Nozze per procura.
Non so se abbiano usato altrove che in Europa, in altro tempo che nel
medio evo, fra altra gente che principesca; e se usino oggi ancora tra
principi, confesso di non sapere; ma credo saper certo che le
formalità le quali usavano nel medio evo per una tal cerimonia sono
oggi dismesse. L'incaricato, per parte dello sposo, aveva il diritto
di mettere, come in segno di matrimonio consumato, una gamba sopra il
letto della sposa. Ove gli ambasciatori erano più di uno, come nel
caso di Pipino con la Berta d'Ungheria, presso i _Reali di Francia_,
suppongo che un tal diritto fosse riserbato al più anziano.
L'ambasciatore portava, in nome dello sposo, alla sposa i doni e
l'anello; e con l'anello sposava. Quando il re Ottone manda di
Germania alla prigioniera Adelaide un suo ambasciatore con l'anello,
intende significarle ch'egli la tiene già per propria sposa. Tal senso
ha pure l'anello coi doni, che, ne' _Canti Illirici_, il re Stefano
manda alla giovine Roskanda, convertendo in svat o procuratore il suo
ministro Teodoro.