La città come terra di conquista, come espugnata, è in potere
della milizia: per la via di Toledo sono schierate e bivaccate le
soldatesche, i cannoni sono puntati sullo sbocco dei vicoli, grosse
pattuglie praticano per gli anditi segreti. Intanto la banda militare
festivamente eseguisce dei concerti, mentre la città atterrita
insanguinata offre il più lugubre spettacolo — su tutti i balconi
v'ha un panno bianco; sopra altri, e questi sono i più, stan materasse
lacere dai colpi ivi drizzati, ed abbandonati così dopo la strage: le
invetriate ed i legni dei balconi fracassati, le case deserte, le mura
percosse dal cannone, le porte dei palagi traforate ed arse: le vie
sono sparse di ruderi e frantumi di calcina, di sassi e delle barricate
incendiate:... oh qual veste d'orrore nel dì che dovea seguire la
solenne inaugurazione!
Intanto la plebe è tornata a tutti i suoi vizii, e quelle poche
pratiche virtuose di cui avea dato prove fin qui, è molla che compressa
spicca con energia raddoppiata. Il più sucido e laido popolaccio
s'impadronisce d'una bandiera regia e percorre trionfalmente la città;
è un'orda strabocchevole, un'orda che deve far terrore: la più lieve
occasione può far rinnovellare le nefandità del giorno antecedente.
Escono le meretrici dai sozzi loro abituri e colla feccia de' ladri
intrecciano danze oscene per le vie sul ritmo delle bande musicali: i
soldati mescono il vino e tutti bevono; nè vale a sminuire la libidine
di quest'orgia il continuo passaggio di carri funebri che van togliendo
gli uccisi delle case, ed il passaggio de' feriti.
Tutti quelli che camminano per le vie d'aspetto decente sono arrestati
ed obbligati a gridare _viva il re_. Modi più violenti si usano contro
coloro che han peli sulla faccia giacchè la marmaglia osa metter loro
le mani sulla faccia e strapparne i baffi di guisa che in un giorno
solo tutti color che aveano barba, la raderono.
Intanto queste masse luride si gettano innanzi il palazzo reale e quivi
intrecciano nuova danza, ed evocano il loro re che esce sul balcone e
si delizia delle ovazioni della plebe, dei monelli e delle meretrici...
E ben di queste sole classi dovrebbe essere composto un popolo,
governato da Ferdinando. In mezzo a questo turpe festeggiamento scorse
il mattino, ed alcune ore pomeridiane. Intanto il re non contento
di ringraziare dall'alto della sua reggia i suoi fidi, risolve di
uscire e popolarmente scorrere la città il giorno antecedente da lui
cannoneggiata: invita l'ammiraglio della squadra francese ancorata in
rada ad accompagnarlo nella passeggiata, ed il signor Baudin accetta:
ed insieme festeggiati dalle laide turbe si portano nel tempio della
Madonna del Carmine, a ringraziare la divinità del trionfo ottenuto! Oh
Signore, i vostri templi sono stati oltraggiati da profanazione così
atroce! un tiranno che conduce il suo popolo in un orribile laccio,
lo lascia scannare, e compie così le sue mire nefande ed il giorno
seguente viene nel tempio Tuo, nel Tuo santuario a rendere mercede a
Te!!!
Ecco la religione di Ferdinando II.