PEDOFILO. Sto con animo assai dubioso e pieno di malinconia, ché
Amasio, mio figliuolo, m'ha detto che ha usato violenza a Lidia e
toltole l'onore; e dubitando di non venire ad alcun atto
disconvenevole col fratello, è risoluto averla per moglie o di morire:
e non so se sia vero o se lo dica perché consenta a' suoi desidèri.
SINESIO. Eccomi, vi ha tolta la fatica di averlo a cercare.
PEDOFILO. Sinesio caro, arei voglia di dirvi ben cinquanta parole.
SINESIO. Saria ben vi rispondessi non poterne ascoltar una sola se ben
avessi cinquanta orecchie, perché ier mi diceste con due orecchie non
poter ascoltarne a me meza.
PEDOFILO. So che piú volte m'avete chiesta Amasia per isposa di vostro
figliuolo; e perché me la chiedevate con grande istanza, stimo che
avevate prima giudicato tra voi e me non esservi molta disaguaglianza
di nobiltade o di ricchezza.
SINESIO. Cosí ho sempre stimato certo.
PEDOFILO. Or di quel parentado che voi me prima ricercavate, io ne
ricerco voi; e dove volevate dar Erasto ad Amasia mia, or vorrei dar
Amasio a Lidia vostra.
SINESIO. Pedofilo mio, vuol la legge che, negandoti un amico un
piacere, possi tu giustamente a lui negar il medesimo piacere:
avendomi voi negato la vostra figliuola per mio figlio, è giusto e
convenevole che vi nieghi la mia figliuola per vostro figlio.
PEDOFILO. Io non vo' romper la vostra legge ma difender le mie ragioni
con un'altra legge. Come voleva io cedervi un maschio per isposa a
vostro figlio, qual voi credevate femina? e se ben mi ricordo, ve
l'accennava con certe parole mezo scoverte; ma voi non la volevate
intendere. Or che vi scuopro che sia maschio, il matrimonio ch'io vi
domando è convenevole.
SINESIO. Per non far molte parole tra noi, me ne contento, anzi vengo
costretto a contentarmene, ché vostro figlio, qual noi credevamo
femina, pratticando con mia figlia, l'ha usato discortesia; ed io ora
era per girmene a Sua Eccellenza e far quelle provisioni che si
convenivano, ché il suo atto troppo mi par infame e insopportabile.
PEDOFILO. Non posso imaginarmi che mio figlio, qual ho sempre
conosciuto modestissimo, abbi usato atto cosí discortese.
SINESIO. Non dice cosí Lidia, che, stimandolo Cintio, si ridusse
onestamente a trattar con lui.
PEDOFILO. Or, Dio grazia, abbiamo onorata la vergogna. E sappiate che
son della famiglia Malvezzi, de' principali di Bologna; non credo che
apparentando meco disgradarete di condizione.
SINESIO. Certo che vostro figliuolo ha dimostrato che sia di veri mal
vezzi, anzi di mali avezzatissimi.
PEDOFILO. Orsú, questo Malvezzo che ha voluto entrar nell'altrui
gabbia per forza, facciamo che sia entrato nella sua.
SINESIO. Orsú, vengane con lui a casa mia, perché ho ammogliato Erasto
e tutta la casa è piena di allegrezza, e faremo al fratello e alla
sorella una festa commune.
PEDOFILO. Non mi donarete tanto tempo che si faccia le vesti da
maschio, perché non ha se non vesti da donna?
SINESIO. Faremo che le sue vesti si dieno a Cintia e quelle di Cintia
a lui; ché se le vesti han servito prima per finzioni e inganni, or
servino da dovero.
PEDOFILO. Cosí si faccia: andrò a casa e vi condurrò Amasio per
l'uscio di dietro.--O Dio, sia tu lodato in sempiterno, ché non
pensava con sí poco travaglio passar da un tanto affanno a sí
tranquilla quiete!