IV. Sull'essere la Terra rotonda;

V. Sull'essersi trovati piedi di _bambou_ alle Azzorre, cacciativi

dalle tempeste (Harrisse, op. cit.).

La paranoia di Colombo, dunque, pure attingendo i materiali del delirio

dall'ambiente, ne acutizzava l'ingegno e specialmente la neofilia;

sopprimeva il misoneismo, facendo, sotto l'eccitamento cerebrale

esagerato, tacere i calcoli della prudenza, le obbiezioni della

critica, le incertezze e le pigrizie dell'inerzia; ne acuiva l'ingegno

al grado del genio, almeno per tutto quanto riferivasi alla grande

scoperta: trascinandosi perciò ad operare più oltre e di molto di

quanto avrebbe potuto un uomo medio. Così ho mostrato, nel mio _Uomo

di Genio_, come un venditore di spugne, d'ingegno medio, giungesse

nel delirio a presentire, dopo aver visto crescere rapido un albero

dove aveva seppellito un asino, il circolo della vita; così Cola di

Rienzo previene, sotto l'impulso paranoico, le conclusioni di Cavour,

e abbatte, quasi inerme, il governo dei nobili armati. Lazzaretti,

un ignorantissimo carrettiere, spinge sotto l'ispirazione paranoica

un'intera popolazione, quella del Monte Amiata, ad una vera rivolta

religiosa, abortita solo perchè nelle altre regioni i tempi non eranvi

adatti nè propensi.

Nè con ciò intendo negare in Colombo l'impronta del genio: un'immensa

pratica di mare, e di cartografia, una straordinaria intuizione gli

teneano luogo di cultura: gli permisero così di cogliere dai menomi

indizi la certezza dell'avvicinarsi della terra.

Ed anche al di fuori della scoperta del nuovo mondo, che era sua come

vedemmo, solo in parte, egli ebbe vere intuizioni scientifiche. Così,

osservando prima a 260 leghe dall'Isola del Ferro e poi a Somana gli

immensi ammassi di Fucus galleggianti, intuì che il mare di Sargassi

doveva segnare una linea quasi stabile nel bacino dell'Oceano, e che le

piante terrestri staccate dagli scogli si accumulavano con una certa

regolarità determinata da una corrente diretta da est ad ovest: era

una divinazione della corrente equatoriale, le cui ragioni fisiche egli

riuscì poi a spiegare nei suoi primi viaggi in modo affatto conforme al

vero. (Lolli o. c.).

Nè fu questa la sola osservazione originale che sorgesse nella mente

di Colombo lungo il percorso di quella navigazione affatto nuova.

Difatti, già fra il 13 e il 17 settembre del 1492 egli aveva compiute,

ricollegandole con mirabile perspicacia, le sue osservazioni sulle

declinazioni dell'ago magnetico: l'uso della bussola rimontava

ad epoche remote, alla civiltà cinese: forse, durante le audaci

navigazioni del secolo XV attraverso l'Atlantico, s'era anche

osservato che la punta dell'ago calamitato non mirava diritto al

polo, ma inclinava verso nord-est; ma fu egli indubbiamente il primo

che, per dirla colle parole dell'Humboldt, constatò che questa stessa

_variazione variava_; vale a dire che la bussola, a una certa distanza

a ponente delle Azorre, declinava verso nord-ovest. Combinando le

sue osservazioni sulla declinazione magnetica con quelle sulla linea

stabile del mar di Sargassi e il cambiamento di temperatura notato a

100 leghe dalle Azorre, egli doveva poi più tardi giungere a stabilire

una linea senza variazione nell'Atlantico, che fissava le grandi

divisioni climatiche dell'Oceano e potè riuscire utilissima per la

determinazione della longitudine.

La sua tenacia infine fu meravigliosa, geniale; scrivemi in proposito

il geografo Prof. Errera, "la genialità sua massima sta nell'aver

_attuato_ il progetto di Toscanelli, che a tutti i dotti del tempo

doveva parere _tecnicamente_ possibile, _praticamente_ inutile o

pazzesco: — inutile, perchè un'altra via oceanica alle Indie era già

stata trovata (giro del capo di Buona Speranza); — pazzesca, perchè un

viaggio che lasciasse dietro a sè ogni terra gettandosi a capofitto nei

deserti dell'Oceano sulla sola fede dei calcoli d'un solo cosmografo,

doveva parere idea da matti e non da savi, per quanto si temperasse con

l'erroneo calcolo del potersi compiere in pochi giorni."

"Taluno, è vero, aveva già tentato dei viaggi verso ponente alla

scoperta d'isole supposte; ma tra questi e Colombo v'è la stessa

differenza, che tra un nuotatore che s'allontana dalla sponda tanto da

esser sicuro di potervi ritornare prima che gli manchino le forze, e il

nuotatore che lasci la sponda senza voler più tornare indietro, diretto

ad una meta che egli suppone esista al di là."

"Ora di un progetto che i savi praticamente e giustamente

sconsigliavano, egli volle e seppe esser attuatore. Forse fu il morbo

che nascose alla sua mente gl'inconvenienti dell'impresa; ma certo esso

gl'instillò la tenacia e l'energia dell'uomo che è spinto da una idea

fissa."

Ma quando una idea fissa è la scoperta di un nuovo mondo, abbiamo

innanzi una meta così gigantesca, da non poterla assimilare alle quasi

sempre sterili, sempre incomplete, concezioni dei pazzi.

Nuovi studii sul genio vol. I (da Colombo a Manzoni) · 第 11 / 60 题