Ohime! vasel compiuto
Di ben sopra natura,
Per voltar di ventura
Condotto fosti suso gli aspri monti,
Dove t'ha chiusa, ohime! fra duri sassi
La morte, che due fonti
Fatt'ha di lacrimar gli occhi miei lassi!
---- _Canzone di_ _Messer Cino_.
La salute di Selvaggia era omai disperata! Il lento morbo e uno
sfinimento continuo la sospingeva agli estremi. I patimenti morali
pareva che ora fosser quelli che piu la facesser soffrire. La buona
Lauretta che giorno e notte vegliava al suo letto, era la sola cui
sovente soleva sfogare quel suo cuor desolato. Il padre e il fratello le
nutrivano un'affezione che mai la maggiore. E pur troppo, senza che ella
avesse mai svelato loro il suo animo, comprendevano anche la cagione
ultima de' suoi mali (perche invero i disagi patiti per tanto tempo
furon la prima e la piu potente) e ne sentivan dolore. Non erano valsi
altri messi, altre lettere che il capitano aveva spedito al Sinibuldi,
sia per informarlo dei tristi casi di famiglia, come per aver notizie
delle speranze de' Ghibellini, e prender consiglio sul tenersi al
castello. Una sola risposta n'avesse mai ricevuta! Lo che gli aggiungeva
d'assai lo sgomento. L'arte salutare con cui procurava che la sua
diletta fosse soccorsa, per quel corpo si infermo era omai divenuta
impotente. La desolazione era entrata fra quelle mura! L'austero
Ghibellino che non si sarebbe commosso dinanzi a un esercito il piu
formidabile, or dal dolore della cara figliuola mostravasi affranto e
avvilito a tal segno, che moveva a pieta. L'avresti veduto nella sua
stanza immobile talora come una statua, fiso a terra lo sguardo, con le
braccia incrociate, senza voler vedere e parlar con alcuno. Poi come
riscosso e richiamato da un dovere, andar frettoloso a quel letto, tanto
per poter ripetere:--Tu soffri! coraggio figlia mia!--E allora vedeva
lei affiggere in esso que' suoi begli occhi, e la udiva con fioca voce
articolar queste parole:--Oh! io lo vorrei: anche per te, padre mio! ma
anche per questo mi si sceman le forze!
Messer Fredi poi non reggeva allo strazio. Animoso quanto cavaliere
potesse mai, pure, ogni volta che a lei s'appressava, non v'era modo che
frenasse le lacrime.
Frattanto Selvaggia aveva passata la notte anche piu affannosa. A
Lauretta, che non l'aveva lasciata un istante, era parso di scorgere un
notevole peggioramento. I deliqui cui andava soggetta s'eran rinnovati
piu spesso: le forze non che riprendere parea che scemassero. Solo nel
giorno un sonno profondo, per quanto breve, l'aveva un poco rianimata.
Quando il padre, il fratello e fra Buonaventura entrarono nella camera,
ell'era gia desta; e avendo preso un lieve ristoro, le pareva di
sentirsi riavuta. A mirarla in quel letto, la persona quasi a meta
sollevata; la sua bionda testa da' guanciali sorretta; la sua faccia
pallida si, ma con que' delicati contorni, e le guance d'ogni lieve
impressione facili a colorirsi; que' suoi occhi sempre soavi, lucidi e
penetranti; la mente poi nel suo pieno vigore, avresti ancor dubitato
che il suo male fosse quasi agli estremi.
Alle piu affettuose parole del padre e del fratello ella diede risposta
con amorevol sorriso, come soleva, per non mai sconfortarli.
Allora il padre le disse:
--Il nostro amico Bonaventura ti vuol dare una nuova che spero, figlia
mia, ti sara di piacere.
E il buon monaco, accostatosi a lei che si mostro bramosa d'udirlo, cosi
le parlo:
--Che direste, Selvaggia, s'io vi potessi accertare che il nostro messer
Cino ha inviate lettere di continuo al capitano ed a voi, e che non e
per sua colpa se qui non pervennero?
--Oh! che dite mai!
--Si,--replico l'altro;--se una mano nemica ve l'ebbe rapite....
--Una mano nemica? e chi poteva....
--Omai a piena discolpa del nostro amico, tutto, si, tutto dobbiam
dirvi. Questo perverso, questo vostro persecutore, potete immaginarlo,
Selvaggia, fu il rio Fortebracci!
--Egli, avete detto?--e facendo atto di sollevare la destra, con uno
sforzo di voce soggiunse:--Oh! che sul suo capo.... alfine....
--Selvaggia! no, no!--la interruppe di subito Buonaventura;--alla vostra
mite indole e generosa non si addicono queste parole.
Ed ella ricompostasi in pace, volgendogli un guardo come di chi invoca
pieta:
--Avete ragione!--rispose.--Che Dio gli perdoni!
--E cosi sia--riprese il monaco; poi seguito:--La sorte pero ha voluto
che una lettera almeno si conservasse.
--Una lettera?
--Si; ad attestare dell'amicizia sua, fedele, ne mai interrotta con la
famiglia de' Vergiolesi. Vedete, Selvaggia.
E mostratale la lettera:
--Ne ravvisate voi la scrittura, la sua firma, la data?
--Oh si, si! E che dice egli?
--Che dai Vergiolesi non piu d'una lettera ha potuto ricevere, ne
risposta mai alle sue: eppure non ha mai diffidato! E, ansioso anzi di
rivedervi, verra in breve al castello.
A quest'annunzio il volto di quella gentile si era infiammato come il
suo core.
Buonaventura nel vederla gia presa da un nuovo deliquio, s'accorse
subito del grave effetto che una tal nuova le aveva prodotto, tanto che
si era pentito d'avergliela data.
Com'ella appena pote riaversi, si volse a lui e gli disse:
--Verra dunque, avete detto, verra?...
Ed ei:--Non e a dubitarne. Ma mentre e d'uopo d'attendere, che il
cammino da Milano a qui non e breve, importa molto, Selvaggia, che il
vostro spirito si ricomponga: riprenda quella calma che vi ho pregata: e
si sollevi nel pensiero del come sia stato rimosso ogni dubbio dal
vostro cuore sul contegno di messer Cino, perche non ne doveste
concepire e tenere odio verso di lui. Il modo, credete, e stato
prodigioso, e imprevedibile. Lo sciagurato consorte della vostra Maria
di gia pentito, pote sottrarsi dalla mala compagnia de' noti assassini,
e giungere in salvo in sua casa. Egli col mezzo della sua donna mi ha
fatto sapere com'avesse le notizie e la lettera che v'ho mostrato,
caduta nelle sue mani in un ultimo assalto sopra il corriere che da
messer Cino qui s'inviava.
--Dio! Dio vi ringrazio!--esclamo ella con le labbra tremebonde e con
prolungati sospiri: e la sua mano strinse quella di Lauretta; la quale
quest'atto benevolo riguardo come esteso anche a Cino.
--Vedete!--seguito Buonaventura--una buona azione non va mai senza
premio. Mi pare che con questa nuova, che vi toglie ogni sospetto, e vi
viene appunto da quello sciagurato di Vanni, Dio in certo modo abbia
voluto ricompensarvi del tanto bene che faceste a sua moglie.
--Padre, padre mio! affannosa soggiunse--che questi poveretti vi sieno
raccomandati.
Ed egli:--Oh! che mi chiedi! Voglio anzi che Vanni venga subito con
Maria a' nostri servigi: e faro io che alcuno non possa nuocergli.
Buonaventura, a te quest'incarico.
Ed ella:--Padre! fratello! D'un'altra grazia ancora vi prego. Alla
vostra Selvaggia, che poco piu ormai avrete a concedere, non negate
questo favore. Affrettatevi a ricomporre i lunghi odii e i rancori fra
le famiglie de' Vergiolesi e de' Fortebracci. Io pure si, vel ripeto,
all'autore di molti miei mali, imploro da Dio ravvedimento e perdono!
Questi ultimi detti si puo argomentare che dovettero essere uno sforzo
supremo di un'anima come la sua, la piu nobile e la piu generosa. Li
aveva proferiti con tal sublime rassegnazione, che tutti gli astanti se
n'eran fortemente commossi.
Ma questo sforzo dello spirito avendo reagito potentemente sul corpo, di
li a poco sorpresa da piu forte deliquio, quasi con le smorte labbra
pronunziando tuttora parole di perdono e di pace, appena die segno che
la sua vita era spenta!
--Morta! ahime morta!--Fu un grido di tutti, una desolazione ed un
pianto. Solo suo padre non fece una lacrima! Rimase immobile e come
stupido presso quel letto; intento solo a contemplare la sua Selvaggia
distesagli innanzi non altro ora che un cadavere! Pero l'atteggiamento
di lui; un vecchio guerriero, alto com'era, il volto emaciato e
contratto dal forte soffrire, ma dignitoso; con gli occhi avvallati, le
braccia sul dinanzi in abbandono avvinte sol dalle mani; destava un
senso d'inesprimibil pieta.
Dopo brevi momenti di questo quasi misterioso colloquio con la sua
diletta figliuola, e fiso come ad attendere che da quelle bianche
labbra, da quelle vitree pupille semiaperte gli venisse ancora un
sorriso, si piego alquanto sopra di lei: lievemente le compose la testa
in mezzo al guanciale, come avrebbe fatto una madre alla sua creaturina
allorche si e addormentata, e lascio che i suoi biondi capelli le
scendessero intorno al volto. Le raccolse le mani fra le sue, poi
dolcemente gliele dispose sul seno. Dopo cio, di nuovo affissandola, con
voce affettuosa e sommessa gli s'udi ripetere:--Selvaggia! figlia mia,
figlia mia!--E mandato un forte sospiro, le chiuse gli occhi e la bacio
in fronte. Tutti l'ammirarono con religioso silenzio, e niuno oso fare
ostacolo a questo amoroso delirio del povero padre.
Era gia per abbandonar quella coltre, quando un vivo raggio di sole,
penetrato improvviso in quella funebre stanza, il volto di Selvaggia
irradio di tal luce, che, in quel modo che egli poi riferi, veracemente
gli parve come quello d'un angelo.
A tal vista quasi che sopraffatto, torno a lei, si prostro a' suoi
piedi, e rimase pochi istanti a pregare. Quindi risoluto si alzo per
uscire. Ma prima si volse agli astanti, e in atto supplichevole disse
loro:--Non vogliate lasciarla, ve ne prego! Che mi sia custodita!
Non oso dire:--Adornatela per recarla al sepolcro--tanto le parve ancor
bella, e che in quell'aspetto non fosse ancora la morte!
Il giorno dopo, il lugubre suono della campana maggiore della chiesa
annunziava agli abitanti della terra e delle valli circonvicine che la
temuta sciagura si era pur troppo avverata! Quanti furon di que' paesani
che avevan conosciuto la nobil donzella, e sentitone encomiar le virtu,
e molti sperimentato grazie e favori da lei e presso del padre,
compiansero tutti l'immaturo suo fine. Tanto piu poi se ne dolsero
perche temettero che il capitano, anco per questo caso, abbandonasse la
terra e il castello in potere de' Bolognesi: lo che, per l'affezione che
avevano a lui ed alla parte sua, e per la sicurezza che ne ispirava, di
troppo mal animo avrebbero sopportato; e dura poi e increscevole sarebbe
stata la nuova signoria, per loro estranea e d'un avverso partito.
Si compierono i sacri funebri riti fra molto popolo salito al monte da
ogni lato, affollatosi al tempio per rivederla e pregarle il riposo
eternale. Alle schiere dei militi del castello che in severo e doloroso
contegno le fecero scorta d'onore, s'aggiunse uno stuolo di quelle buone
fanciulle e di altre del vicinato che con ceri accesi le stettero
intorno al feretro, e l'accompagnarono con le lacrime fino al prossimo
cimitero nel quale ebbe il sepolcro.
Cola, solo una rozza pietra, alquanto sollevata dal suolo, ne fece
distinguere dov'ella giacque.