LE RIVELAZIONI.

E senza creder d'aver frutti omai,

Sol di vedere il fior era il diletto,

Ne ad altro che a quel gia mi pensai.

E se creder non voglio in Macometto,

Dunque, parte crudel, perche mi fai

Pena sentir di quel ch'io non commetto?

---- _Sonetto di_ _M. Cino_ _ad Agaton Drusi_.

Dopo i fatti narrati si dolorosi pel cuore di Selvaggia; dopo aver

veduto a qual misero stato di salute e di spirito fosse condotta,

vogliamo non defraudare un istante l'espettativa dei nostri lettori

sulla conoscenza d'un si lungo ed ingrato silenzio tenuto da messer

Cino, non pur con lei, quanto con gli altri di sua famiglia. Per un uomo

d'onore troppo grave e lo addebito, senza cause gravissime,

dell'abbandono d'una donna ornata di tanti pregi siccome questa, e dopo

averle giurato cotanto affetto!

E a noi pure tarda di dirlo, e subitamente il facciamo, premettendo la

narrazione seguente.

Alle sventure domestiche del Vergiolesi si aggiungeva ora per colmo il

pensiero di sottostare alla forza stragrande di que' di Bologna, e di

essere astretto a cedere agli odiati Guelfi Neri il ghibellino castello,

fra quei di Toscana dei piu forti e meglio muniti; antico possesso e

vanto dei suoi: e dove se quei di sua parte l'avesser soccorso, avrebbe

creduto di renderlo inespugnabile, di tener fronte ai nemici, e di

trionfare.

Ma i Fiorentini, come narrammo, dopo avergli impedito il soccorso de'

suoi partigiani; collegatisi co' bolognesi, tuttodi animavan costoro per

aita di danari e di gente perche alla perfine da quel forte propugnacolo

il Vergiolesi fosse cacciato. Cosi solamente la parte Bianca sarebbe

andata dispersa. Il rinforzo de' pochi giovani generosi che, come

vedemmo, per tradimento non gli giungeva, ad ogni modo sarebbe stato

sterile e tardo.

Il capitano dall'altro lato, dopo le prove gia fatte, dopo i sacrifizi

non pochi d'uomini e di denaro per potervisi reggere, non celava piu a

se stesso ed a' suoi la dura necessita cui dovea sottostare, e

l'imminente pericolo. In tanto smarrimento di sensi a chi rivolgersi per

consiglio?

Fra si gravi e fortunose vicende non gli era rimasto degl'intimi e dei

piu fedeli, che un amico della sua giovinezza, quel monaco Buonaventura,

che vedemmo gia essere stato inviato a lui dalla Signoria di Firenze per

trattare gli accordi sulla resa di Pistoia durante l'assedio. Or fu a

lui che il capitano risolse di spedire un messo con lettera, al convento

di Santo Spirito a Firenze, dov'ei dimorava, per averlo a se.

Bonaventura, ricevutolo appena, e udita la gravita delle cose, senza

porre indugio si mise in via con lo scudiero del Vergiolesi, che gli

aveva condotto un cavallo: e dopo un viaggio non breve, ed incomodo

valutatane la fredda stagione, giungeva al castello. Un amico dal quale

tu speri un sollievo, e che non esita un istante, anche con suo disagio,

d'accorrere al tuo richiamo, gli e un beneficio che non ha pari. E tale

apparve al capitano l'arrivo del monaco Buonaventura. Egli era uomo di

circa sessant'anni; alto della persona, preveniente all'aspetto. Sotto

quel saio batteva pur sempre un cuore, pel quale aveva saputo in duello

ritrarre la spada dal petto d'un suo nemico senza ferirlo, perdonargli,

abbracciarlo, e ripararsi in un chiostro! Adesso da quel volto traluceva

la bonta vera; e dalle ciglia rase d'ogni baldanza, che per consueto

dignitoso e modesto le sollevava a parlar con alcuno, la perspicacia

delle cose del mondo. Palesategli il Vergiolesi le difficili condizioni

che lo premevano, non esito a porgergli quei consigli che piu stimo

utili ed opportuni.

--Ma ora--dicevagli il monaco--bisogna provvedere a questa povera tua

figliuola. Amico mio, e tempo di raccogliere le proprie forze, e di non

pensare che a lei. Io, io stesso, non dubitare, scrivero subito al

Cardinale a Bologna, e quanto al castello, spero in Dio, rispettera lo

stato d'un padre che ha una figlia in tanta gravezza di male.

Egli infatti dopo il primo colloquio col Vergiolesi l'aveva visitata, e

pur troppo non gli era sfuggito a che misero fine lentamente si

conduceva! Selvaggia ei l'aveva conosciuta fin da fanciulla, e come

amico di casa, era stato un di quelli ne' quali ella avesse posto piu

confidenza. Or non e a dire con quale sodisfazione ell'accogliesse la

visita di quell'uomo di Dio! Gli aperse tutto il suo cuore: pianse e

doloro lungamente. Indi a poco le parole di lui si miti e soavi, le

giunsero come balsamo di salute: sicche sollevata da' suoi celesti

conforti, a grado a grado senti rinascersi una quiete e una pace, che

mai non avrebbe creduto.

Ma egli doveva aver la fortuna di potere in que' terribili istanti

rassicurare quella gentile anche con una prova di fatto, opportuna e

gratissima quanto meno aspettata.

E da sapere che Vanni, lo sciagurato consorte della Maria, aveva potuto,

con la fuga e tenendosi celato, sottrarsi alla forca, alla quale furon

dannati la piu parte di que' della banda di Musone della Moscacchia.

Poi, colto il destro, in una notte di pioggia e di buio il piu folto gli

era riuscito di giunger sicuro a casa della moglie. Non sarebbe si

facile a descriver lo stupore e il piacere che ne provo quella povera

donna! Dopo un'assenza assai prolungata; dopo quello che si diceva di

Vanni suo dell'essersi unito con assassini da strada; e infine dopo la

morte ignominiosa che fu sparso avesser tutti subita; una tal notte,

udito picchiare all'uscio di strada, si senti dire:

--Apri, son io.

--Chi? lui! Misericordia!--ell'aveva esclamato--possibile! Ma chi?

(quasi dubitando)--e quegli.

--Ti dico, son io, Maria: apri subito, ti ripeto!

E vederselo proprio inanzi in carne e in ossa! lui... il suo Vanni,

sospirato e pianto gia morto! La poveretta rimase tramortita fra le sue

braccia! Egli allora le fece animo; e riavutala, le narro in breve la

sua buona ventura, e i suoi nuovi propositi. Poi non ebbe che un

pensiero. Le dimando in prima della figlia; quindi con gran premura chi

avesse per casa, se parlando, nissuno vi fosse da comprometterlo.

--E nissuno--ella disse.--Perche infatti non eravi in altra stanza che

una giovinetta cugina di lei, che aveva chiamata e avuta per grazia da'

suoi per guardarle la piccola Selvaggia, mentre ella, abbandonata da

lui, se ne stava a vegliare la sua povera signora, o dall'alba alla sera

al telaio, affrettando il lavoro per procurarsi una parte del

campamento.

--Ma dunque--con amoroso rimprovero le soggiungeva Maria--alla nostra

creaturina non pensavi piu? Lascio di me... che anch'io!.. che avre'

avuto a fare, sola, dibandonata e senza un disegno al mondo? Dio mio!

Dio mio! Ma lei poi, poverina!...--e singhiozzava, appoggiate ambe le

mani a una sua spalla. Poi distaccatasi, con fiducia gli disse:

--Basta... non ci vo' piu pensare: ora se' tornato per bene, eh?

--Lo credo io!--soggiunse Vanni.--Sta pur queta, te lo giuro!

Ed ella:--Se sapessi, Vanni mio!... che credi che mi bastasse il lavoro

per andare avanti? Il resto per vivere, vedi, me lo manda per sua carita

quel buon angelo della nostra castellana. Ma ora, meschina me! questo

soccorso l'avro forse per poco! E peggio poi per madonna, oh! Signore!

che ogni di piu se ne va in consunzione! E pensare che quel suo

fidanzato da poi che la lascio.... (oh! voialtri uomini!...) e' non le

ha mai scritto un rigo!

--Ma come!--riprese Vanni--non era messer Cino de' Sinibuldi?... lui,

che venne a visitarla anche quassu al castello, e che poi se n'ando in

Lombardia?... Non e vero, sai, non e vero; vo' l'incolpate a torto:

crediatelo che le ha scritto piu volte. Te l'assicuro io: e bada, te lo

posso dire, e so quel che mi dico!

--Tu?... davvero? Ma dimmi...

--No, ora non cercare come l'e ita. Lo saprai, non dubitare! Intanto,

che la cosa e' la so proprio io, corri subito a dirlo a lei, a madonna:

ma in segretezza veh! Questa puo essere la mia fortuna.

--Che dici mai! Oh! a lei? in quello stato! ma ti pare?

--A chi dunque che le' lo sappia? Perche io poi ho bisogno di

presentarmi il piu presto possibile al capitano, e chiedergli grazia per

me. Perche, vedi! ho da dirgli cose... cose da farlo strabiliare! cose

che forse!... basta, ti dico di gran premura, e di gran bene per noi!

Maria, possiam figurarci che fattosi appena giorno non pose indugio a

recarsi al castello. Sapeva che a qualunque ora v'era sempre ben

accolta. Ma per istrada la poveretta andava pensando:

--A chi m'avro io a rivolgere per un affare si delicato? A madonna

Selvaggia no davvero! Io poi che nella passione non so reprimermi, chi

sa che colpo le darei con questa nuova! L'ho detto sempre, e lo ridiro:

Dio mio! Un bicchier del mio sangue perche la si riavesse!

Poi penso:--E' v'e madonna Lauretta che gli e li ad assisterla, e la le

vuol tanto bene!... A lei, si; e meglio a lei! Oh! se potessi con questo

mezzo....--E agitata e commossa com'era, e sopr'a pensiero, ando a

prostrarsi quasi macchinalmente al tabernacolo di una Vergine che era li

sulla via.

--E, Madonna santa!--esclamo--datemi scampo! datelo alla mia buona

signora e anche al mio povero Vanni! Mi par pentito: si, si, mi par

proprio mutato! E se Dio gli ha toccato il cuore, Madonna benedetta,

compite voi questa grazia; perdonatelo, e consolate me e lui dopo tanto

patire!

Alzatasi con questa speranza, aveva ripreso la via; e giunta al

castello, era gia entrata nella sala maggiore.

Le guardie che eran giu alla porta, per Maria non avevan dimande. In

sala non v'era ancora nissuno. Quando di li a poco vi comparve, e le

passo dinanzi fra Buonaventura. Che vedendo questa donna, sola, e come

in aria di attender qualcuno:

--Di chi cercate?--le disse.

Ed essa con una certa timidita:

--E' son di casa, e vorrei vedere madonna Lauretta.

--Ah! Ma sarebbe impossibile adesso. Se aveste pero qualche cosa da

dirle ch'io le potessi riferire... Mi conoscete? non mi pare che ancor

ci siam visti; gia son due giorni...... ma anch'io posso dire che son di

famiglia: di me, buona donna, potete fidarvi.

--Oh! n'ho sentito parlar tanto in bene!... si figuri! fidarmi per

dicerto lo credo!

Il caso urgente, il modo cortese con cui fu accolta, il rispetto pel

monaco, fecer risolver Maria a svelar subito a lui ogni cosa.

Importava soprattutto di palesargli che il suo marito aveva da dar

notizie di messer Cino, e far sapere alla famiglia de' Vergiolesi

com'egli era informato che le aveva scritto piu volte. E questo ella

fece speditamente, e chiese a un tempo che il suo Vanni potesse avere un

abboccamento con lui.

--Ch'ei venga.... ch'ei venga--rispose subito il monaco, riflettendo

all'importanza della cosa.--E distante di qui?

--Oh! poco, poco: un tiro di balestra.

--Andate dunque, correte a chiamarlo: ma che sia qui nel momento!

Allora la poveretta, con qualche agitazione, ma pur con quella

confidenza che egli le aveva inspirato, non volle nascondergli la trista

vita che il suo marito aveva condotto finora; il suo scampo da morte che

dicea prodigioso; ma pur sempre il pericolo che avrebbe corso di essere

arrestato come uno della banda di quelli assassini, se alcuno a

quell'ora per istrada lo ravvisasse.

--Dunque verro io da lui--risoluto riprese il monaco.--Andiamo.

Ed essa:

--Si scomoda, lo vedo, ma si figuri se mi fa carita!

E movendosi:

--Le fo strada--soggiunse; e uscirono.

Non appena entrati in casa, Maria ando a chiamar Vanni che s'era chiuso

in una stanza, e gli disse:

--Vieni, vieni pure. C'e qui un sant'uomo al quale puoi confidare ogni

cosa.

E Buonaventura, subito che lo ebbe dinanzi, gli disse:

--Voi dunque avete notizie da darmi di messer Cino de' Sinibuldi.

--Messer si.

--Ma come mai?

E Maria nuovamente:

--Bada, Vanni, tu ti ci puoi confessare; di' pur tutto alla libera.

--Dunque--rispose egli tutto compunto--non so se sappiate, rispettabile

monaco, la vita disgraziata che ho menato per qualche tempo, lasciatomi

prendere da que' demoni laggiu.

--Lo so.

--Prima a far contrabbandi d'ogni sorta: poi ribalderie, assalti e

assassinii (benche io non facessi che darvi mano), e de' quali davvero

inorridivo e mi vergognavo tutte le volte; ma non c'era verso che li

potessi scansare senz'abbandonar que' ribaldi: e se mi ci fossi provato,

nel momento mi avrebber morto.

--Ma ora... ditemi ora...--badava a interromperlo il monaco per venire

alle strette; e quegli invece tutto fervoroso:

--Dio ha ora voluto scamparmi dal tristo fine che hanno fatto, e che

poteva toccare anche a me! Ma come potrei comparire per la via e senza

un perdono del capitano? Gli e per questo che mi raccomando a lei!...

--Oh! si per carita--aggiunse Maria tutta piangente--ci raccomandiamo a

lei con le mani in croce.

--Si, si--riprese il monaco impazientito--ma infine mi premono le

notizie di messer Cino.

--Le posso dire--seguito Vanni (come fanno gl'idioti che la pigliano

sempre alla larga)--proprio le posso dire che io, per lo meno tre volte,

mi son trovato a veder dare addosso da que' furfanti laggiu lungo il

Reno, ai messi del capitano e a quelli di messer Cino, che portavan

lettere a lui, e a madonna Selvaggia.

--Ah! finalmente....--esclamo l'altro.--Ma come sapete?... e con qual

fine coteste aggressioni?

--Con la certezza, s'intende, di guadagnare una grossa somma chiunque di

noi avesse spogliato que' messaggeri. Perche le lettere del capitano le

volevano in mano i Guelfi Neri; e quelle di messer Cino bisognava

portarle a un certo messere che le pagava a prezzo d'oro; a uno sempre

fuggiasco di li e la per quei boschi.

--A chi mai?

--A un certo messer Nello de' Fortebracci.

--Lui!... e sempre lui! Eh! Di parte avversa e rivale! Perfido! quanto

l'hai fatta soffrire!--esclamo fra se il monaco agitando il capo, e

incrociando le braccia.--Oh! ecco spiegato... povero messer Cino!

--E vi diro--riprese Vanni--che col messo del capitano si sono anche

battuti. Credo una prima volta; perche dopo passava sempre scortato da

quattro o sei uomini d'arme a cavallo. Ma al Fortebracci pare che

premesser le lettere che andavano e si spedivano di Lombardia. Mi

ricordo dell'ultima di queste lettere che venne in mie mani, perche a

quell'aggressione (che a dirla le scansavo quanto potevo) ci dovetti

stridere anch'io. Ma sopraffatti da una masnada di militi del capitano

sbucati dal bosco, ci segui un gran tafferuglio, e ci demmo tutti alla

fuga. Visto allora che c'inseguivano, e che de' nostri chi se la

svignava da un lato chi da un altro su e giu per quei macchioni, via a

gambe io pure: finche trovatomi in luogo da non esser raggiunto, mi ci

acquattai, e non mi parve vero d'averli lasciati!

--Ma dunque voi avete...

--Si, si, ho la lettera; e anzi.... (e frugavasi in dosso) perche voglio

di quel che vi dico che n'abbiate una prova.... Eccola, vedete! (e

gliela mostrava) stracciata un poco da questa parte....

Ma Buonaventura glie l'aveva subito levata di mano; e gia a mezza voce e

rapidamente l'andava leggendo.

--E diretta a Selvaggia! "Dopo la prima... del capitano nessuna nuova! E

io che non sperava conforto altro maggiore che dalle vostre lettere! Io

che tante volte vi ho scritto! E voi, possibile! mai, mai piu un sol

rigo! Oh! i tristi pensieri che mi si affacciano! Se non e una qualche

grave sventura.... no, altro non posso credere! Che i vostri e i miei

cari sappiano da voi il mio turbamento! Fra pochi giorni sara al

castello il vostro fedele

_Cino de' Sinibuldi_."

--Ecco, ecco!--esclamo il monaco, e con una palma si percosse la fronte.

Poi riguardata la scrittura, soggiunse:

--E scritta da Milano da forse quindici giorni. Ah! dunque in breve

dovrebbe essere qui.

E a quest'idea rassicuratosi alquanto, si volse a Vanni e gli disse:

--Grazie, ho inteso, addio!

--Per carita, salvatemi il mio Vanni!--gli grido dietro Maria

supplicante. E Vanni anch'egli:--Una vostra parola al capitano: dipende

tutto da lui.

--Non dubitate--rispose il monaco di sul limitare dell'uscio di

strada--sara un mio primo pensiero; e potrei gia quasi assicurarvi che

sarete esauditi. Addio!

In un attimo fra Bonaventura era risalito al castello; e, con l'ansia di

uno che ha da dare una buona nuova, aveva cercato del capitano e del

figlio. Trovatili, e fatto loro in succinto il racconto di tutto, al

primo diede a legger la lettera. Il quale non appena percorsa,

freddamente gli disse:

--Di che ho piu a stupirmi? Un rinegato che prende le armi contro la

patria, ma sicuro che puo assassinare alla strada!--Poi con

calore:--Questo pero d'uccidermi la figliuola, la luce degli occhi miei,

il conforto della mia vecchiezza.... che, tutto perduto, sola.... ah!

sola quasi mi rimaneva! Maledetto sii tu!....

--Filippo!--austero lo interruppe il monaco--non maledire! Abbastanza e

da credere che il demone del rimorso a quest'ora lo laceri! Dio e

giusto, amico mio; lasciamo a lui la vendetta! Adesso ispiriamoci tutti

alla pieta per quella tua creatura che troppi mali l'aggravano! Andiamo

a lei. Questa nuova....

--Si--soggiunse il capitano;--ma con quella prudenza che secondo il suo

stato....

--Non dubitare! Con ogni riguardo. E necessario d'altronde che questo

fatto, venuto a scoprirsi, sia palese anche a lei, perche cosi spero che

le torra ogni sospetto e ogni piu piccol rancore.

Selvaggia de' Vergiolesi · 第 54 / 60 题