Verso il matrimonio.
Riccardo, toltosi questo enorme peso dalla coscienza, respirava più
libero. Il gran passo l'aveva fatto, era gettato il dado della sua
sorte. Ahi! Qual misera sorte!... Egli ne distoglieva lo sguardo come
da un abisso vertiginoso per rinfrancarsi in quel primo e nuovo vigore
che nasce da ogni proposito onesto. Ed era, se non lieto de' fatti
suoi, rappattumato seco medesimo, e chi si è trovato a battagliare con
la coscienza, dica se questa è lieve ventura.
Si preparava con rassegnazione cinica alla sua parte, come fa un attore
da commedia dietro le quinte; meditava il domani e il doman l'altro e
l'altro ancora; contava i magri benefizi della nuova vita e ne guardava
con uno sbigottimento gli orrori.
Dopo due giorni d'un'aspettazione che incominciava a farsi tormentosa,
ricevette una lettera di Camilla, la quale rispondeva alla sua proposta
con due sole parole:
«Scelgo l'abbandono.»
Era proprio scritto così, nè una sillaba più, nè una sillaba meno:
«scelgo l'abbandono.»
Questa risposta metteva un po' di scompiglio nuovo nel vecchio tormento
di Riccardo. Anche Camilla dunque aveva cessato d'amare? O si era essa
avveduta della freddezza e voleva vendicarsi fingendo l'indifferenza?
«Questa è manna caduta dal cielo!» gli veniva a quando a quando sulle
labbra, ma non lo diceva.
Com'era naturale, una rivoluzione curiosa avvenne nello spirito
sentimentale del disgraziato amatore. L'impreveduto ed imprevedibile
contrasto parve ridestare la sua fantasia che sonnecchiava in un
canto; certe corde mute da gran tempo vibrarono ancora, certi carboni
sepolti nella cenere mandarono bagliori pallidi, e involontariamente,
e forse per opera del dispetto, il nostro malinconico eroe si sentì un
lievissimo morso di gelosia.
Immaginando d'essere abbandonato e dimenticato, — per poco non aggiunse
_tradito_ — il suo proposito acquistò saldezza, e ciò che prima era
docilità espiatoria, parve ancora una volta impeto di desiderio e
d'affetto. Parve, e non era; ma Riccardo, non potendo dare indietro
nella via su cui lo aveva spinto il rimorso, si compiacque che queste
nuove forze militassero a farlo persistere nella sua determinazione.
Senza frapporre indugio scrisse un'altra lettera a Camilla; le parlò di
amore, si discolpò alla meglio, fece cento promesse una più metaforica
dell'altra...
Non ebbe risposta.
Ritentò la prova con altre armi; una sua lettera accusò, imprecò,
dipinse lui come una vittima, e conchiuse con un torrente di tenerezze
e giuramenti...
E ancora nessuna risposta.
Per un istante pensò che, essendo andato fallito ogni tentativo, la
sua responsabilità fosse tolta di mezzo, ed egli non avesse più che
a rallegrarsi in cuore della buona ventura. Ma la forza che lo aveva
trascinato a questo passo non era contenta e gli parlava sordamente
come una minaccia; l'infelice Riccardo tentennò il capo sfiduciato;
perchè ahi! in fondo a tutta questa vicenda di paure, di menzogne,
di ripulse e di desiderî, egli vedeva sempre la larva temuta, — il
matrimonio. Nessuna via per fuggirla; anzi, per maggior strazio,
gli bisognava accostarsele come un mendico e scongiurarla perchè non
dileguasse come un'ombra vana.