I LAZZARONI.

Ecco una classe del popolo napolitano, nella quale si suole riconoscere

l'ultima feccia; molte bizzarre voci corrono per l'Italia e per lo

straniero sul conto di costoro: ma eccone un cenno il più sincero che

sappia darne.

Questa classe, nella quale si sogliono noverare i facchini, gli ultimi

venditori a minuto che van per la via facendo mercato, i garzoni

dei cocchieri da nolo, pescivendoli e che so io, fu per l'addietro

oltremodo numerosa. L'istoria ci riporta varii fatti ne' quali si

son segnalati: come la rivoluzione di Masaniello, e la resistenza

che opposero nel 1799 ai Francesi nel loro ingresso in Napoli non con

altra arma che quella di ben equilibrati ciottoli, che essi trattano

maestrevolmente. Il progresso (di che par che al popolo napolitano

non sia giunto che l'eco) pure d'assai di quei paltonieri ne formò dei

piccoli mercatanti, di guisa che questa classe è sensibilmente scemata

di numero. In generale il popolo napolitano è di cuore sensibile,

ed egualmente lo è il lazzarone, oltre a ciò superstizioso, ed

ignorante per l'influenza che i suoi re hanno esercitato su di esso:

la nessuna coltura gli dà un aspetto sozzo e grossolano, mentre può

dirsi di spirito penetrante, e par che abbia grande attitudine ad un

miglioramento per le ragioni che andrò sponendo.

Dal 29 gennajo le classi operose e pensanti diedero opera a curare i

vizii di questa numerosa frazione del popolo napolitano, e possiam

dire, d'allora fino al 15 maggio non essersi bruttata d'un furto

solo, vizio di che in specie si macchiava sotto i rigori della polizia

passata (oggi tornata in essere); si tentò prima colle prediche e gli

esempli virtuosi di maturare in essa l'opinione, per poi soggettarla ad

una certa coltura. Nella catastrofe del 15 maggio cominciò di buon'ora

a prendere parte per la nazione: io stesso vidi al largo della Carità,

cominciata la zuffa, alcuni lazzari disarmar quattro svizzeri a colpi

di pietra, poi quando la giornata cominciò a pigliar cattiva piega

molti di loro si ritirarono: il re che dell'atroce banchetto volea

avesser preso parte anche i lazzaroni, fece invitarli ad uscire colla

offerta di uno scudo per ciascuno, e la promessa del bottino: così

la miseria, l'abbrutimento, la seduzione potente della preda ed il

prestigio del trionfo che meravigliosamente s'esercita sulla plebe, fè

che i lazzaroni uscissero: il primo loro bottino consistè negli oggetti

che erano serviti per le barricate, che in gran parte erano formate

di panche, scanni, carrozze ed omnibus. Intanto gli Svizzeri, e con

gli Svizzeri la truppa regia, saccheggiavano a man franca i palagi,

togliendo per se gli oggetti più piccoli, come argento, oro, gemme, ed

invitavano i lazzaroni pel saccheggio d'oggetti di maggior volume; pure

in questo spettacolo di depravazione e delitti i lazzaroni salvarono

qualche vittima dall'eccidio: per altro la trionfante tirannide di

nuovo gittò la trista classe nei mal repressi vizii, e disperse ben

presto quei pochi semi di virtù che lo sforzo dei liberali avea tentato

di far germogliare in essi entro spazio di tempo così corto.

Storia del Quindici Maggio in Napoli con l'esposizione di alcuni fatti che han preparato la catastrofe · 第 12 / 30 题