Alcuni cenni in lode degli abitanti di Luggnagg. — Particolare
descrizione degli _struldbrug_, e colloquii occorsi su
questa razza d'individui tra l'autore e diversi ragguardevoli
personaggi.
Gli abitanti di Luggnagg sono urbani e generosi; e, benchè non sieno
senza un ramo di quell'orgoglio che caratterizza generalmente tutti
gli Orientali, si mostrano cortesi co' forestieri, soprattutto ove
sappiano che li protegge la corte. Feci molte conoscenze, e con persone
di quella che chiamasi scelta società; e coll'assistenza sempre dal
mio interprete i miei intertenimenti con loro furono d'un genere
dilettevole anzichè no.
Un giorno mi trovavo in molta compagnia di tali signori, quando uno di
essi mi chiese s'io avessi mai veduto alcuno dei loro _struldbrug_, o
immortali. Risposi di no, e lo pregai a spiegarmi che cosa s'intendesse
con questo nome che mi pareva applicasse a creature mortali. Secondo
quanto egli mi raccontò, accadea talvolta, benchè di rado, che in
qualche famiglia nascesse un fanciullo con una macchia circolare rossa
su la fronte, ed esattamente sul ciglio sinistro, della larghezza,
stando alla sua descrizione, di circa tre soldi inglesi d'argento;
segnale infallibile che quella creatura non sarebbe mai morta.
Coll'andar del tempo la macchia diveniva più larga e cangiava di
colore. Infatti, giunto il fanciullo ai dodici anni, la macchia si
facea verde, e continuava così, finchè l'individuo avesse venticinque
anni; poi traeva al turchino scuro; ai quarantacinque anni, nera come
il carbone, acquistava la larghezza d'uno scellino inglese, poi non
ammetteva più altro cangiamento.
— «Ma queste nascite, mi dicea, succedono sì di rado, che non credo
vi sieno più di mille e cento struldbrug d'entrambi i sessi in tutta
quanta la monarchia; la metropoli ne conterrà circa una cinquantina,
e tra questi una bambina nata tre anni fa; questi scherzi della natura
non sono particolari a qualche famiglia, ma un mero effetto del caso,
e i figli stessi degli struldbrug sono mortali come il rimanente degli
uomini».
Devo confessarlo, fui fuori di me dal contento all'udire un sì
portentoso racconto, nè potei starmi in quella mia prima estasi dal
manifestarla con esclamazioni che poteano parere stravaganti a chi avea
sempre il prodigio di questi immortali dinanzi agli occhi, e che furono
intese da uno della brigata, il quale parlava, non meno perfettamente
di me, l'idioma di Balnibarbi.
— «Felice nazione, esclamai, i cui figli hanno almeno una probabilità
di essere immortali! Fortunato popolo che può bearsi ogni giorno della
presenza di tanti esempi viventi delle antiche età, ed ha sempre a
sua disposizione maestri che lo possono istruire nelle scuole della
saggezza de' primi tempi! Ma più fortunati fuor d'ogni paragone questi
egregi struldbrug che, nati esenti dalla più tremenda universale
calamità della natura umana, hanno le menti libere e sgombre dal
peso e dalle depressioni di spirito prodotte dal continuo timor della
morte! Ma mi fa meraviglia di non aver mai veduto un solo di questi
illustri enti alla corte; e sì, la macchia nera su la fronte, larga
uno scellino, è un distintivo sì notabile che non potea passarmi
inosservato davanti agli occhi. Mi par tuttavia impossibile che sua
maestà, principe sì giudizioso, non chiami presso di sè un buon numero
di questi immortali per averne altrettanti abili e saggi consiglieri.
Ma forse la loro virtù è tanto austera che mal s'affarebbe alle maniere
corrotte e dissolute de' cortigiani; lo vediamo spesso per esperienza
che i giovani sono troppo caparbi e spensierati per lasciarsi guidare
dalla saviezza di chi ha più anni di loro. Basta! poichè sua maestà ha
la clemenza di permettermi d'avvicinarmele, coglierò ben io la prima
occasione per dirle, o farle dire schiettamente ed in lungo ed in
largo dal mio interprete quello ch'io sento su tale proposito. Ascolti
poi, o non ascolti i miei suggerimenti, non avrò il rimorso di non
averli dati, e quando non potessi ottenere altro, poichè sua maestà
si è degnata più d'una volta offrirmi un collocamento stabile ne' suoi
dominii, accetterò ora con la massima riconoscenza un simil favore, e
passerò d'ora in poi tutta la mia vita qui in compagnia di questi enti
di primo ordine, di questi struldbrug, se per altro si vorranno degnare
di me».
Quel signore cui fu soprattutto vólta questa mia cicalata, perchè, come
ho detto, io lo sapeva istrutto nell'idioma di Balnibarbi, mi disse
con quel sorriso che d'ordinario procede da compassione per l'altrui
ignoranza:
— «Oh! son ben contento che vi si offra un motivo, qualunque esso sia,
di fermarvi fra noi; anzi permettetemi ch'io spieghi questi sentimenti
or da voi espressi al rimanente della compagnia».
Così fece, e li vidi parlar qualche tempo insieme nel loro linguaggio,
di cui non intesi, come v'immaginate, una mezza parola; nè potei
nemmeno capire dagli atti delle loro fisonomie qual impressione
producesse negli ascoltatori il racconto del mio nobile interprete.
Dopo un breve silenzio questi tornò a me.
— «Que' miei e vostri amici (così gli piacque esprimersi) hanno molto
gustate le giudiziose vostre osservazioni su la grande felicità ed i
vantaggi di una vita immortale. Or sarebbero desiderosi di sapere da
voi in un modo specificato a qual sistema di vita vi sareste attenuto
se il vostro destino vi avesse fatto nascere struldbrug.
— «Oh! non è difficile, risposi, l'essere eloquente trattando un
argomento sì copioso e fecondo, soprattutto per me, avvezzo spesse
volte a deliziarmi nelle visioni di quel che farei se fossi un re,
un generale o un gran signore; e in questi casi mi è sovente corso il
pensiere sul sistema di vivere, sul modo d'impiegare me stesso e le mie
ore, se fossi stato sicuro di viver sempre.
— «Primieramente dunque, se avessi la fortuna di nascere struldbrug,
non appena avessi potuto comprendere la mia felicità col capire qual
differenza passa tra la vita e la morte, avrei, con ogni sorta d'arti
e di metodi, data opera a procacciarmi ricchezze; e proseguendo in
questa cura non dubito che a furia di risparmi e di miglioramenti non
arrivassi, tutt'al più in due secoli, ad essere il più ricco uomo di
tutto il regno. In secondo luogo, fin dalla prima mia giovinezza, mi
sarei applicato intensamente allo studio dell'arti e delle scienze, e
certo a suo tempo avrei superati tutti gli altri in dottrina. Vorrei
per ultimo tenere un accurato registro d'ogni nazione o avvenimento
rilevante che accadesse nel pubblico, e delineare con imparzialità i
caratteri delle successive generazioni di principi e grandi ministri di
stato con le mie annotazioni punto per punto. Vorrei nel tempo stesso
tenere un conto esattissimo di tutti i cangiamenti di consuetudini, di
lingua, di vestiti e di mode, di cibi e di passatempi; coll'acquisto
delle quali nozioni diverrei un'arca di sapere e di saggezza, e
certamente l'oracolo della nazione.
— «Passati i sessant'anni, non vorrei più mai ammogliarmi, ma aprir
la mia casa ad ogni sorta di persone che lo meritassero. Soprattutto
m'interterrei nel formare e dirigere le menti de' giovinetti che
dessero buone speranze di sè e nel renderli persuasi, sul fondamento
delle mie ricordanze, della mia pratica e delle mie osservazioni,
avvalorate da copiosi esempi dei vantaggi della virtù così nella vita
pubblica come nella privata. La costante compagnia di mia scelta
sarebbe una dozzina de' miei confratelli immortali dei più antichi
fra quelli che avessero meno anni di me. Se alcuni d'essi fossero
poveri di beni di fortuna, li provederei di conveniente alloggio in
vicinanza de' miei dominii, e ne vorrei sempre qualcuno alla mia mensa;
solo frammischierei con essi non so quanti de' più stimabili fra voi
mortali, e la lunghezza della mia vita mi avvezzerebbe a perdervi
con minore rincrescimento, o anche con indifferenza, come appunto il
padrone d'un giardino vede un'annuale successione di garofani e di
tulipani senza sospirare la perdita di quelli che appassirono nell'anno
precedente.
— «Gli altri struldbrug ed io ci comunicheremmo a vicenda le nostre
osservazioni e memorie su le cose vedute nel decorso de' tempi;
noteremmo d'accordo i diversi gradi con cui la corruttela si fosse
introdotta nel mondo, e ci opporremmo a ciascun passo di essa, mercè
d'avvertimenti ed istruzioni perpetue al genere umano che, corroborate
dal forte influsso del proprio nostro esempio, probabilmente
impedirebbero quella continua degenerazione della umana natura sì
lamentata in tutti i secoli.
— «Aggiugnete a tutto ciò il diletto di vedere le varie rivoluzioni
degli stati e degl'imperi; i cangiamenti avvenuti nel mondo superiore
ed inferiore; le antiche città cadute in rovina e gli oscuri villaggi
divenuti metropoli; i famosi fiumi trasformati in fangosi ruscelli;
l'oceano che abbandona una spiaggia lasciandola arida ed inondandone
un'altra; la scoperta di nuove contrade tuttavia sconosciute; la
barbarie impadronitasi di nazioni venute a civiltà, la civiltà che
ingentilisce nazioni barbare. Scoprirei allora tutte le longitudini
astronomiche, il moto perpetuo, la medicina universale, e porterei ad
ultima perfezione molt'altre cose di già trovate.
— «Quali maravigliose scoperte non faremmo nella scienza degli astri
vivendo sempre abbastanza per verificare le nostre medesime predizioni,
per vedere i progressi ed i ritorni delle comete, i cangiamenti
d'inclinazioni nel sole, nella luna e nelle stelle!»
Mi estesi indi su tutti gli altri punti oratorii che il desiderio di
una interminabile vita e d'una perpetua felicità sublunare potevano
suggerirmi. Poichè ebbi finito, il mio ascoltatore andò a spiegare agli
altri, come dianzi, il sunto di tutto quel mio discorso, ed osservai
che parlarono a lungo fra loro non senza più d'una risata a mie
spese. Finalmente lo stesso personaggio tornò da me, e mi tenne questo
ragionamento:
— «I miei compagni mi commettono rettificare alcuni equivoci da voi
presi nel dar passata a molte miserie della natura umana che voi
forse non siete obbligato a conoscere, e ciò li rende scusabili. La
nascita degli struldbrug è un fenomeno particolare de' nostri paesi,
e penso così perchè a Balnibarbi, o al Giappone, ove ho avuto l'onore
di risedere quale ambasciatore di sua maestà, ho durato fatica a
persuadere i nativi di que' due regni che un tal fenomeno fosse
possibile. E dalla vostra sorpresa all'udirlo raccontare da me ho
capito che tal cosa era affatto nuova e quasi incredibile anche per
voi. Rimanendo ne' due regni di cui vi ho parlato, e conversando con
molti, ho osservato che una vita longeva è la cosa più sospirata e
generalmente desiderata; che chi aveva un piede nella fossa non mancava
di tirare indietro l'altro con quanta forza lo poteva; che non v'era
uomo sì vecchio, il quale non desiderasse vivere un giorno di più, e
non considerasse la morte come la maggiore disgrazia di cui la natura
gl'inspirava ad ogn'istante il ribrezzo. Solamente in quest'isola,
vedete! il desiderio di vivere non è così fervido, e ne sapete il
perchè? perchè abbiamo il continuo esempio dei struldbrug dinanzi agli
occhi.
— «Il sistema di vivere che vi siete fabbricato è irragionevole ed
ingiusto, perchè suppone una perpetuità di giovinezza, di salute e di
vigore che nessun uomo, per quanto sia stravagante ne' suoi desiderii,
può sperare di possedere[49]. Qui la quistione non è se un uomo si
sceglierebbe di esser sempre nella primavera della gioventù, rallegrata
da una costante salute e prosperità. Si tratta se s'augurerebbe la
perpetuità della vita insieme con tutti i soliti guai che gli anni si
portano seco. Benchè pochi uomini di giudizio volessero confessare di
augurarsi una vita immortale a tal costo, pure ho veduto a Balnibarbi
e al Giappone che ciascun uomo avrebbe voluta l'ora della sua morte
il più possibile lontana, fosse pure indefinito al di là d'ogni
immaginabile l'arrivo di tale ora; e rare volte ho udito parlare
d'uomini che morissero volentieri, se non li premeva l'estremità
dell'accoramento o degli spasimi fisici. Mi appello a voi se in tutti
i paesi da voi percorsi non avete trovato negli uomini le stesse
disposizioni d'animo.
— «Ma bisogna venir qui per vedere qualche cosa di diverso. I nostri
struldbrug fanno d'ordinario tutte le cose loro come gli altri mortali
sino ai trent'anni. Dopo tale età cominciano a mostrarsi malinconici
e costernati, e questa malinconia e questa costernazione vanno sempre
aumentandosi in loro sino agli ottant'anni. Sono cose che so dalla
stessa loro confessione; altrimenti non ve n'essendo più di due o tre
della loro specie nati in un secolo, sarebbero troppo pochi per dedurre
ciò da un'osservazione generale. Giunti agli ottant'anni, che fra noi
è giudicata l'estrema decrepitezza di un mortale, son presi non solo
da tutte le stranezze e da tutte le infermità degli altri vecchi,
ma da quelle in oltre che procedono dalla spaventosa prospettiva di
non morir più. Non solamente sono caparbi, dispettosi, fantastici,
sordidi, frivoli, ciarlieri; ma incapaci d'amicizia, morti ad ogni
naturale affezione, che non discende mai più in giù de' loro pronipoti.
L'invidia e i desiderii impotenti sono le loro passioni predominanti.
Gli oggetti cui soprattutto è volta la loro invidia sono gli stravizzi
dei giovani e le morti de' vecchi. Pensando ai primi, arrabbiano
per l'impossibilità in cui sono di farne; quanto alla seconda di
queste cose, invidiano a chi muore un porto di quiete ch'essi non
possono sperare giammai. Non si ricordano d'altre cose, fuor quelle
che impararono ed osservarono in loro gioventù e nell'età virile, e
delle seconde anche imperfettamente; onde, quanto alla veracità ed ai
particolari delle antiche storie, gli abbiamo con maggiore sicurezza
dalle comuni tradizioni che dalle migliori loro rimembranze. I men
grami di loro par sieno quelli che, rimbambiti prima degli altri,
hanno perduta la memoria del tutto; almeno trovano chi, mossone a
compassione, loro presta assistenza, perchè se non altro, mancano di
molte pessime qualità che abbondano ne' loro colleghi.
— «Se accade che uno struldbrug si ammogli con una donna della sua
razza, cioè immortale, la carità del governo scioglie il matrimonio
quando il più giovine de' due coniugi è arrivato agli ottant'anni;
perchè la legge estima una ragionevole indulgenza il non gravare
d'una doppia miseria, qual è il peso di una moglie, il povero diavolo
condannato a star sempre al mondo.
— «Appena hanno compiuti gli ottant'anni, vengono considerati siccome
morti legalmente; gli eredi immediati dell'ottuagenario succedono
ne' suoi possedimenti; vien sol prelevata una piccola porzione pel
suo sostentamento; que' soli che non hanno nulla vengono mantenuti a
spese del pubblico erario. Da quel momento sono avuti per inabili a
qualsivoglia impiego di confidenza o di lucro; non possono comprare
poderi nè condurne in affitto; non vengono ammessi per testimoni
validi in un processo; nemmeno ove si trattasse di determinare antichi
confini.
— «A novant'anni perdono tutti i denti ed i capelli; a quella età il
palato non serve più a nessun uso; mangiano e bevono qualunque cibo o
bevanda possano procacciarsi senza gustarla nè appetirla. Le malattie,
alle quali erano soggetti, continuano d'allora in poi senza crescere nè
diminuire. Parlando dimenticano le comuni denominazioni delle cose ed i
nomi delle persone, fin de' loro più prossimi congiunti ed amici. Per
lo stesso motivo non possono ritrarre veruna sorta di passatempo dal
leggere, perchè la memoria non serve loro a connettere le ultime parole
di una frase con quelle che la principiano, per lo che sono privi della
ricreazione che potrebb'essere l'unica adatta per loro.
— «Siccome il linguaggio del paese soggiace a continue variazioni, lo
struldbrug d'un secolo non intende l'idioma del secolo successivo, nè
dopo due secoli son più capaci di tenere alcuna sorta di conversazione
(eccetto poche generali parole) coi loro vicini mortali, donde deriva
loro l'altro svantaggio di essere stranieri nel proprio paese in mezzo
ai loro concittadini».
Tal fu, per quauto posso ricordarmi, la descrizione che mi venne fatta
di questi struldbrug. Ne vidi in appresso cinque o sei di differenti
età, che da alcuni amici mi vennero in più volte fatti conoscere, ed il
più giovine de' quali aveva due secoli. Ma per quanto venisse detto a
costoro ch'io era un gran viaggiatore, e ch'io avea fatto l'intero giro
del mondo, non venne loro la menoma volontà d'interrogarmi; unicamente
mi chiesero di dar loro uno slumskludash, che vuol dire un piccolo
contrassegno di ricordanza; modesta via di domandar la limosina, la
qual cosa è ad essi proibita espressamente dalla legge, essendo eglino
mantenuti, benchè per dir vero magrissimamente, a spese del pubblico.
Sono disprezzati ed avuti in abborrimento da ogni classe di popolo.
La loro nascita è considerata, come un avvenimento di mal augurio
ricordato con molta particolarità; onde voi potete conoscere l'età
d'uno struldbrug consultando il pubblico archivio, che per altro non
risale al di là di mill'anni, perchè precedentemente fu distrutto
in forza del tempo o delle calamità del paese. Ma l'usuale metodo di
computare l'età degli struldburg è chieder loro i nomi dei re o de'
grandi personaggi di cui possono ricordarsi e di consultare indi la
storia; perchè infallibilmente l'ultimo principe rimasto nella loro
mente non avrà principiato a regnare dopo il loro ottantesimo anno.
Offrivano essi la più schifosa vista che immaginare si possa, e le
donne erano anche più orribili degli uomini. Oltre all'usuale deformità
della decrepitezza, acquistavano per soprappiù una sembianza di
spettri, che cresceva, a proporzione de' loro anni in un modo di cui
non s'ha idea; in una mezza dozzina d'essi, io discerneva i più vecchi,
benchè non vi fosse fra loro la differenza all'incirca di uno o due
secoli.
Il leggitore non penerà a credere che da quanto udii e vidi il mio
ardente desiderio della perpetuità della vita fu mitigato d'assai.
Arrossii non so dir quanto delle rosee visioni ch'io m'era formate,
e pensai che niun tiranno potrebbe inventare un supplizio sì atroce,
al quale non mi sottomettessi di buon grado per evitare un tal genere
d'immortalità. Saputosi dal re quanto era accaduto fra me ed i miei
amici, mi diede con grazia la mia porzione di baia, e m'augurò ch'io
potessi trasportare in patria una coppia di struldbrug per munire i
miei concittadini contro alla paura della morte[50]; ma ciò, a quanto
sembra, è proibito dalle leggi fondamentali di quel reame, altrimenti
mi sarebbe piaciuto grandemente l'assumermi l'incomodo e le spese di un
simile trasporto.
Mi trovai nella necessità di convenire che le leggi di quel regno
concernenti gli struldbrug erano fondate su fortissime ragioni e tali
che qualunque paese, posto in parità di circostanze, si vedrebbe
costretto adottarle. Altrimenti, l'avarizia essendo una ordinaria
inevitabile conseguenza degli anni, quegl'immortali diverrebbero col
tempo i proprietarii dell'intera contrada e de' suoi abitanti, e,
usurpata la sovrana podestà, ed inabili ad amministrare, manderebbero
in rovina il paese.