IL 16 MAGGIO.

La città come terra di conquista, come espugnata, è in potere

della milizia: per la via di Toledo sono schierate e bivaccate le

soldatesche, i cannoni sono puntati sullo sbocco dei vicoli, grosse

pattuglie praticano per gli anditi segreti. Intanto la banda militare

festivamente eseguisce dei concerti, mentre la città atterrita

insanguinata offre il più lugubre spettacolo — su tutti i balconi

v'ha un panno bianco; sopra altri, e questi sono i più, stan materasse

lacere dai colpi ivi drizzati, ed abbandonati così dopo la strage: le

invetriate ed i legni dei balconi fracassati, le case deserte, le mura

percosse dal cannone, le porte dei palagi traforate ed arse: le vie

sono sparse di ruderi e frantumi di calcina, di sassi e delle barricate

incendiate:... oh qual veste d'orrore nel dì che dovea seguire la

solenne inaugurazione!

Intanto la plebe è tornata a tutti i suoi vizii, e quelle poche

pratiche virtuose di cui avea dato prove fin qui, è molla che compressa

spicca con energia raddoppiata. Il più sucido e laido popolaccio

s'impadronisce d'una bandiera regia e percorre trionfalmente la città;

è un'orda strabocchevole, un'orda che deve far terrore: la più lieve

occasione può far rinnovellare le nefandità del giorno antecedente.

Escono le meretrici dai sozzi loro abituri e colla feccia de' ladri

intrecciano danze oscene per le vie sul ritmo delle bande musicali: i

soldati mescono il vino e tutti bevono; nè vale a sminuire la libidine

di quest'orgia il continuo passaggio di carri funebri che van togliendo

gli uccisi delle case, ed il passaggio de' feriti.

Tutti quelli che camminano per le vie d'aspetto decente sono arrestati

ed obbligati a gridare _viva il re_. Modi più violenti si usano contro

coloro che han peli sulla faccia giacchè la marmaglia osa metter loro

le mani sulla faccia e strapparne i baffi di guisa che in un giorno

solo tutti color che aveano barba, la raderono.

Intanto queste masse luride si gettano innanzi il palazzo reale e quivi

intrecciano nuova danza, ed evocano il loro re che esce sul balcone e

si delizia delle ovazioni della plebe, dei monelli e delle meretrici...

E ben di queste sole classi dovrebbe essere composto un popolo,

governato da Ferdinando. In mezzo a questo turpe festeggiamento scorse

il mattino, ed alcune ore pomeridiane. Intanto il re non contento

di ringraziare dall'alto della sua reggia i suoi fidi, risolve di

uscire e popolarmente scorrere la città il giorno antecedente da lui

cannoneggiata: invita l'ammiraglio della squadra francese ancorata in

rada ad accompagnarlo nella passeggiata, ed il signor Baudin accetta:

ed insieme festeggiati dalle laide turbe si portano nel tempio della

Madonna del Carmine, a ringraziare la divinità del trionfo ottenuto! Oh

Signore, i vostri templi sono stati oltraggiati da profanazione così

atroce! un tiranno che conduce il suo popolo in un orribile laccio,

lo lascia scannare, e compie così le sue mire nefande ed il giorno

seguente viene nel tempio Tuo, nel Tuo santuario a rendere mercede a

Te!!!

Ecco la religione di Ferdinando II.

Storia del Quindici Maggio in Napoli con l'esposizione di alcuni fatti che han preparato la catastrofe · 第 23 / 30 题