_Que je n'en sois jamais separè.
Il ne se conserve que par les voies enseignèes dans l'Evangile.
Renonciation totale et douce
Soumission totale à Jesus-Crist et a mon Directeur
Eternellement en Joie pour un jour d'exsercice sur la terre
Non obliviscar sermones tuos. Amen."_
✠
L'amuleto ha del paranoico la ripetizione continua delle stesse
frasi: Feu; _Joie, Joie, Joie, pleurs de joie. Certitude, Certitude,
Sentiment, Joie, Paix_; le rime; le due croci che sono in capo ed
in fondo all'amuleto; le maiuscole fuor di posto, e il contenuto
assolutamente delirante, in cui predominano il rimorso, l'autoaccusa,
il delirio di indegnità e la dissociazione del demente.
L'affettività è diventata in lui così ottusa, — come il Binet Sangle ci
nota, — che, apprendendo la morte della sorella Jacqueline, che prima
era la persona da lui più amata, disse semplicemente: "Dio ci faccia
la grazia di morire altrettanto bene", e "Beati coloro che muoiono nel
Signore". Del resto già un po' prima la sorella Gilberta aveva notato
il raffreddarsi in lui degli affetti famigliari, fino a respingere le
cure delle sorelle e a sdegnarsi o scandalezzarsi per le carezze che
i bimbi facevano a queste e fin all'odio di sè medesimi; infatti il
Pascal giunge a scrivere: "La vera ed unica virtù è quella di odiar sè
stessi". E insieme anche l'odio vero per gli scettici, gli eretici, e
gli atei. Anche la sua carità verso i poveri è più una manifestazione
delle sue idee religiose, che di sentimenti altruistici. Il sentimento
che domina in lui è la paura. I suoi _Pensées_, quando hanno per
oggetto le cose scientifiche, sono semplici e chiari, penetranti;
quando hanno per oggetto cose religiose, sono oscuri, contorti,
superficiali ed anche stravaganti[36]. Alcuni sono assolutamente
_vesanici_, come: "La grazia non è che la rappresentazione della
gloria, perchè essa non è l'ultimo fine. Ella fu raffigurata dalla
legge e rappresenta essa stessa la gloria, ma essa ne è la figura, o il
principio o la causa". Finalmente, un frammento dei Pensèes, porta come
l'amuleto, gli stupidi disegni simbolici dei paranoici.
J.C.
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Paiens — O — Mahomet
Anche le sue manifestazioni geniali sono prettamente morbose. A
35 anni, per esempio, in una notte in cui soffriva d'insonnia e di
odontalgia, risolve il problema della cicloide e subito l'odontalgia
cessa bruscamente per non ritornare.
E notiamo che il modo con cui questa risoluzione avvenne, descritto
mirabilmente dalla Gilberta Pascal, è assolutamente quello di un
accesso d'epilessia psichica. Il Pascal non pensava allora alla
scienza, che odiava in omaggio alle sue ossessioni religiose; ma quella
notte, d'un tratto, gli passano alla mente l'una dopo l'altra le idee,
si associano tumultuariamente e "gli discoprono _suo malgrado_" —
osserva la Gilberta, — la risoluzione del problema della cicloide, ed
egli non vuol fermarcisi sopra e soltanto per le pressioni dei suoi pii
consiglieri si decide a scriverlo e a pubblicarlo.
Coll'esame grafologico dei suoi _Pensieri_ si vedono parole
dimenticate, linee montanti e poi discendenti, scrittura irregolare,
senza punteggiatura.
A 39 anni, morì fra vive sofferenze di colica, insonnia, vertigine
seguite di un male di capo straordinario e da convulsioni.
All'autopsia si trovò sangue coagulato nei ventricoli cerebrali; sutura
frontale metopica ricoperta da una callosità od ostefita che fosse.