Na setta de garganti che rrameggia
E vvò tutto pe' fforza e ccò li stilli;
Un Papa maganzese che stancheggia,
Promettennosce tordi e cce dà ggrilli;
N'armata de Todeschi che ttraccheggia,
Ecce vò un occhio a ccarzalli e vvestilli:
Un diluvio de frati che scorreggia,
E intontisce er Zignore cò li strilli:
Preti cocciuti ppiù dde tartaruche;
Edittoni da facce un focaraccio.
Spropositi ppiù ggrossi che ffiluche:
Li cuadrini serrati a ccatenaccio;
Furti, castell'in aria e ffanfaluche:
Eccheve a Rroma una commedia a bbraccio.
Un ultimo quadro (mi si perdoni se citando il Belli io debbo sovente
riferire immagini e parole sconvenienti e rozze; le ho, per quanto
era possibile, evitate, ma non del tutto, che son troppo familiari a
lui e alla plebe di Roma e troppo caratteristiche) un ultimo quadro di
_genere_ e passeremo ad altri argomenti.