Questo palagio da alcuni anni di pertinenza della casa Ricciardi,
può dirsi essere stato l'unico in Napoli che avesse conservato maestà
d'architettura di marmi e di fregi, e l'indole degli antichi palagi
feudali: di un perfetto quadrato isolavasi da tutti i lati dalle
contigue abitazioni. Replico in arte s'era detto modello, se non che
da alcuni anni lo spirito d'economia invalso in tutti i fabbricati
ne avea fatto sollevare l'altezza delle mure ed aumentarne i piani,
come a terreno eransi aperto dei magazzini da locarsi a merciaiuoli ed
artigiani. Quivi si attacca un fuoco vivissimo, ed ivi guardia reale
e svizzeri patirono considerevoli perdite a segno che un solo palagio
ben tre volte li fè retrocedere, se non che il sopravvenire continuo
di rinforzi ed il cannone che cominciò a battere contro alla porta
principale fecero infine cadere il palazzo nelle mani della regia
truppa: da un'altra parte fu lanciata sul tetto una palla incendiaria
che al momento sortì il suo effetto. Il tetto cominciò ad ardere e
le fiamme ben tosto si comunicarono agli appartamenti sottoposti;
nell'istesso tempo gli scherani di Borbone tutto manomettevano nelle
case, e siccome grande era il numero degl'inquilini così le vittime
furono molte: si saccheggiava e s'uccideva spietatamente; la signora
Ferrara una delle abitatrici del palazzo promise ai soldati che
s'introducevano negli appartamenti dar loro gemme di sommo valore a
condizione che sarebbe stata rispettata la vita dei tre componenti
della sua famiglia cioè: sè stessa, suo marito, sua madre: così
convenuto ella tolse da un armadio alcune cassette di gioje il cui
valore era di molte migliaja di scudi: essi avidamente le presero.
Però se era soddisfatta la loro cupidigia, non lo era del pari la
ferocia: quindi impugnano le armi contro la di lei madre e marito e
barbaramente li trucidano: ella restò sbalordita, stupida, demente:
il suo stato non ben le permise d'intendere tutta l'atrocità della
scena che le era sott'occhio... e smarrita e senza moto guardava i due
corpi carissimi nuotanti nel sangue, allorchè ode i passi affrettati
d'altra gente armata... a questi mette un grido e corre alla finestra:
i lazzaroni che eran giù si commuovono allo stato di quel terrore e
presentano ad essa le loro braccia e l'invitano a slanciarvisi, partito
che ella accettò; quantunque fosse raccolta dalle braccia del popolo
impietosito pure l'altezza del piano non permise che impunemente
avesse tentato un passo così disperato e si fratturò una gamba. Queste
scene di orrenda barbarie seguirono in molti punti del palazzo di
cui già le fiamme si erano affatto impadronite. Quei disgraziati che
tentavano salvarsi dalle fiamme erano ricacciati nell'incendio dai
colpi dei circostanti soldati che si beavano dello spettacolo. — Di
quel magnifico edificio non sono in piedi che le mura ed arse così,
che si dubita di ricostruzione; e per parecchi giorni dalle macerie si
scavarono cadaveri mezzo arsi, ed ossa disgiunte e sparse: altri erano
in cenere ed invano si fa ricerca delle spoglie mortali dei Ferrara
giacchè n'eran disparite fin le vestigia.