Gli sposi incoronati.
Se non è una corona, sarà una ghirlanda; se la corona non è d'oro,
sarà di un altro metallo; se non si adopera corona, saranno fiori; ma
sempre usò e sempre usa ricingere di un serto il capo degli sposi.
Poichè gli sposi son principi, e principi, perchè il primo degli
sposi, lo sposo mitico, il sole è sommo principe incoronato. Al sole
fanno corona i suoi raggi; gli sposi della terra, nel difetto di raggi
solari, immaginarono cingersi il capo di oro o metallo che all'oro
somigli, o di vaghi fiori. Il principato degli sposi dura, in Russia,
quanto le nozze, o sia per lo più otto giorni; è un resto del culto
agli sposi come ai principi mi sembra l'uso da pochi anni scomparso
nella campagna d'Alba, ove un drappello di soldati presentava le armi
agli sposi che passavano, mentre che l'ufficiale di guardia offeriva
un mazzo di fiori alla sposa.
Ora è interessante il vedere come l'uso della corona o ghirlanda
nuziale sia popolare a quasi tutti i popoli indo-europei. Per l'India,
sappiamo che lo sposo muove tuttora incoronato alla dimora della
sposa; per la Russia, che i due paraninfi tengono levata sul capo
degli sposi per tutto il tempo del sacro rito una corona metallica,
d'oro per i ricchi, indorata o di ottone per i poveri[310]; per la
Grecia, che i due sposi portano una ghirlanda, la quale serbano di poi
sopra il letto; per l'Albania, allude alla corona nuziale un grazioso
canto popolare, ove si dice, fra l'altro:
Quando passano il parentado con lo sposo
Prendi i pampini della bianca vite,
Sì prendi i pampini della vite bianca,
E ne intessi due corone[311].
Presso i latini sappiamo che si coronava la nuova sposa con verbene ed
erbe scelte da lei medesima, e Imene si cingeva le tempie coi fiori
della fragrante maggiorana[312]; fra i primi cristiani, entrambi gli
sposi si incoronavano[313].
Nell'uso moderno europeo, generalmente, s'incorona invece solo più la
sposa[314]; e come le antiche spose, per memoria di Suida, dedicavano
il cinto nuziale a Diana, le nostre dedicano la loro ghirlanda nuziale
alla Vergine, che ne ha preso il posto e ne compie, presso le donne, i
più delicati uffici[315].