GIUS. _(a Tullio)_. — Riparo ad una dimenticanza grave: il signore, uno
dei miei migliori amici, è il cavaliere Valori, un soldato valoroso ed
un industriale modello...
VAL. — Ora sei tu l'adulatore!
TULLIO. — Lo zio ha ragione: mi ricordo quanto dissero di lei i giornali
allora che fu ad un pelo di essere ucciso, dopo di essere derubato,
senza contare il pericolo di bruciare colla sua officina! Che birbone,
che fior di canaglia quel mascalzone che s'era preso fra i suoi
lavoranti!
VAL. — La ringrazio del suo interesse; ma a che questo processo, dal
momento che l'imputato si è reso contumace?