DULONE, CAPITANO.

DULONE. Hai visto e inteso, capitano?

CAPITANO. Ho visto la persona, le vesti, il ventre gonfio, e intesa la

voce di Amasia; il volto non ho potuto veder bene. Ma perché Cintio è

il mezano del suo amore?

DULONE. Son grandissimi amici da che furon bambini.

CAPITANO. Oimè, che sento indragarmi d'amore e inserpentirmi di

gelosia! Ahi, mondo traditore, cosí si trattano i pari miei? non so

che mi tiene che non dia un calcio alla casa e non la facci balzar per

l'aria con quanti vi sono dentro! Ma troppo io son vile a far conto

d'una sfacciata feminella, ché non la terrei in casa per forbir i

piatti né il suo padre per famiglio di stalla. Son ricercato e va a

ricercar lui: merito questo e peggio!

DULONE. Per certo che dite bene.

CAPITANO. O Dio, e perché non compaiono su la piazza dieci compagnie

tedesche in ordine con loro coscialetti, altrettante di svizzeri o di

borgognoni con una banda di cavalli, per ficcarmi in mezo a loro e

sbramar il digiuno c'ho di carne e sangue umano, e sfogasse cosí

l'amore e la gelosia? Ma dove sono spariti da Napoli i sgherri, i

scavezzacolli, i compagnoni, ché li scapricciasse a lor modo? dove

sète, o diavoli, ché vi sto aspettando con l'arme in mano?

La Cintia · 第 40 / 83 题