CECA serva.
Io, per me, farò ogni cosa pur che lo trovi. Va bene. Vuole ch'io vada
sino a casa d'una certa Filippa che abita in Treio e ch'io veggia di
parlar al servo di misser Curzio el quale è innamorato della figliuola.
E hami imposto ch'io gli dica ch'ella è contenta e che, stanotte, ne
venga su le tre ore, pur che del prezzo che molte fiate li ha mandato a
offerire non gli venghi meno. Io mi maraviglio e nol posso credere, se
nol vego, ch'ella si lassi in tanto errore trascorrere. E quella
giovane, che molte fiate gli è venut'a parlare, credo che sia una
cattiva pratica, la sua; e son certa che lei è quella che la conduce, a
scavezzarsi el collo. Ma starai a vedere che questa mi sará una tale
occasione ch'io potrò piú scopertamente accommodarmi a qualche mio
piacere. E sai che molte fiate me ne ha parlato quel suo servitore di
questa cosa, cioè de l'onor mio, con promissione de volermi sposare se
io gli fo qualche piacere. Ma, alla fede, ch'io voglio che prima mi
sposi; ch'io ne ho cotta la bocca e me delibero che non me ci coglia piú
persona, s'io posso. I' vi son stata còlta dell'altre fiate su queste
promesse; e si vuol dire che chi viene dal morto sa che cosa è piangere.
El bello è che poi se ne vanno avantando come se gli fosse un grande
onore. Alla fé, che i gatti ci averanno aperti gli occhi, a questo
tratto. Ma será forsi meglio ch'io volti giú per questa strada qui che
mi par piú corta assai.