La cognatina.
Camilla s'interruppe e nascose la lettera perchè dall'opposto lato del
viale Bice le veniva incontro.
La povera fanciulla era ancora mesta; non ostante la resistenza
naturale della sua età facile e spensierata, il dolore cominciava a
scolorire quelle sue guancie rosate. Era mesta e sorrideva; il sorriso
fa bella anche la mestizia.
Camilla sentì un tremito correrle per le membra alla vista di Bice,
che raffigurava per lei il rimorso. Nondimeno le si accompagnò, le
porse il braccio, amorosa e disinvolta, si chinò con essa sulle zolle
a raccogliere i convolvoli selvatici. — Senti, — le disse, — che odore
hanno? — Hanno odore di mandorle amare. — Poi con una vivacità piena
d'incanto cianciò allegramente di feste e di mode.
Bice rispondeva a quando a quando con entusiasmo, ed ammutoliva ad un
tratto; trascinata un istante dalla foga della cognatina, s'arrestava
poi a mezza via. Un pensiero importuno le s'addensava sulla fronte;
Camilla se ne avvide, e lottò ancora, cercando di stordirsi; da ultimo,
stanca degli inutili sforzi, si diede vinta e si fece silenziosa
anch'essa.
Passeggiarono buon tratto senza dir parola. Quel silenzio pareva pesare
ad un tempo sulle due donne; se non che diverso era il loro turbamento.
Questa volta Bice fu prima a rompere il silenzio; si strinse al fianco
della cognatina, quasi a farsene un riparo, e disse con voce fioca:
— Credi che potrò dimenticarlo?
Camilla non potè frenare un sussulto; quella domanda rispondeva così
bene al suo intimo pensiero, che le parve bisbigliata da uno spirito
maligno.
— Chi?..
— Lui... Riccardo... il signor Riccardo...
Camilla non rispose. Le ripugnava arrestarsi a un'indagine tormentosa,
le ripugnava spingere la simulazione tant'oltre. Si schermì afferrando
la mano di Bice e stringendola forte; non volendo dir nulla, ebbe
l'aria di dir molte cose.
Bice si fece cuore e proseguì.
— E m'avrà egli dimenticata del tutto?
Camilla lasciò cadere bruscamente la mano della giovinetta, «L'avrà
egli dimenticata del tutto?» le veniva ripetendo la voce affannosa del
dubbio.
La povera fanciulla aveva trovata la via per dar sfogo al suo dolore;
rammemorava i giuramenti, le promesse, le lusinghe del menzognero;
ritesseva le speranze, i sogni, le care fantasime svanite per sempre
dal suo orizzonte.
Camilla aveva un sogghigno amaro sulle labbra e ascoltava in silenzio.
Crudelmente ingenua la fanciulla toccava cento corde diverse; si
tratteneva ad accarezzare le morte sembianze della sua felicità
seppellita.
— Basta... basta... — interruppe Camilla a un tratto.
— Basta!... — ripetè ancora una volta con un filo di voce... e
stette un istante immobile, sbigottita della propria imprudenza; — ho
l'emicrania — disse poi, passando una mano sulla fronte, e fuggì via.
Bice rimase; non sapeva che dire, non sapeva che pensare, aveva una
gran voglia di piangere, e non sapeva bene perchè.