Da quel che ho detto, si può facilmente intendere che un pugno
d'uomini avea dato prove di un valore che ben poteva dirsi eroismo;
con poca munizione, disgiunti gli uni dagli altri, senza capo, e
traditi opposero una resistenza prodigiosa, e la battaglia tremenda
non cessò che colle tenebre. Però in mezzo a tanti fatti di bravura è
a rammemorarsi la resistenza disperata d'un giovane che dal balconcino
della sua bottega (giacchè era un parrucchiere) sosteneva contro gli
Svizzeri un fuoco accanito: sotto i suoi colpi furono visti cadere due
uffiziali e qualche soldato: un gran numero di fucilate si dirigono
contro di lui, ma la sua materassa lo salva, mentre ogni colpo che
parte dal suo archibuso uccide. Vedendo ciò gli Svizzeri si gettano
sulla porta della sua abitazione; a colpi di accetta la sfasciano,
irrompono nella stanza ove lo rinvengono parato ad un'ultima lotta: gli
impongono di rendersi e consegnare l'archibuso; nò, risponde, l'arma
affidata a me dalla nazione sarà tolta al mio cadavere; dopo breve
lotta l'infelice cadeva sotto colpi replicati.