PEDOFILO, ERASTO.

PEDOFILO. (Sto con animo assai travagliato dal fatto di Amasio mio

figliuolo. La notte passata è scappato di casa, poi l'ho visto venir

tutto turbato: l'animo mio s'incontra alcun male!...).

ERASTO. (Son venuto rissoluto per uscir di fastidio; e sará meglio

arrossir una volta e scoprirlo che tenerlo secreto e impallidir mille

volte il giorno e soffrir mille indignitá....)

PEDOFILO. (... Vo' manifestar al mondo che sia maschio e ritornarmene

a Bologna, poiché intendo che la parte guelfa nostra nemica è giá

dipressa e annichilata).

ERASTO. (... E vo' dirgli che siamo sposati di nascosto e sia pregna

di me, ché non penso sará cosí goffo che, avendole tolto l'onore, me

la voglia negar per moglie; e quando pur non volesse concederlami,

venir alla forza, alla violenza, alla rapina).

PEDOFILO. (Ma ecco il fratello di colei che vien costá: vedrò

modestamente potergli ragionar su questo fatto).

ERASTO. (Lo veggio venir verso di me). Ben venghi il mio padre e

padrone!

PEDOFILO. Ben venghi il mio caro figlio e signore!

ERASTO. Avendomi tolto molti mesi sono Vostra Signoria per patrone e

per padre, con quella confidanza che si conviene tra figlio e padre,

son venuto a ragionargli....

PEDOFILO. Né altrimente riceverò le vostre parole.

ERASTO.... Sappiate, Pedofilo, mio carissimo padrone, che Amasia la

tua figlia è moglie mia.

PEDOFILO. Vostra moglie? Giesú, che dite? e come? ERASTO. Perché ci

siamo sposati di nascosto.

PEDOFILO. Come può esser questo?

ERASTO. Anzi è stato piú di questo: ch'essendole io sposo e servidore,

siamo giaciuti insieme ed è giá pregna di me.

PEDOFILO. Cosí è pregna di voi come ne son io!

ERASTO. Il ventre gonfio ne potrá far a voi ben larga testimonianza.

PEDOFILO. Il ventre non si potrá mai gonfiar ad Amasia se non per

qualche idropisia.

ERASTO. V'ho detto quanto è passato tra noi.

PEDOFILO. Voi avete visto il ventre gonfio a mia figlia?

ERASTO. L'ho visto e l'ho tocco, per dirlovi piú chiaramente, dalle

due ore di notte insino all'alba.

PEDOFILO. Voi dite cose impossibili: la notte passata ha dormito meco

dalle due ore insino all'alba.

ERASTO. V'ho detto il tutto.

PEDOFILO. E se voi sapeste il tutto, vi vergognareste e v'arrossireste

di quel che dite.

ERASTO. Se non volete crederlo a me, credetelo a' testimoni.

PEDOFILO. Chi sono i testimoni?

ERASTO. Cintio, il vostro vicino, che n'è stato il nostro caro mezano,

e la sua balia: che è passata dalla vostra casa alla sua per un

tragetto quando siamo giaciuti insieme.

PEDOFILO. Come ha possuto passar dalla mia nella sua casa?

ERASTO. Dico, abbiamo fatto una buca nel muro tra voi e lui, e s'è

passato per quella.

PEDOFILO. Vo' che le vostre parole stesse discoprano la bugia: fra la

mia casa e quella di Cintio non vedete che v'è il vicolo in mezo? in

qual muro avete voi fatto la buca? Se non è passata per aria o

sotterra, non ha potuto venir per altra via. Non v'accorgete che tutto

il restante sia bugia?

ERASTO. Ma io veggio il capitano. Eccovi un testimonio.

PEDOFILO. Oh che testimonio!

ERASTO. Capitano, di grazia accostatevi qua.

La Cintia · 第 52 / 83 题