ARREOTIMO. Sono tra il vivo e il morto: onde s'i' fussi dimandato qual
fussi o morto o vivo, non saprei che rispondergli, cosí ho l'animo
turbato tra il timore e la speranza, dubitando che Erasto non
s'incontri con Cintia e non s'ammazzino insieme! L'ho attesa a casa e
non è ancor venuta, né la balia che è gita in cerca di lei ha potuto
trovarla.
DULONE. Arreotimo, vi prega Sinesio che vegnate a casa, ché vi stanno
aspettando con grandissimo desiderio.
ARREOTIMO. Si sa nuova di Cintia?
DULONE. Ivi è Cintia ed Erasto.
ARREOTIMO. Sono accordati insieme?
DULONE. Poco contrasto ci ha voluto per accordargli; or con
grandissimo contento di ciascheduno si sposano insieme Cintia con
Erasto, e Lidia con Amasio, e tutta la casa è in gioia.
ARREOTIMO. O Dio, come ti renderò io grazie bastanti, se ben mentre io
vivesse stesse sempre in un perpetuo rendimento di grazie?
DULONE. Ci è maggior allegrezza.
ARREOTIMO. Qual può esser maggiore?
DULONE. Cintia vi manda a dir che, per temprarvi il dolore di non aver
Cintio che pensavate, ma una femina Cintia, e ché non vi dogliate di
Ersilia, la sua madre, e di lei, v'ha partorito un bel maschio.
ARREOTIMO. Ed è ella infantata?
DULONE. Infantatissima e di un graziosissimo bambino.
ARREOTIMO. O Dio, quanto son oltremisura allegro! O soprana bontá,
quanti sono i favori che oggi tu mi concedi! dolevami di aver una
femina, poi di averla perduta; or ho una figlia e un nipote di lei. Mi
par mille anni di riveder l'una e l'altro, ché, dubitando di non
averla a veder in eterno, sto con uno accesissimo desiderio di
rivederla.
DULONE. Ascoltate tutta l'ambasciata.
ARREOTIMO. Non posso ascoltare, vieni ché me la dirai poi dentro.
DULONE. Spettatori, Amasio è giá in casa, e questa sera si faranno le
feste magnifiche e sontuose. Non usciranno piú fuori, ché si sta
intorno l'infantata. Se la comedia v'ha piaciuta come l'altre, fatele
quell'applauso che solete.
NOTA: abbiamo così trascritto il _corsivo_ e lo __spazieggiato__.