DULONE. Padrone, allegrezza allegrezza!
SINESIO. Io so meglio di te.
DULONE. Questa non la potete sapere, ché in casa voi non sète stato ed
ella è accaduta or ora.
SINESIO. Orsú, dimmi che cosa?
DULONE. Cintia ha partorito un bel bambino!
SINESIO. Cosí passi presto da una nuova di tanto contento? or dimmi il
come.
DULONE. Cintia appena entrò in casa che si pose in letto, dicendo che
non si sentiva bene e dubitando che la soverchia allegrezza
l'uccidesse; altri dubitavano che non fusse per isconciarsi per il
travaglio preso del giorno. S'inviò per la comare, ma prima ch'ella
venisse ha partorito un maschio, il piú bello che si possa vedere.
SINESIO. O Dio, quante dolcezze mi dái tu insieme! Non posso
trattenermi che non entri: volea andar a casa di Arreotimo per
invitarlo alla festa della figliuola, e non posso trattenermi per il
gran desiderio che ho di veder il nepotino. Fagli da mia parte tu
l'ambasciata.
DULONE. Cosí farò.