CAPITANO, ERASTO, DULONE.

CAPITANO. Chi passa, olá, scostisi lungi, ché non s'infilzi in questo

spadone da se stesso!

ERASTO. Capitano, sète venuto a tempo per attendervi la promessa.

CAPITANO. Sarei venuto un pezzo prima se i birri e il capitano non

m'avessero trattenuto: i quali con molta mala creanza venendomi adosso

per ispiar chi fussi, io gli ho lasciati accostare, e come gli ebbi

tutti a cerchio a mio modo, mi lasciai andar con un roverscio in tondo

e ne feci dieci pezzi d'ognuno. Io restai circondato di gente intorno,

e i corpi andaron volando per l'aria, e ancor piovono dal cielo gambe,

braccia, testa e mani di quei miserelli: pochi ne scamparono per aver

avuto buone gambe.

DULONE. Ecco l'avanzo de' birri che vengono per vendicarsi.

CAPITANO. Bestie indiscrete, fatevi adietro, ché quelli han fatto bene

a morire perché sono usciti d'impaccio; ma voi ponetevi i stivali,

pigliate i cavalli da posta per andar all'altro mondo! Olá olá,

fermatevi!

ERASTO. Non è niuno, non dubitate.

CAPITANO. Meglio per loro; ché non avea pelo indosso che non gridasse

carne e sangue, ché giá di farne un scamazzo di loro l'ira m'era

salita insino al naso.

DULONE. Su, che badiamo?

ERASTO. Tacete, vo' far il segno alla balia: _fis, fis_.

CAPITANO. Questa non è la casa di Amasia.

ERASTO. È di Cintio, che per un tragetto che abbiam fatto tra l'una

casa e l'altra viene a ritrovarmi: _fis, fis_. Ecco la balia.

La Cintia · 第 37 / 83 题