Augurii di fecondità alla sposa.
Quasi tutta la cerimonia nuziale è simbolica del congiungimento degli
sposi e della fecondità loro augurata. Ma vi sono, fra l'altre, alcune
cerimonie più significative, che meritano di fermare la nostra
attenzione. Il grano, che la folla getta ancora sopra gli sposi che
passano in Sardegna[344], in Sicilia e ad Ortonuovo in Lunigiana,
ricorda il grano sparso a piene mani nelle cerimonie nuziali indiane e
latine, il grano che soleva portarsi innanzi alla sposa latina,
affinch'ella diventasse feconda, il grano che l'odierna suocera
indiana versa sul capo della nuora. Il cestino di pulcini che, nella
campagna di Bra, si fa abbracciare alla sposa ed i bambini che presso
i Brettoni si mettevano nel letto nuziale degli sposi, ricordano l'uso
vedico di mettere un bel bambino sopra il seno della sposa, per lo
stesso augurio di fecondità.
I Romani facevano sedere la sposa sopra una pietra Priapea; ed un
senso fallico aveva pure la pietra sopra il letame, ed altre pietre
alle quali lo sposo indiano, a più riprese, faceva accostare la sposa,
dalla quale scongiuravasi pertanto Viçvàvasu il genio della verginità.
Le zuppe di tutta carne che si mangiano nell'Altmark, in
Germania[345], dagli sposi, affinchè il loro bestiame s'accresca,
ricordano i numerosi inni e riti vedici, i quali, con la fecondità
degli sposi, auguravano la prosperità alla casa. A tutti questi atti
augurali, aggiungansi i frequenti augurii di numerosa figliuolanza
fatti, per ogni verso, con smorfie e parole agli sposi; e, dopo avere
tutto notato ed esserci persuasi che le credenze più antiche sono le
più tenaci, e che il mondo non minaccia spopolarsi, per difetto
d'augurii alle spose affinchè si fecondino, diamoci pure un po' di
spasso e permettiamoci pure di ridere, alla volta nostra, coi versi
inesorabili di Tito Lucrezio, ripetendo al credulo volgo il suo
eloquente _nequidquam_[346].