I CONTRABBANDIERI.

"Che pur bisbigli?

Tra' fuora que roncigli.

--Messer che comandate?

--Che questi pruni leviate,

E fate via."

---- _Serventese_ di _Giannozzo da Firenze_.

Ricordera il lettore come Maria, la sorella dello scudiero del

Vergiolesi, figlia di Margherita castalda di Vergiole, era stata

promessa a un certo Vanni del castel di Sambuca. Ora le nozze erano gia

avvenute, e di gia consolate di una bella bambina. Allorche Selvaggia

arrivo al castello, si risovvenne che v'era andata sposa Maria. Subito

non le parve vero d'averla a se. Quando non fosse derivato che da un

impulso di quel suo animo si gentile, essendo stata fin da' primi anni a

Vergiole in dimestichezza con quella fanciulla, e perche d'indole buona

l'aveva amata e protetta; avvenne a lei quel che riscontrasi

comunemente; che, cioe, in paesi nuovi, in luoghi poi alpestri e

deserti, l'incontro di qualche persona del suo paese, che anche appena

si sia conosciuta, vi fa sentire il bisogno (reciproco se vuolsi) di

avvicinarla e di stringersi ad essa in un modo il piu intimo. Troppa

distanza passava, gli e vero, e tanto piu per que' tempi, dalla nobile

famiglia del capitan Vergiolesi, alla povera figliuola della sua

castalda: ma Selvaggia soleva appianare ogni preminenza di casta ove il

cuor suo le indicasse qualche persona veramente degna d'affetto. D'altra

parte non e a pensare se la buona donna ne fu contenta!

Avvenne cosi che un tal giorno Selvaggia, subito dopo che fu arrivata,

fattala venire al castello, le disse:

--Senti, Maria, ho bisogno di te.

--Oh! Dio sia benedetto!--rispose ella.--Un qualche angelo v'ha portato

quassu! Saro sempre e tanto volentieri a' vostri comandi, madonna. Se

sapeste che luoghi son questi, appetto al vostro, e lasciatemelo dire,

al nostro Vergiole! Oh! la mia bella collina fiorita, quante volte fra

questi boschi si orridi me la son rammentata! Basta! che Dio faccia che

ci abbiate salute!

Cotesto triste confronto di gia pur troppo anche Selvaggia l'aveva

fatto!

La casa di Maria rimaneva a poca distanza dall'ultima cinta esterna del

castello. Selvaggia, allorche la salute le consentiva d'uscire un poco a

diporto (ne di lunge ando mai, poiche qualche malvivente si disse e fu

visto rigirar di soppiatto per que' dintorni), raramente se ne tornava

senza averle fatto una visita. Un tal giorno che vi si reco:

--Vedete, madonna--le disse Maria, mostrandole con compiacenza la sua

figliuolina;--per amor vostro le ho posto nome Selvaggia.

--Selvaggia! riprese ella maravigliata, e carezzando quella

bambina.--Oh! povero angelo! che un influsso di buone stelle t'assista!

Perche temo con questo nome tu debba essere sventurata al pari di me!

Certo che Maria, quella sua povera madre, aveva gia incominciato a

sentire il peso della sciagura! Il marito da qualche tempo, un po' fatto

sviare da trista gente, e quindi poco curandosi del lavoro, comincio a

fare stentar la famiglia e non andava che imprecando all'avarizia de'

suoi padroni di maremma, con dire che non gli pagavano la man d'opra

neppur per meta, e si ritenevano il resto come prezzo de' viveri che gli

somministravano: e che facendoglieli pagar salati, sebben de' piu vili,

l'avanzo in denari alla fine era zero. Questi lamenti, che soleva fare

fra ogni crocchio per giustificarsi con chi gli diceva:--E in maremma

perche non torni quest'anno?--Ed egli:--Ho trovato da andare a opra per

su di qui--a que' parenti, e alla moglie stessa parvero un po'

esagerati. Ma tanto bastarono per fare avvertiti i segreti raccozzatori

della masnada di Musone che costui, giovane robusto di ventidue anni,

risentito, facilmente scontento e rissoso, sarebbe stato proprio al caso

per loro.

--Eh! sicuro!--Gli s'accosto uno sconosciuto, ed era il famoso

contrabbandiere Fuccio, che di lui bene informato, mentre dal basso del

fiume Limentra salendo la costa per un viottolo a spira, tornavasi a

casa, cosi attaccava discorso:

--Sicuro! dicevi bene tu Vanni! Pur troppo lo so anch'io che la maremma

l'ho bazzicata: me l'hai a dire a me quella canaglia di padroni e di

capocci come ci stranano, e ci mangiano ogni cosa! E il frutto delle

nostre fatiche? Non e altro alla fin fine che per impinguar loro, e noi

non riportare a casa quasi che nulla.

--Ah! dunque anche voi!.... disse Vanni, contento d'aver trovato chi era

del parer suo; e con piu calore seguito:

--Ma e poi? o che e questo soltanto? E la malaria che vi s'ingozza?

Dammi per giunta un canchero o un febbricon che ti pigli, per noi poveri

diavoli tu non trovi un medico neanche per mille fiorini!

--Oh si! che mi discorri di malattie?--soggiunse Fuccio;--mi pare, un

po' piu o un po' meno, che laggiu siamo tutti malati: e, ridotti cosi,

che ti si sdegna lo stomaco di modo, che nessun cibo ci approda. E chi e

di noi che ci si mantenga sano per que' macchioni, quando specie son

vicini a cert'acque stagnanti? Dormir sulla paglia per quelle capanne

senza un po' di copertoio; pigliarci dell'umido e delle frescure;

mangiare alla peggio del pan di saggina e un po' di formaggio, non

bevendo vino che ogni tornata di luna, e faticando come bestie a far

legna e carbone; sfido io se arrivi a sera che a buttarti giu non ti

senta le costole rotte, e piu delle volte un brivido addosso come quello

della quartana! E non ostante ecco qui! Pare che or ora dobbiamo aver

dicatto di poter tornare in quei bassi fondi a discrezione di quelle

arpie, perche ingrassino alle nostre spalle e noi si crepi di fame! Ma

affe di Dio! questa vita non la vo' piu!

--Si, eh?--rispose Vanni.--E' si fa presto a dirlo voi! Ma che fareste,

messere?

--Che farei? Vi sgomentate voi altri a campare in paese? eh? C'e tanti

mestieri senza arrovellarsi, e non riportar mai a casa un becco d'un

fiorino!

--Figuratevi! potessi sapere che verso prendere io, fare' carte false.

Allora il furbaccio--benone--disse tra se: e strettosi piu a lui,

vedendo cosi d'aver preparato il terreno, soggiunse:

--Or bene, amico, vuoi che ti parli chiaro? Ma silenzio veh!... Gia io

non ti conosco.

--Che discorsi mi fate?

--Or su, qua la mano e ascolta.

E soffermatisi sopra una piaggetta da dove squadrando all'intorno, non

scorgevasi anima viva:

--Sappi--disse il masnadiero--che io pure ho lavorato in maremma; e mal

pagato, malazzato, avvilito, ho dovuto convincermi che noi alla fin fine

abbiamo il diritto di vendicarci di chi ha dimolto, e ruba a man salva,

e mangia del nostro, e ci fa tanto soffrire. E ti assicuro che noi,

povera gente... vedi queste braccia nerborute come ce l'ha fatte madre

natura?--e con un certo impeto glie le allungava dinanzi--t'assicuro che

senza tanti scrupoli le possiamo impiegare a fare un po' di contrabbando

con la masnada di Musone...

--Di Musone!--quasi raccapricciando riprese l'altro.

E a faccia fresca ripetevagli Fuccio:

--Si, di Musone. Ed io gia da qualche mese sono entrato...

--Voi!--scostandosi, e accennandolo a dito con istupore--soggiunse

Vanni.

--Si, ti dico, io; e mi son gia messo fra loro.

--E dunque andrete...

--Oh! non mica alla strada a assassinare chi non ti da noia! Diamine!

Oh! che credevi? Non ti pensi che abbia anch'io un po' di coscienza? Ma,

s'intende, a portar carichi di granaglie, di merci, di vino e... e

d'altro.

--Ah! dunque...

--E che non e lavoro come quel di maremma? Non e forse pan guadagnato

anche questo? Non e tutta fatica di groppone, o che tu alzi l'accetta

sulla tua testa a spaccar legna, o t'arrovelli pe' carbonili; o

piuttosto che tu stia giu di qui a far lo spallone, traversando con de'

carichi que' poggi che la--e accennava a que' dirimpetto--passando a

guado il Reno di qui allo Stato Bolognese e viceversa?

--E l'inverno con la neve?--soggiunse l'altro.

--Che vuoi! a meno che una voluta di essa che rotoli giu dal monte non

ti ricopra, puo essere il male di far la rotta: la, la, s'intende,

spalarla, tanto per arrivare da un luogo all'altro.

--Oh! per questo!... la fatica non mi da pena. Ma e la paga?--domando

Vanni gia piu tranquillo.

--Eh, caro mio! La paga, ti posso dire un po' piu che a tagliar legna e

a far del carbone: di brave lire e dei fiorini d'oro.

--Fiorini d'oro?

--E bada, ogni giorno!

--Ogni giorno tu dici? Ma dunque se io per mantener la mia famiglia...

--Sicuro, la tua povera famiglia!... a questi lumi di luna che non c'e

un guadagno... e ora che l'occasione ti si presenta... e a lavorare per

vivere sei obbligato... e ringraziare se te ne danno!...

--Per me--disse Vanni, cercando in certo modo di persuader se

medesimo--oh! per me... che il padrone si chiami Musone, o un maremmano,

po' poi che ci corre?--E si mise a riflettere; quindi alzo una spalla

com'a dir: "che m'importa?"

--Anzi, di' pur che ci corre--soggiunse l'altro--perche alla fatta fine

Musone corre rischio d'essere strangolato.

--Ma adagio un po': allora anche noi!... sospettoso riprese Vanni.

--Oh! per noi non c'e pericolo, sta pur certo! O che c'entriamo noi? Non

si va forse a opra anche qui? Vo' dire che noi lavoriamo per chi ci

paga. Con questa differenza: che in maremma bisognava starci difilato

per sette mesi: e qui.... Dimmi un po', ti par poco di poter lavorare

quasi da casa, e la sera tornarsene?....

--Come, come? tornare anche?

--Non diro mica tutte le sere; ma spesso. E poi, mi capisci? tornarsene

con un bel gruzzolo di fiorini d'oro!

--Si, si, fiorini d'oro!--con fierezza esaltata proruppe Vanni--anch'io

li voglio! Anch'io una volta vo' sentirmene in tasca qualcuno dopo aver

lavorato, cani assassini di maremmi!--E parve questo l'ultimo scrupolo

soffocato.--Se trovo qui chi me ne fa guadagnare, al diavolo voi altri!

e qui con lui.... oh! si; che mi preme? Con lui! Ma quando? Ma dove?

dimando infatuato del tristo divisamento, cui mano a mano l'avea spinto

quel malandrino.

E questi, con un certo mistero:

--La notte che viene, quando sara al suo mezzo farai di trovarti giu

sulla Limentra presso quel ponticello di legno che vedi qui sotto--e

glielo accennava.--Li io stesso ti attendero per condurti subito a opra.

Addio. Ricordati che il silenzio e necessario piu per te che per me! Tu

m'intendi!

Uno strano mutamento si era operato in un subito nel cervello di quel

povero giovane. Il fondo del cuore era buono: ma fino da' primi anni si

mostrava intollerante della fatica. E cosi sempre la vicenda di chi,

ricco o povero, non vuole avere un pensiero al mondo, e non vuol far

niente, e si riduce a mal fine. Avrebbe volentieri campato alle spalle

degli altri; ma non aveva avuto dal padre suo che l'eredita del lavoro.

Questi, un povero spaccalegna, l'aveva avvezzato allo stesso mestiere,

conducendoselo in maremma fin da ragazzo. Morto il padre, comincio da

prender moglie. In Maria a dir vero non poteva combinar miglior donna.

Ella avra avuto un vent'anni. Era sana, avvenente, e d'un'indole

pacifica. Si eran presi per amore, e gia una figliuolina, come abbiam

detto, rallegrava la casa loro. Tutti i pensieri della Maria

consistevano nelle faccende di casa, nel custodir la bambina, e nel

tessere. Vanni tornato di maremma era sempre a opra o di qua o di la. Il

vivere l'avrebbe raccapezzato, se egli del poco fosse stato contento.

Infatti a veder la casuccia di Maria si linda, e si fornita del

bisognevole, si poteva dire che vi era fra loro il ben essere. Ma egli

con un carattere un po' arrogante e inclinato a darsi bel tempo; senza

piu a lato un padre severo; e con una moglie invece tutt'amorosa e

fidente e credula qualunque cosa le avesse detto, e senz'averlo mai

contrariato in nulla, incomincio a frequentar le taverne e a giuocare.

In montagna la gente in generale suol esser casalinga, e di costumi

assai riservati. La lontananza dalla citta gli tien contenti del poco: e

i lor passatempi e stravizzi si riducon fra gli uomini a far la domenica

un po' di combriccola, a sbevucchiare del miglior vino, e a giuocare gli

e vero, ma di quasi che nulla. E se uno cade in ebbrezza, l'altro subito

lo compatisce e l'assiste, e a braccio lo riaccompagna in famiglia. La

mattina poi tornati a opra, possono alquanto burlare sull'accaduto, ma

non per questo che alcun se ne prenda, o che segua scompiglio.

Non e cosi pero ne' luoghi di confine. Le son genti per lo piu che si

guardano in cagnesco, o si ricambiano le viziose abitudini; e allora sul

vizio campano, e fanno campare. Costoro sono i cosi detti

contrabbandieri: antichi quanto il maltalento di rubare a chi piu ha,

specie se e un Comune o uno Stato. Perseguitati dai governi limitrofi,

hanno l'arte di nascondersi, di farsi prestar man forte dai vicini, e

anche farsi reggere il sacco. Di qui il maggior guaio! Pensiamo ora come

fosser terribili in que' tempi, dove que' piccoli Stati non avevan

milizie stanziali; e quelle medesime che dovevan guardare i confini, si

componevano di paesani, e di gente che, a mantenerli, per lo piu ci

trovavano il tornaconto.

Cotesta gente poi era spesso comprata dalle diverse fazioni: sicche era

terribile anche dal lato politico. Infatti dicevasi comunemente che la

banda di Musone se la intendesse col partito de' Neri. Non forse coi

rettori dei Comuni, ma certo co' Guelfi anche dell'alte classi i piu

arrabbiati, che volevano sterminare ad ogni costo ogni avanzo de'

Ghibellini, per bramosia di soprastare, e di assumer essi il comando. E

a tal fine per loro ogni mezzo era buono. Si sapeva che alla Sambuca

facevano spiare a cotesta marmaglia ogni passo del ghibellino

Vergiolesi: e per lo meno lo molestavano; appiattati come erano li sul

confine del Bolognese, nelle folte boscaglie del prossimo paesuccio che

ancor si denomina della Moscacchia, quasi a levante sotto il castello

della Sambuca.

Costoro, fatti piu arditi da simili protettori, si spinsero spesso sino

all'assassinio. Piu volte infatti attentarono alla vita del Vergiolesi.

Molti viaggiatori si sapeva che erano stati aggrediti e spogliati de'

loro averi; ad altri poi, ritenuti in ostaggio, assicurata la vita con

un riscatto di grossa somma. Infine quel limite dei due Comuni, che

erano allora tanti piccoli Stati, era ridotto un passaggio di gran

pericolo. Querele continue si facevano a que' governi; ma troppo deboli,

e spesso avversi fra loro, non riuscivan mai a combinare di pari accordo

l'esterminio di quella banda. Circa una cinquantina d'uomini agli ordini

di Musone v'erano allora, armati come Saracini, di picche, di coltelle,

e di scuri. Nelle notti quanto piu buie, e fra le tempeste piu

arrovellate, allora si che era un via vai di costoro su' pe' confini;

taciti a due a tre,... a saltar fossi, arrampicarsi su pei poggi;

farvisi strada atterrando alberi; e ridiscendere a passar carichi d'ogni

maniera. Il fiume per quanto grosso, non li arrestava: lo passavano a

guado. Sapevano che il loro capo li poneva a gran rischio: perche con le

milizie de' due Stati che vi stavano a tutela dei lor gabellieri non che

de' confini, venivano qualche volta alle prese. Ma riuscito il transito

della roba, che deponevano o nel folto del bosco, o in qualche capanna,

dove di manutengoli non ne mancava, li eran quelli che dovevan

riceverla; i quali, secondo i patti, facevan pervenire a Musone tal

somma, che egli, prelevata la parte sua, ripartiva fra loro, ed era

sempre vistosa. Raro che sulla via si mostrasser di giorno; o se mai,

travestiti, e contraffatti nel viso, quando era forza di aggredire

qualcuno, che a quella data ora, carico di danari, sapevan gia che dovea

transitarvi.

Quest'ultima parte dell'assassino da strada era stata nascosta, anzi

esclusa affatto al marito di Maria. Ma pur troppo chi si pone a una

china tanto precipitosa, anche contro sua voglia bisogna che vada in

fondo! Pero un'impresa non meno rea si esigeva ora da lui. In quella

notte del pattuito ritrovo al ponte della Limentra, insieme con Fuccio

vi venne anche Musone. Il quale da poche parole tenute con Vanni,

accortosi della pasta d'uomo che era, e squadratolo intanto ben bene,

gli fece disegno addosso, e penso: "questo e uomo da farmi buon giuoco;"

e battendogli sopra una spalla, cosi gli disse:

--Bravi fiorini d'oro, giovanotto, potrai buscare, e subito se ti piace,

purche tu ci riporti per filo e per segno quel che si dice e si fa lassu

al castello. E bada! sappiamo che tua moglie va a veglia spesso da

quella vostra dolcissima e appassionatissima castellana. S'intende

dunque che vogliamo anche noi un po' appassionarci per lei, se occorre.

Pero bisogna che da tua moglie tu raccapezzi de' suoi amori; notizie

quante piu poi di Messer Cino; e quando le scrive, e quando ha speranza

di rivederlo.

--Ma io... ma lei!...--rispose egli molto turbato; perche penso come mai

la sua donna potesse tradire quella buona signora!

--Ohe! Non c'e ma che tenga!--l'interruppe risoluto Musone--Tua moglie

ti deve aiutar bene e meglio a far quel che l'altre hanno fatto per gli

uomini della nostra brigata. Perche siccome a loro premono queste

quattro dita di gola,--m'intendi?--cosi tu non vorrai esser da meno per

amor della tua! Ora ti conosciamo, e ti troviamo per tutto! Ma, ti farai

rivedere, spero, la notte seguente, qui, e a quest'ora!--E alzando la

mano minacciosa contro di lui, l'uno e l'altro non fecer piu motto, e

per diversa via si partirono.

Selvaggia de' Vergiolesi · 第 48 / 60 题