DULONE. Padrone, se foste stato meco, avreste goduto la vista della
vostra Amasia quanto avreste desiderato.
ERASTO. Teh, e come?
DULONE. È stata ragionando col suo padre una gran pezza.
ERASTO. Mira traditora bugia che ardisce dirmi! Come ora stava
ragionando col padre, se ora stava ragionando meco?
DULONE. Alcun di noi sta fuor di sé. Dove voi avete ragionato con
Amasia?
ERASTO. In casa di Cintio, in quella finestra sovra la porta; nel por
che tu facesti il piè nella strada, ella fu chiamata e partissi.
DULONE. Ed io nel por del piè in questa strada, l'ho lasciata che
stava ragionando col padre su la fenestra in quel vicolo, e l'ho vista
come veggio voi. Se Amasia non gioca di bagattelle o non è qualche
fantasima, non so come possa star in duo luoghi in uno istesso tempo.
ERASTO. Chi era seco nella strada?
DULONE. Ben dimandate quella venerabil bestia del capitano, che stava
passeggiando dinanzi a lei e suo padre, e con tanta sproporzionata
bravura che ha mosso a rider l'uno e l'altra piú di tre volte.
ERASTO. E il capitano stava mirando?
DULONE. Sí che il suo suspirare s'udiva un miglio.--Ma eccolo che
viene; non potea venir a tempo piú opportuno.