CAPITOLO LXVI. _Stato dell'Italia all'epoca
del viaggio e della coronazione dell'imperatore
Sigismondo a Roma; Eugenio IV in guerra coi Colonna,
cogli Ussiti, col Consiglio di Basilea e co' suoi
sudditi. — Rivoluzioni di Firenze; esilio e richiamo
di Cosimo de' Medici._ 1431-1434 _pag._ 3
Cambiamento in Italia ne' tre
secoli che durarono le repubbliche 3
Le rivoluzioni sono più notate
nelle repubbliche, ma non vi
sono più frequenti che negli
altri governi 4
Le rivoluzioni non sono fortemente
sentite che dove distruggono
la felicità nazionale 7
Divisione dell'Italia in quattro
regioni, dispotismo militare in Lombardia 9
Spirito repubblicano della Toscana 10
Anarchia dello stato della Chiesa 11
Il regno di Napoli, monarchia
che cadeva in dissoluzione 12
1431 L'imperatore Sigismondo viene a
cercare in Italia la corona imperiale 12
1431 Inquietudine che cagiona la sua venuta 13
Suo ritratto descritto da Leonardo Aretino 14
25 novembre. È coronato a Milano, senza
che il duca Filippo Maria Visconti consenta
a vederlo 15
1432 maggio. Scaramucce tra il seguito
dell'imperatore e l'armata
fiorentina sotto Lucca 17
Sigismondo si ferma a Siena per trattare
intorno alla pace d'Italia 18
1433 26 aprile. Pace di Ferrara tra i Veneziani,
i Fiorentini ed il duca di Milano 20
30 maggio. Sigismondo riceve a
Roma la corona imperiale 21
1431 20 febbrajo. Morte di Papa Martino V 22
3 marzo. Elezione di Gabriele
Condolmieri, che prende il
nome d'Eugenio IV 23
Carattere violento ed inconsiderato
del nuovo papa 23
Sua guerra contro i Colonna per
ricuperare i tesori di Martino V 24
Guerra della Chiesa contro gli Ussiti 26
Guasti degli Ussiti in Germania 27
1431 I trattati di pace fatti con loro violati
per ordine del papa 29
Istanza della Germania per la
riforma della Chiesa 31
23 luglio. Apertura del concilio
di Basilea convocato da Martino V 32
Lotta del concilio di Basilea
colla corte di Roma 33
Negoziati di Sigismondo tra il
papa ed il Concilio 35
1433 Novembre. Tornata di Sigismondo in Germania 36
Il duca di Milano fa invadere lo stato della
Chiesa dai condottieri licenziati 37
Francesco Sforza stabilito nella
Marca d'Ancona, e Fortebraccio a Tivoli 37
Eugenio IV cede la Marca d'Ancona
a Francesco Sforza 38
È forzato di fuggire a Firenze 39
Stato di Firenze, carattere di Cosimo de'
Medici e della sua fazione 40
Niccolò d'Uzzano, capo della repubblica
impedisce alle parti nemiche di venire
alle mani 41
Dopo la morte di Niccolò d'Uzzano Rinaldo
degli Albizzi vuole cacciare i Medici 44
7 settembre. Cosimo de' Medici, chiamato
innanzi alla signoria, viene arrestato 45
1433 L'assemblea del popolo nomina una balìa,
ossia commissione straordinaria per
giudicarlo 46
3 ottobre. Viene esiliato a Padova,
avendogli il Guadagni salvata la vita 48
Rinaldo degli Albizzi sente il pericolo
di una incompiuta vittoria 49
1434 Settembre. I suoi amici si rifiutano
di secondarlo, quando propone di attaccare
i magistrati che gli erano contrarj 50
È citato a Palazzo: prende le
armi per difendersi 51
La mediazione del papa cagione di sua ruina 52
Viene esiliato con tutto il suo partito,
e Cosimo de' Medici richiamato 52
CAPITOLO LXVII. _Nuova guerra tra il duca
di Milano ed i Fiorentini. — Rivoluzioni
del regno di Napoli; morte di Giovanna II.
Alfonso V, che vuole raccoglierne l'eredità,
viene fatto prigioniere dai Genovesi
nella battaglia di Ponza, indi rilasciato
dal duca di Milano. — Genova ricupera la
libertà._ 1432-1435 54
1434 Nuova guerra tra Firenze ed il
duca di Milano 54
Le guerre abbandonate ai condottieri
non destano alcuno interesse 55
1434 21 gennajo. Il duca di Milano mette,
contro i patti, guarnigione in Imola 56
28 agosto. Battaglia presso Castel
Bolognese tra Gattamelata e Tolentino 57
1435 10 agosto. Nuova pace che ristabilisce tutte
le parti ne' loro diritti anteriori alla guerra 58
1416-1432 Credito di Ser Gianni Caraccioli presso
Giovanna II regina di Napoli, e sua insolenza 59
1432 Congiura di Cobella Ruffa,
duchessa di Suessa, per perderlo 60
17 agosto. Il Caraccioli ucciso tra le feste
date in corte pel matrimonio di suo figlio 62
Suoi uccisori ricompensati dalla regina 62
Luigi III d'Angiò, duca di Calabria, domanda
invano d'essere richiamato a Napoli 63
1434 Novembre. Morte di Luigi III
figlio adottivo di Giovanna II 64
Sforzi d'Alfonso d'Arragona per far
riconfermare la sua precedente adozione 65
1435 2 febbrajo. Morte di Giovanna II 66
Diritti di Renato d'Angiò, d'Alfonso
d'Arragona, e della santa Sede alla corona di
Napoli 66
1435 I Napolitani si dichiarano per
Renato d'Angiò 68
Il duca di Suessa, il principe di Taranto
ed il conte di Fondi abbracciano il partito
d'Alfonso d'Arragona 69
Alfonso assedia Gaeta, difesa
da una guarnigione genovese 69
Magnanimità d'Alfonso verso gli assediati 71
Biagio d'Assereto conduce una flotta
genovese in soccorso di Gaeta 73
5 agosto. Battaglia di Ponza
tra Assereto ed Alfonso 74
Alfonso rendesi prigioniero a
Giacomo Giustiniani 75
Sono presi i suoi fratelli e le sue flotte 76
Il Visconti, geloso dei Genovesi, fa condurre
questi prigionieri a Milano 77
Accoglie Alfonso generosamente 78
Il re d'Arragona gli fa sentire
il pericolo d'accrescere il
potere de' Francesi in Italia 79
Brillante carattere d'Alfonso, e
suoi mezzi di seduzione 82
Si associa al duca di Milano,
che gli rende la libertà 84
Il Visconti vuole rimandarlo a
Napoli colle galere genovesi 85
Violento irritamento de' Genovesi 86
1435 27 dicembre. Prendono le armi,
scacciano la guarnigione milanese,
e ricuperano la libertà 87
CAPITOLO LXVIII. _Gli emigrati Fiorentini
persuadono il duca di Milano a ricominciare
la guerra contro Firenze. — Questa
repubblica, malcontenta di Venezia,
fa una separata tregua; assedio di Brescia,
pericolo di Venezia._ 1434-1438 89
Confronto del sistema politico
delle due repubbliche di Venezia
e di Firenze 89
I diritti de' cittadini violati a
Venezia dal governo 90
La libertà di tutti violata a
Firenze dalle fazioni 91
1381-1434 Regno della fazione degli Albizzi
e sua nobile politica 92
1434 Il partito democratico, che trionfa
con Cosimo de' Medici,
compromette la libertà più che
non aveva fatto l'aristocrazia 93
La fazione dei Medici provvede
alla sua sicurezza colle condanne
e coi supplicj 94
1436 Rinaldo degli Albizzi eccita
il duca di Milano a fare la
guerra a Firenze 96
Gli promette gli ajuti del suo partito 97
Il Visconti manda Niccolò Piccinino
con un'armata ai confini
della Liguria e della Toscana 99
1436 I Fiorentini oppongono Francesco
Sforza a Piccinino 100
Lo Sforza, sovrano della Marca
d'Ancona, previene le congiure
d'Eugenio IV contro di lui 101
Aspira alla mano di Bianca Visconti,
e intanto cerca di mantenere
contro il di lei padre
l'equilibrio d'Italia 102
Origine delle due fazioni militari
di Braccio e di Sforza 103
Ottobre. Lo Sforza ferma Niccolò
Piccinino ai confini di Lucca e di Pisa 104
1437 8 febbrajo. Riporta contro di
lui un vantaggio sotto Barga 105
Guasta il territorio di Lucca, abbandonato
dal Piccinino 106
Il Gattamelata, generale veneziano, attacca
il Visconti, ed è battuto al passaggio
dell'Adda 107
Lo Sforza, rimandato in Lombardia,
ricusa di passare il Po
per soccorrere i Veneziani 108
1438 28 aprile. Soscrive una tregua di dieci anni
tra i Fiorentini, i Lucchesi ed il duca di
Milano 109
Versatilità del Visconti, che rende
inintelligibile la sua condotta 110
1438 Quale parte prende nella guerra
tra Alfonso e Renato 110
1431 Renato prigioniere del duca di
Borgogna, mentre Alfonso lo
era del duca di Milano 111
1436 Elisabetta sua sposa viene a
combattere Alfonso 111
1437 Viene spalleggiata da papa Eugenio IV 113
1438 Il duca di Milano mostra di
dare soccorso ai due competitori 114
Vuole staccare Venezia da tutti
i suoi alleati 115
Di suo ordine il Piccinino seduce
il papa, proponendogli una
perfidia contro lo Sforza 116
16 aprile. Costringe Ravenna a
porsi sotto la protezione milanese 117
Bologna scontenta dopo il supplizio
d'Antonio Bentivoglio (1435) 118
21 maggio. Il Piccinino fa ribellare
Bologna contro il papa 119
Solleva tutta la Romagna contro la Chiesa 121
Il Visconti richiama lo Sforza
di già entrato negli Abruzzi 122
Il Piccinino attacca i Veneziani
nel Bresciano 123
1438-1440 Bell'assedio di Brescia, sostenuto
da Francesco Barbaro 124
1438 agosto. La peste si manifesta in città 126
1438 novembre e dicembre. Frequenti
assalti respinti dagli assediati 126
16 dicembre. Il Piccinino converte
l'assedio in blocco 127
I Veneziani scoraggiati chiedono
soccorso a Firenze 129
CAPITOLO LXIX. _I Fiorentini abbracciano con
vigore le difese di Venezia. Battaglie di
Tenna, d'Anghiari e di Soncino. Liberazione
di Brescia. Pace di Martinengo, per
la quale il Visconti dà sua figlia a Francesco
Sforza, generale de' suoi nemici._ 1439-1441 130
1439 L'alleanza di Firenze e di Venezia
aveva per base i sentimenti
dei due popoli 130
Foscari e Cosimo de' Medici avevano
cercato di disunirli 131
Ma lo zelo de' Fiorentini si risveglia,
udendo il pericolo di Venezia 132
La soccorrono generosamente 133
18 febbrajo. Sottoscrivono un
trattato d'alleanza e di sussidj
con Venezia e col conte Sforza 134
Spediscono Neri Capponi a portarne
la notizia a Venezia 135
Lo Sforza lascia la Marca e conduce
la sua armata a Venezia 136
Il Piccinino gli chiude la strada
di Verona e di Brescia 137
1439 Lo Sforza conduce a Verona la sua armata
a traverso alle montagne 138
I Veneziani, per soccorrere Brescia,
trasportano a traverso ai
monti una flotta sul lago di Garda 139
26 settembre. Questa flotta è
bruciata dalla milanese, e lo
Sforza viene respinto presso Brandolino 140
Lo Sforza intraprende di fare per
le montagne il giro del lago 141
9 novembre. Rompe il Piccinino a Tenna 142
Il Piccinino attraversa tutto il
campo dello Sforza, portato da
un suo servitore in un sacco 143
16 novembre. Otto dì dopo la
sua disfatta, sorprende Verona 144
Generosità di Giacomo Marancio,
che conserva allo Sforza
il passo delle strette dell'Adige 145
19 novembre. Lo Sforza rientra in Verona
e ne scaccia il Piccinino 147
Torna a Tenna, ma il rigore
del freddo lo costringe ad
abbandonare l'assedio di questo
piccolo castello 148
1440 Il Piccinino propone al Visconti
d'attaccare lo Sforza
nella Marca d'Ancona 149
S'intende segretamente con Gio.
Vitelleschi, patriarca d'Alessandria,
e favorito d'Eugenio IV 150
1440 7 febbrajo. Il Piccinino passa il
Po, e minaccia la Toscana 152
Lo Sforza vuole seguirlo, e gli
ambasciadori fiorentini lo trattengono 153
I Malatesti accolgono il Piccinino,
ed abbandonano il partito de' Fiorentini 154
18 marzo. Il Vitelleschi, arrestato
dal governatore di Castel sant'Angelo,
è messo a morte 155
La sua armata spedita dal papa
in ajuto de' Fiorentini 157
10 aprile. Il Piccinino entra in
Toscana per Marradi, e guasta il Mugello 158
Francesco Battifolle, conte di
Poppi, si ribella contro i Fiorentini,
e chiama il Piccinino nel Casentino 159
25 maggio. Vigorosa resistenza
di Castello san Niccolò, che
dà tempo ai Fiorentini di apparecchiare
l'armata 160
Il Piccinino, richiamato in Lombardia
dal Visconti, vuole prima dare battaglia 161
29 giugno. Attacca i Fiorentini
ad Anghiari 163
Ostinata battaglia presso al ponte
sul Tevere ad Anghiari 164
1440 Rotta del Piccinino, prigionia
di mezza l'armata 164
Indisciplina ed insubordinazione
de' vincitori 166
Battaglie senza effusione di sangue 167
Il conte di Battifolle è spogliato
de' suoi feudi, posseduti cinquecent'anni
dalla sua famiglia 169
10 aprile. La flotta milanese,
sul lago di Garda, battuta
dal Contarini 170
3 giugno. Lo Sforza in assenza del
Piccinino passa il Mincio 171
Batte i generali del Visconti a Soncino 172
Scaccia i Milanesi dagli stati di
Bergamo e di Brescia 172
Prende Peschiera al marchese di Mantova 173
Manda ai Veneziani le proposizioni
di pace fattegli dal marchese d'Este 175
Mette l'armata ai quartieri d'inverno 176
1441 24 febbrajo. I Veneziani tolgono
la signoria di Ravenna ad
Ostazio da Polenta 177
Accordano premj a Francesco
Barbaro ed ai Bresciani 178
13 febbrajo. Il Piccinino sorprende
a Chiari i quartieri dello Sforza 179
25 giugno. Battaglia di Cignano
tra Sforza e Piccinino senza
vantaggio da veruna parte 180
1441 Lo Sforza assedia Martinengo, e si
trova assediato dal Piccinino 181
Sua disastrosa posizione 181
Inaspettata proposizione di pace
fattagli dal duca di Milano 183
Il Visconti si getta tra le braccia
dello Sforza, piuttosto che
cedere alle domande di Piccinino 184
Disperazione del Piccinino quando
il Visconti gli ordina di
sospendere le ostilità 185
24 ottobre. Francesco Sforza
sposa Bianca Visconti, e riceve
in dote Cremona e Pontremoli 187
20 novembre. Come arbitro pronuncia
il trattato di pace di
Capriana tra le repubbliche
ed il duca di Milano 187
CAPITOLO LXX. _Carattere d'Eugenio IV;
concilj di Basilea, di Ferrara e di Firenze;
Renato d'Angiò contrasta ad Alfonso la
conquista del regno di Napoli. — Perde
la sua Capitale, ed abbandona l'Italia._ 1436-1442 189
Grandi catastrofi prodotte talvolta
da uomini senza vera grandezza 189
Carattere d'Eugenio IV secondo
gli scrittori ecclesiastici 191
Sua mancanza di fede, ed instabilità 192
Natura delle credenze religiose
che gli servivano d'appoggi 193
La religione era affatto staccata
dalla morale 193
L'intolleranza era il solo sentimento
religioso che conservasse
qualche impero sulle anime 194
1434 Perfidie esercitate contro gli
Ussiti, e raccontate come lodevoli azioni 196
La riforma di Boemia e quella
del concilio di Basilea non
hanno partigiani in Italia 198
Spirito d'indipendenza dei Tedeschi
comunicato al concilio di Basilea 199
1436 _Compactata_ de' Boemi approvata
dal Concilio 199
La maggior parte de' decreti
del concilio non sono che
vane declamazioni 200
Attacchi democratici del concilio
contro le usurpazioni della
corte di Roma 201
Il concilio disgusta l'imperatore
Sigismondo, che muore l'8
dicembre del 1437 203
Negoziazioni di Giovanni VI
Paleologo col papa e col concilio 203
Si decide a favore di papa Eugenio IV 205
1437 1 ottobre. Il papa dichiarato
contumace dal concilio di Basilea 206
1438 6 ottobre. Concilio rivale aperto
a Ferrara dal papa di concerto
coll'imperatore Paleologo e
coi deputati del clero greco 206
Controversia coi Greci agitata
nel nuovo concilio 208
1439 6 luglio. Questo concilio traslocato
a Firenze vi proclama
l'unione delle due chiese 210
Vantaggio che ottiene Eugenio
da questa pretesa unione, e
da quella delle altre chiese orientali 211
5 novembre. Amedeo VIII di
Savoja eletto dal concilio sotto
il nome di Felice V 212
Guerre d'Eugenio IV come principe
temporale 214
1438 19 maggio. Arrivo di Renato
d'Angiò nel regno di Napoli 215
1438-1441 Continuo decadimento del suo partito 216
Alfonso vuol chiudere a Francesco
Sforza l'ingresso nel
regno di Napoli 217
1440-1441 Gli toglie i suoi feudi, batte i
suoi luogotenenti 218
Respinge il card. di Taranto,
mandato dal papa in soccorso di Renato 219
1441-1442 Assedia Renato in Napoli 219
1442 gennajo. Francesco Sforza si pone
in marcia per ricuperare i
suoi feudi, e liberare Napoli 220
1442 Filippo Visconti risolve d'impedirlo 221
La morte di Niccolò, marchese
d'Este, (26 dicembre 1441)
fa perdere allo Sforza il suo
credito alla corte di Milano 222
Il Visconti offre al papa il Piccinino
per attaccare lo Sforza
nella Marca d'Ancona 223
2 giugno. Napoli è sorpresa da Alfonso 224
Renato d'Angiò abbandona il suo regno 225
I Fiorentini negoziano due trattati
tra lo Sforza e il Piccinino;
vengono ambidue rotti dall'autorità
del papa 226
Lo Sforza, abbandonato dai suoi
generali, perde tutto ciò che
possedeva tuttavia nel regno di Napoli 227
Renato, nella sua fuga, riceve
a Firenze la corona di Napoli
dalle mani d'Eugenio IV 228
CAPITOLO LXXI. _Alfonso di Napoli, Eugenio
IV ed il duca di Milano si uniscono
contro Francesco Sforza per togliergli la
Marca d'Ancona. Le repubbliche di Firenze,
di Venezia prendono a difenderlo. — Rivoluzione
di Bologna. Morte d'Eugenio IV
e di Filippo Maria Visconti._ 1443-1447 230
Gelosia che sentono i legittimi
principi contro un soldato asceso
sul trono 231
Accanimento de' principi Italiani
contro Francesco Sforza 232
Il papa è il più caldo de' suoi nemici 232
1443 Sua alleanza con Alfonso per
cacciare lo Sforza dalla Marca 233
Lo Sforza lascia la campagna e
si chiude in Fano 234
Il Visconti persuade Alfonso a
non proseguire ne' suoi vantaggi 235
Francesco Piccinino fa arrestare
in Bologna Annibale Bentivoglio 236
5 giugno. Il Bentivoglio è liberato
di prigione dagli amici
e ricondotto in Bologna 237
Viene posto alla testa della
repubblica, che fa alleanza
coi Fiorentini e coi Veneziani 238
1441 settembre. Baldaccio d'Anghiari
ucciso a Firenze dal partito
dei Medici 240
1444 maggio. Nuove violenze esercitate
a Firenze dalla fazione dei Medici 242
1443 18 ottobre. I Fiorentini fanno
firmare una nuova alleanza
tra il Visconti e suo genero Sforza 243
1443 Sforza tradito da Brunoro e
da Troilo di Rossano 243
Li rende sospetti ad Alfonso
che li fa arrestare 244
Avventure di Brunoro e della
sua amica Bona, che gli fa
riavere la libertà 245
I nemici dello Sforza prendono
i quartieri d'inverno 247
8 novembre. Lo Sforza sorprende
Niccolò Piccinino, e lo
rompe a Monte Lauro 248
1444 L'esaurimento delle proprie finanze
non permette allo Sforza
approfittare de' suoi vantaggi 249
Il Piccinino richiamato a Milano
da Filippo Visconti 251
19 agosto. I suoi figli vinti a
Mont'Olmo da Francesco Sforza 252
10 ottobre. Lo Sforza ottiene la
pace da papa Eugenio IV 254
Niccolò Piccinino s'inferma a
Milano di crepacuore 255
15 ottobre. Sua morte e suo carattere 257
8 settembre. Morte di Giovan
Francesco di Gonzaga; suo
figliuolo Lodovico gli succede 257
Il Visconti prende sotto la sua
protezione Francesco e Giacomo,
figli di Niccolò Piccinino 258
Vuole porre alla testa delle
sue truppe Sarpellione, luogotenente
di Francesco Sforza 259
29 novembre. Questi, prevedendo
la sua diserzione, lo fa morire 260
1442-1444 Rivoluzioni nel contado di Montefeltro 261
1444 agosto. Federico di Montefeltro
s'attacca a Francesco Sforza 262
Questi si disgusta con Sigismondo
Malatesta, per avere comperato Pesaro
per suo fratello Alessandro 262
1445 Pratiche del papa e del duca
di Milano contro Annibale
Bentivoglio a Bologna 263
24 giugno. Il Bentivoglio assassinato
ad un battesimo 264
Il partito del Bentivoglio si vendica
de' congiurati 266
La casa Bentivoglio e la repubblica
di Bologna si trovano senza capo 267
I Bolognesi scoprono a Firenze
un figlio adulterino d'Ercole
Bentivoglio 268
L'invitano a porsi alla testa della
loro repubblica 268
13 novembre. Santi Cascese lascia
il suo nome per quello
di Santi Bentivoglio, e fa il
suo ingresso in Bologna 269
Eugenio IV, Alfonso ed il duca
di Milano, attaccano di nuovo
Francesco Sforza nella Marca 270
Agosto. Rivoluzione d'Ascoli e
di parte della Marca 271
1445 Lo Sforza si ritira nelle contee
d'Urbino e di Montefeltro 273
26 novembre. Ribellione di Fermo
e di tutta la Marca, tranne Jesi 274
1446 I Veneziani ed i Fiorentini consigliano
lo Sforza a marciare verso Roma 275
Giugno. Suo troppo tardo ingresso
nell'Umbria e nel Patrimonio;
vi soffre la fame 275
Alessandro Sforza abbandona suo
fratello, e fa un trattato col papa 277
Filippo Visconti fa attaccare
Cremona e Pontremoli 278
I Veneziani ed i Fiorentini risguardano
quest'attacco come
un'infrazione al trattato di
Capriana, e dichiarano la
guerra al duca di Milano 279
6 luglio. Carlo Gonzaga, generale
del duca, viene disfatto
a Castel San Giovanni 280
Vani trattati per ristabilire la pace 281
29 settembre. Francesco Piccinino
rotto a Casal Maggiore da Michele da
Cotignola, generale veneziano 283
Michele da Cotignola guasta il
territorio fin presso alle porte di Milano 284
Francesco Sforza ricupera il vantaggio
ai confini della Marca 285
1446 Spavento del Visconti; chiede
soccorso al re Alfonso 287
Ed al re di Francia, Carlo VII,
cui offre la restituzione di Asti 288
Finalmente a suo genero Francesco Sforza 288
Questi si rende sospetto ai Veneziani 290
1447 Ottiene l'assenso di Cosimo
de' Medici per mutar partito 291
23 Febbrajo. Morte d'Eugenio IV 292
4 Marzo. Tentativo dei Veneziani
per sorprendere Cremona 294
Marzo. Francesco Sforza accetta
le offerte di suo suocero e si
distacca dai suoi alleati 294
Nuovi sospetti del Visconti, che
fermano la marcia dello Sforza 296
I Veneziani ricominciano i loro
guasti nel Milanese, ed offrono
ai popoli la libertà 297
Filippo ricorre nuovamente a
Francesco Sforza, che cede
Jesi e tutta la Marca al papa 298
9 Agosto. Lo Sforza si pone in
viaggio per soccorrere suo suocero 299
13 agosto. Morte del Visconti
nel castello di Porta Zobbia 299
1447 Ritratto di Filippo Maria, l'ultimo
dei Visconti, duca di Milano 302
CAPITOLO LXXII. _Sforzi de' Milanesi per
riavere la libertà; Francesco Sforza entra
al servigio della nuova repubblica; sue
vittorie sui Veneziani a Piacenza, a Casalmaggiore
ed a Caravaggio._ 1447-1448 303
Le rivoluzioni, prodotte in Italia
dai condottieri, devono infine
produrre la grandezza di uno
di loro, e la ruina di tutti gli altri 303
La perfidia di Francesco Sforza
fu piuttosto un delitto del suo
secolo che un delitto suo 304
Tutti i pretendenti alla successione
dei Visconti erano senza
legittimi titoli 306
La successione nella famiglia de'
Visconti non era stata regolata
dalle leggi 306
Frequente succesione dei bastardi
in tutte le signorie Italiane 307
Pretesi diritti della casa d'Orleans,
dell'imperatore e del
re di Napoli 308
Tutti i Visconti avevano regnato
in virtù di una nomina del
concilio di Milano 310
1447 Scontento de' Milanesi quando
morì Filippo Visconti 311
Segreti intrighi nel concilio del
duca per trasferire la sovranità
al re Alfonso di Napoli 312
1447 14 agosto. Rivoluzione in Milano
per istabilire una repubblica 313
Pompa funebre dell'ultimo duca abbandonata 314
Le due fortezze, cedute dal Consiglio
agli Arragonesi, sono riprese 315
La repubblica di Milano domanda
la pace a quella di Venezia
e non può ottenerla 316
Falsa politica de' Veneziani combattendo
Milano 317
Rivoluzioni in tutte le città della
Lombardia 318
Negoziazioni de' Milanesi con
Francesco Sforza 318
Agosto. Francesco Sforza entra
al servigio della repubblica di Milano 321
3 settembre. Passa l'Adda, e fa
ritornare l'armata veneziana 323
Chiama Bartolomeo Coleoni al
servigio dei Milanesi 325
Pratiche dei varj pretendenti all'eredità
de' Visconti 325
La città di Pavia si dà in sovranità
allo Sforza 326
Scontento del Senato di Milano 327
Tutti i vicini dei Milanesi fanno
conquiste in Lombardia 329
Pretese di Carlo d'Orleans, figlio
di Valentina Visconti 330
Lo Sforza cerca di non azzuffarsi
con Dresnay, luogotenente del
duca d'Orleans in Asti 332
11 ottobre. Dresnay disfatto
presso a Bosco da Bartolomeo Coleoni 333
Lo Sforza intraprende l'assedio
di Piacenza 334
Impedisce le comunicazioni di
questa città colle campagne e col Po 335
Non si lascia smuovere dai tentativi
di Michele da Cotignola
sul Milanese e sul Pavese 336
16 novembre. Lo Sforza avendo
battuto in breccia le mura di
Piacenza, dà l'assalto 337
Piacenza presa a viva forza 339
Orribile sacco di questa città;
i cittadini venduti al migliore
offerente 341
1448 Nuove cagioni di diffidenza tra
lo Sforza ed il Senato di Milano 343
Preliminari di pace tra Venezia
e Milano fatti a Bergamo 344
Sono rigettati dal consiglio degli
ottocento a Milano, per via degl'intrighi
di Francesco Sforza 345
1 maggio. Lo Sforza toglie ai
Veneziani ciò che possedevano
sulla diritta dell'Adda 346
La flotta d'Andrea Querini rimonta
il Po, e si avvicina a Cremona 347
1448 Lo Sforza intraprende contro il
proprio avviso l'assedio di Lodi 348
16 luglio. Torna contro la flotta
del Querini, e l'attacca innanzi
a Casal Maggiore 350
Gli fa tagliare la ritirata da
Biagio d'Assereto 350
17 luglio. La brucia prima che
il Cotignola possa giugnere
in soccorso 353
Pericolo del saccheggio della flotta
in presenza del nemico 354
Il Senato di Milano ordina allo
Sforza di assediare Caravaggio 356
1 agosto. Il Cotignola si avanza
per liberare Caravaggio 358
Le due armate si fortificano
l'una in presenza dell'altra 358
Dissenso tra i generali veneziani
intorno al partito da prendersi 359
Ricorrono al Senato di Venezia,
che ordina di attaccare lo Sforza 361
15 settembre. Battaglia di Caravaggio 362
Viene fatta prigioniera quasi
tutta l'armata Veneziana 364
Lo Sforza lascia in libertà i prigionieri
dopo averli spogliati 365
CAPITOLO LXXIII. _Francesco Sforza abbandona
i Milanesi e passa colla sua armata
al servizio dei Veneziani. Furore del partito
popolare a Milano; blocco e miseria
di questa città; i Veneziani gli accordano
la pace, ma Francesco Sforza prosegue i
suoi attacchi, ed all'ultimo costringe i
Milanesi a riconoscerlo per loro Duca._ 1448-1450 366
1448 Grandezza delle perdite fatte dai
Veneziani una dietro l'altra 366
I due stati desiderano la pace,
ma lo Sforza vuole continuare la guerra 367
19 novembre. I Veneziani levano
il comando a Michele Attendolo 368
Negoziano collo Sforza, cui promettono
il ducato di Milano 370
18 ottobre. Trattato tra Venezia
e lo Sforza che abbandona i Milanesi 371
Lo Sforza dichiara al suo esercito
i motivi per cui si debbe lagnare
dei Milanesi 371
Trova tra i Lombardi numerosi partigiani 373
Occupa Piacenza 374
Distribuisce le truppe ne' quartieri
d'inverno intorno a Milano 375
Sue proposizioni ai Milanesi, e
risposta di Giorgio Lampugnano 376
Apparecchi di difesa dei Milanesi;
nominano generali Francesco
Piccinino e Carlo Gonzaga 378
1448 Lo Sforza prende Abbiategrasso 379
Sottomette la vicina provincia dei laghi 380
Gli aprono le porte Romagnano,
Tortona ed Alessandria 380
1449 Intrighi del Gonzaga col partito
democratico a Milano 381
I nobili Ghibellini propongono
di accordare allo Sforza una
limitata autorità 382
Sono puniti di morte, ed il
governo di Milano diventa
rivoluzionario 383
I Piccinini disertano dall'armata
milanese, e si riuniscono allo Sforza 384
Febbrajo. La città di Parma
s'arrende ad Alessandro Sforza 384
Vittoria dei Milanesi sulle truppe
dello Sforza sotto Monza 385
Il duca di Savoja manda un'armata
in soccorso dei Milanesi 386
Defezione dei Piccinini che tornano
ai Milanesi 387
Numerosa milizia dei Milanesi;
armata di fucili, la quale
non può far levare l'assedio di Marignano 389
20 aprile. I Savojardi sconfitti
da Bartolomeo Coleoni presso
Borgo Mainero 392
Maggio. Ribellione del castello
di Vigevano contro lo Sforza,
che viene ad assediarlo 393
1449 3 giugno. Assalto dato a Vigevano 394
Valorosa resistenza degli assediati 395
4 giugno. Vigevano obbligato a capitolare 397
1 luglio. Proposizioni di pace
fatte dai Milanesi ai Veneziani 398
11 settembre. Crema e Lodi tolte
ai Milanesi dallo Sforza 399
Armistizio tra i Milanesi ed i Veneziani 400
27 settembre. Trattato di pace
firmato a Brescia tra le due repubbliche 401
Francesco Sforza finge di volervi
accedere, ed accorda ai Milanesi
una tregua 402
16 ottobre. Morte di Francesco Piccinino 403
20 ottobre. Lo Sforza rifiuta il
trattato di pace, e continua
solo in proprio nome la guerra
contro i Milanesi 404
28 dicembre. Batte Sigismondo
Malatesta, mandato dai Veneziani
in soccorso dei Milanesi 406
1450 20 gennajo. Fa la pace col
duca di Savoja 406
I Milanesi ed i soldati dello
Sforza mancano egualmente
di vittovaglie 407
Jacopo Piccinino cerca di aprire
una comunicazione tra i Milanesi
e l'armata veneziana 408
1450 Estrema carestia in Milano 409
Il Malatesta non osa dare battaglia
per liberare Milano 409
25 febbrajo. Sollevazione in Milano;
gl'insorgenti occupano
il palazzo del pubblico 410
26 Febbrajo. Gl'insorgenti si
adunano per deliberare a Santa
Maria della Scala 411
Gaspare da Vimercate loro propone
di darsi allo Sforza 412
Ultimi sforzi d'Ambrogio Trivulzio
per imporre condizioni allo Sforza 413
Lo Sforza ricevuto in Milano e
proclamato duca dal popolo 414
Osservazioni sulla sorte della sua
dinastia 415
CAPITOLO LXXIV. _Politica di Cosimo de'
Medici. — Guerra di Piombino tra il re
di Napoli ed i Fiorentini. — Ultimi sforzi
de' Veneziani e d'Alfonso contro lo Sforza
sostenuto da' Fiorentini; pace di Lodi._ 1447-1454 417
Il governo degli Albizzi a Firenze
non avrebbe acconsentito
alla servitù della repubblica milanese 418
Cosimo de' Medici più personale
e meno amico della libertà
che gli Albizzi 419
Grandezza di Cosimo fondata su
la sua fortuna, e sul nobile
uso ch'egli ne faceva 419
Cosa fece per le lettere, per la
filosofia, per le arti 421
La politica del Medici indegna
della nobiltà del suo carattere 425
1447 Giugno. Tentativi d'Alfonso in
Val d'Arno di sopra 427
Settembre. Alfonso invade le
maremme toscane 429
1448 Maggio. Vuole occupare Piombino,
il di cui signore si
pone sotto la protezione de' Fiorentini 429
15 luglio. Vani sforzi della flotta
fiorentina per portare vittovaglie
in Piombino 431
Settembre. Bella difesa di Piombino
che rispinge un assalto generale 433
Ritirata d'Alfonso dopo avere
perduta molta gente nella Maremma 435
1449 Soccorsi chiesti ai Fiorentini dai
Veneziani e dallo Sforza 436
Neri Capponi vuole che i Fiorentini
secondino lo stabilimento
della libertà milanese 437
Cosimo de' Medici vuole il contrario
e dimanda che si ajuti lo Sforza 439
1450 Tripudio del popolo fiorentino
per la vittoria dello Sforza 440
Politica e situazione di Francesco Sforza 441
Peste in Lombardia portata a
Roma dai pellegrini del Giubileo 443
1450 Mutazione nelle alleanze delle
potenze d'Italia 444
1449 Guerra marittima d'Alfonso e de' Veneziani 444
1450 Lodovico III Gonzaga, marchese
di Mantova, rivale di suo fratello Carlo 446
15 novembre. Carlo arrestato
dal duca di Milano, cui si
riconcilia Lodovico 446
1441-1450 Pacifico regno di Lionello, marchese d'Este 447
1450 1 ottobre. Gli succede Borso
d'Este, suo fratello naturale 449
Guglielmo, fratello del marchese
di Monferrato, arrestato poi
rilasciato da Francesco Sforza 449
29 giugno. Pace tra Alfonso ed
i Fiorentini 450
1451 6 marzo. Alleanza de' Veneziani
e d'Alfonso comunicata con
minaccia ai Fiorentini 451
20 giugno. Tutti i Fiorentini
scacciati dal territorio di Venezia 453
7 giugno. Tentativo dei Veneziani
per mutare il governo di Bologna 454
Le ostilità ritardate dalla spedizione
in Italia di Federico III 455
1438-1439 Regno d'Alberto II d'Austria 456
1440 2 febbrajo. Elezione di Federico
III, figlio d'Ernesto, duca
d'Austria e di Stiria 457
1452 Federico invita Eleonora sua
sposa a scontrarlo in Toscana 457
3 febbrajo. Giungono Eleonora
a Livorno e Federico a Firenze 459
18 marzo. Coronazione di Federico
III a Roma 460
Aprile. Brillanti feste date dal
re di Napoli all'imperatore 461
15 maggio. Modena e Reggio
erette in ducato a favore di
Borso d'Este 461
Scandalosa venalità della corte imperiale 462
16 maggio. I Veneziani muovono
guerra al duca di Milano, il
re di Napoli ai Fiorentini 463
Poco gloriosa campagna di Ferdinando,
duca di Calabria, in Toscana 464
Lo Sforza attaccato dai Veneziani,
dal duca di Savoja e
dal marchese di Monferrato 465
26 Luglio. Guglielmo di Monferrato
sorpreso e disfatto a Canina 466
Alessandro Sforza battuto nel Lodigiano 467
Novembre. Ridicola sfida del
Piccinino e di Francesco Sforza
sul piano di Montechiaro 468
1453 Diserzione ne' due eserciti; vergognose
pratiche durante l'inverno 469
1453 Apparecchi di difesa dei Fiorentini 472
Seconda campagna di Ferdinando
in Toscana 472
Gherardo Gambacorti vuol tradire
la repubblica 473
12 agosto. Perde la propria
contea di Bagno 474
Renato d'Angiò chiamato in Italia
dai Fiorentini e dal duca di Milano 475
La campagna si passa in scaramucce
fino al di lui arrivo 477
15 settembre. Renato ristabilisce
la pace tra il marchese di
Monferrato ed il duca di Milano 478
19 ottobre. Ferocia dei soldati
di Renato alla presa di Pontevico 479
Terrore degli stati veneziani e
dell'armata del Piccinino 480
Renato, dopo una campagna di
tre mesi, vuole abbandonare l'Italia 482
29 maggio. Costantinopoli presa
dai Turchi; spavento dell'Italia,
ed universale desiderio di pace 483
1454 Assurde pretese delle parti e la
cattiva fede del papa ritardano
la pace nel congresso di Roma 485
1454 I Veneziani trattano in segreto
e separatamente collo Sforza 486
1455 9 aprile. Pace di Lodi conchiusa
tra le due potenze a nome di
tutte le altre 488
26 gennajo. Accessione del re
Alfonso alla pace di Lodi 490