasso e che te basi un poco?
RITA. Eh, sciagurato, tristo!
MALFATTO. O che sei vecchia e brutta? Fio. Cancaro te venga! Fio.
RITA. Che non ci possi invecchiare!
CECA. Oh Rita! Entrate.
RITA. Non te curar, poltrone!
CECA. Con chi l'avete?
RITA. Con uno sciagurato ch'è a quella finestra.
MALFATTO. Addio, Ceca mia. Vòi bene a io tu.
RITA. Basta. Non te curar, gaglioffo tristo!
CECA. Lassatelo dire, ché l'è una bestia. Venite qua. Ch'è della patrona
vostra?
RITA. Ne è bene.
MALFATTO. Quando volemo fare quella cosa, Ceca? Te nne andate, eh? E io
ancora.