V. Sull'essersi trovati piedi di _bambou_ alle Azzorre, cacciativi
dalle tempeste (Harrisse, op. cit.).
La paranoia di Colombo, dunque, pure attingendo i materiali del delirio
dall'ambiente, ne acutizzava l'ingegno e specialmente la neofilia;
sopprimeva il misoneismo, facendo, sotto l'eccitamento cerebrale
esagerato, tacere i calcoli della prudenza, le obbiezioni della
critica, le incertezze e le pigrizie dell'inerzia; ne acuiva l'ingegno
al grado del genio, almeno per tutto quanto riferivasi alla grande
scoperta: trascinandosi perciò ad operare più oltre e di molto di
quanto avrebbe potuto un uomo medio. Così ho mostrato, nel mio _Uomo
di Genio_, come un venditore di spugne, d'ingegno medio, giungesse
nel delirio a presentire, dopo aver visto crescere rapido un albero
dove aveva seppellito un asino, il circolo della vita; così Cola di
Rienzo previene, sotto l'impulso paranoico, le conclusioni di Cavour,
e abbatte, quasi inerme, il governo dei nobili armati. Lazzaretti,
un ignorantissimo carrettiere, spinge sotto l'ispirazione paranoica
un'intera popolazione, quella del Monte Amiata, ad una vera rivolta
religiosa, abortita solo perchè nelle altre regioni i tempi non eranvi
adatti nè propensi.
Nè con ciò intendo negare in Colombo l'impronta del genio: un'immensa
pratica di mare, e di cartografia, una straordinaria intuizione gli
teneano luogo di cultura: gli permisero così di cogliere dai menomi
indizi la certezza dell'avvicinarsi della terra.
Ed anche al di fuori della scoperta del nuovo mondo, che era sua come
vedemmo, solo in parte, egli ebbe vere intuizioni scientifiche. Così,
osservando prima a 260 leghe dall'Isola del Ferro e poi a Somana gli
immensi ammassi di Fucus galleggianti, intuì che il mare di Sargassi
doveva segnare una linea quasi stabile nel bacino dell'Oceano, e che le
piante terrestri staccate dagli scogli si accumulavano con una certa
regolarità determinata da una corrente diretta da est ad ovest: era
una divinazione della corrente equatoriale, le cui ragioni fisiche egli
riuscì poi a spiegare nei suoi primi viaggi in modo affatto conforme al
vero. (Lolli o. c.).
Nè fu questa la sola osservazione originale che sorgesse nella mente
di Colombo lungo il percorso di quella navigazione affatto nuova.
Difatti, già fra il 13 e il 17 settembre del 1492 egli aveva compiute,
ricollegandole con mirabile perspicacia, le sue osservazioni sulle
declinazioni dell'ago magnetico: l'uso della bussola rimontava
ad epoche remote, alla civiltà cinese: forse, durante le audaci
navigazioni del secolo XV attraverso l'Atlantico, s'era anche
osservato che la punta dell'ago calamitato non mirava diritto al
polo, ma inclinava verso nord-est; ma fu egli indubbiamente il primo
che, per dirla colle parole dell'Humboldt, constatò che questa stessa
_variazione variava_; vale a dire che la bussola, a una certa distanza
a ponente delle Azorre, declinava verso nord-ovest. Combinando le
sue osservazioni sulla declinazione magnetica con quelle sulla linea
stabile del mar di Sargassi e il cambiamento di temperatura notato a
100 leghe dalle Azorre, egli doveva poi più tardi giungere a stabilire
una linea senza variazione nell'Atlantico, che fissava le grandi
divisioni climatiche dell'Oceano e potè riuscire utilissima per la
determinazione della longitudine.
La sua tenacia infine fu meravigliosa, geniale; scrivemi in proposito
il geografo Prof. Errera, "la genialità sua massima sta nell'aver
_attuato_ il progetto di Toscanelli, che a tutti i dotti del tempo
doveva parere _tecnicamente_ possibile, _praticamente_ inutile o
pazzesco: — inutile, perchè un'altra via oceanica alle Indie era già
stata trovata (giro del capo di Buona Speranza); — pazzesca, perchè un
viaggio che lasciasse dietro a sè ogni terra gettandosi a capofitto nei
deserti dell'Oceano sulla sola fede dei calcoli d'un solo cosmografo,
doveva parere idea da matti e non da savi, per quanto si temperasse con
l'erroneo calcolo del potersi compiere in pochi giorni."
"Taluno, è vero, aveva già tentato dei viaggi verso ponente alla
scoperta d'isole supposte; ma tra questi e Colombo v'è la stessa
differenza, che tra un nuotatore che s'allontana dalla sponda tanto da
esser sicuro di potervi ritornare prima che gli manchino le forze, e il
nuotatore che lasci la sponda senza voler più tornare indietro, diretto
ad una meta che egli suppone esista al di là."
"Ora di un progetto che i savi praticamente e giustamente
sconsigliavano, egli volle e seppe esser attuatore. Forse fu il morbo
che nascose alla sua mente gl'inconvenienti dell'impresa; ma certo esso
gl'instillò la tenacia e l'energia dell'uomo che è spinto da una idea
fissa."
Ma quando una idea fissa è la scoperta di un nuovo mondo, abbiamo
innanzi una meta così gigantesca, da non poterla assimilare alle quasi
sempre sterili, sempre incomplete, concezioni dei pazzi.